Io voglio sapere     17-12-2010  

Stamattina su Prima Pagina di Radio Rai3 è arrivata la telefonata di una ragazza che era alla manifestazione. Diceva che a un certo punto nei pressi di Piazza Venezia ha visto arrivare dei pulmini da cui è scesa gente con bastoni, caschi, eccetera. Non so se sia una testimonianza attendibile, ma  andrebbe assolutamente verificata.
Intanto uno dei fermati, malgrado la sfortuna di averle prese, ha avuto la fortuna di essere ripreso. Al ragazzo con la giacca a vento beige invece è andata diversamente.

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14 dicembre 2010     15-12-2010  

Costoro erano infiltrati (come accadde a Piazza Navona nell’ottobre del 2008) o  individui (foto 7) che si erano impadroniti di manette, manganello e ricetrasmittente?
Non faccio che pensarci, l’unica cosa di cui sono certa è che un servizio d’ordine che funziona dovrebbe essere una condizione essenziale prima di scendere in piazza, ma questo penso che gli studenti devono averlo capito bene.

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Datemi una margherita     13-12-2010  

Il trucco di compilare l’elenco di quello che non mi va di fare sembra funzionare. Non rimando più perché è piacevole cancellare qualcosa di spiacevole. Come, per esempio, l’acquisto dei biglietti aerei e soprattutto la telefonata al call center per il trasporto della cana. Così ho prenotato con largo anticipo e ho trovato una tariffa supereconomica, solo che bisognava partire due giorni prima della fine della scuola. E allora mi sono detta: “oh, non siamo mai partiti prima, Lo  non è mai assente, dal momento che l’ influenza se la prende sempre durante le vacanze, inoltre gli ultimi due giorni a scuola non si fa nulla, ci sono i concerti, le feste, i giochi…”. E pure la conversazione con tipo del call center è stata piacevole, nessun problema con lo spelling, soprattutto con quella maledetta c, nessun problema con questioni tecniche o burocratiche, il tipo era metà italiano, con un accento un po’ veneziano un po’ dutch che era un mito. Mi sono messa a compilare altri elenchi, ma poi qualche giorno fa è venuto fuori che fare le cose prima non sempre è vantaggioso. Perché nell’ultima settimana di scuola Lo non aveva feste, concerti, cori ma esami esami e esami!

Al liceo è un’altra storia e io me ne ero dimenticata.
Comincia così una complicata trattativa tra me, i professori, Lo e i professori. E quando pare che tutto si stia per risolvere, che farà gli esami in tre giorni anziché in quattro, ecco che mi telefona la direttrice e dice che non è possibile, che ha più di venti studenti che vogliono partire prima e che se dice sì a uno deve dirlo a tutti.
“Va bene, provo a spostare il volo, ma io qui a Natale non ci resto!”
“Certo, certo.” Mi risponde lei. “Nessuno vuole restare qui per Natale.”
Lo, invece, mi dice che ha parlato ancora con un professore, che conosce bene la direttrice.
“Mi ha detto che devi insistere, che se insisti parecchio lei cede.”
E Davide mi dice: “inventati un invito a un matrimonio, per i matrimoni c’è un permesso speciale.”
Ma poi finisce che non insisto, né m’invento nulla e chiamo il call center. Il tipo del call center è francese, parla bene l’inglese, e ancora meglio l’italiano. Nessun problema con la c e le doppie e riesco a spostare il volo a sabato.
Sospiro di sollievo. Decido di non compilare più elenchi, né di controllare le previsioni del meteo. Cioè le controllo solo una volta. E poi anche una seconda. Sabato pare proprio che nevicherà e anche venerdì. E qui in Olanda quando fa qualche centimetro di neve si ferma tutto. E se io all’alba di sabato non riesco a raggiungere l’aeroporto vado a tirare palle di neve alla finestra di qualcuno.

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Intanto all’estero     08-12-2010  

Scrive Alessandro Gilioli: “Ma un Wikileaks del Parlamento, quello sì, lo sogno davvero: con i verbali delle trattative, la pubblicazione degli sms e i numeri dei conti esteri su cui, mentre scrivo, sta viaggiando il destino del nostro Paese.”

E così vado a vedere, a leggere. E i toni, l’entusiasmo, il compiacimento che vi trovo mi impressionano parecchio. E la frase: “E non bisogna dire male di nessuno” è davvero triste, tristissima. Povera Italia.

Come si trova con i suoi colleghi eletti all’estero?
Io sono veramente amico di tutti. Anche con i parlamentari nazionali, sia di centrodestra che di centrosinistra, indipendentemente dal colore politico. Bisogna lavorare per il bene dell’Italia, degli italiani, dell’emigrazione. lo sono dell’Italia dei Valori: i valori, innanziatutto. I valori della vita, della gente, dell’Italia: tutti i valori bisogna tenerli insieme, e non bisogna dire male di nessuno.

….
Lei tempo fa ha dichiarato che qualcuno le avrebbe offerto 200mila euro per comprarla. A cosa si riferiva? E chi le avrebbe fatto questa proposta?
(L’On.Razzi esita una decina di secondi, noi lo incalziamo):
Avanti, Onorevole, ci faccia nomi e cognomi
Beh,nomi e cognomi….Si dice il peccato e non il peccatore.

Ci dica almeno da quale parte politica è arrivata la proposta?
Ma, vede….(esita, esita!), non si può dire, mi dispiace. Anche la cifra, non era quella: è stata ingrandita, ma non fa niente.

Ma è vero che le hanno offerto questi soldi? Per che cosa?

Sì, diciamo che se magari passavo dall’altra parte…. Molti mi dicevano: “dai vieni, tu attiri i consensi degli emigrati,” , eccetera. Però io sono nato politicamente con Di Pietro: senza di lui non sarei mai entrato in politica. Mi sono affezionato a quest’uomo, che ritengo anche lui un operaio: per pagarsi gli studi, ha lavorato un anno in Germania. Mi ha fatto vedere la ditta dove lucidava forchette e coltelli, ed alla sera tornava a casa con tutte le mani nere. Questo mi ha emozionato, mi sembra una persona sincera, onesta, alla mano come me, un operaio. Quindi, lo apprezzo e non lo potrei mai tradire: a meno che fosse lui a dirmi “Grazie, ora possiamo fare a meno di te”. Allora cercherei appoggio di un altro partito, ma senza chiedere nulla: mi rivolgerei al partito che, in quel momento, dimostri più interesse per i connazionali.

Glielo chiediamo un’altra volta, Onorevole: non se la sente di fare nomi e cognomi di chi la voleva comprare?

No, guardi…davvero. Se io dico una cazzata su qualcuno, lei certamente non va a dire a quel qualcuno “guarda, Razzi ha detto questo e quest’altro”… A volte si dicono cose così, tanto per dire.

Aggiornamento del 10/12 : Razzi molla l’idv e va col Berlusca. Qui l’accorata  lettera scritta a Di Pietro per giustificare il suo gesto.
Mutui e affitti (da ottomila euro) non c’entrano nulla.
Qualche commentatore lo bacchetta, per esempio Gianluca Galati scrive: “L’onorevole Razzi sembra in questi giorni piuttosto in stato confusionale. A parte confondere, nella sua accorata lettera, Pietro Micca con Enrico Toti, pare aver totalmente rimosso i contenuti dell’intervista da lui rilasciata non molti mesi fa. Rinfreschiamoglieli: “sono stato eletto nell’IDV e tale voglio rimanere fino alla morte, anche perché ho rispetto per coloro che mi hanno votato. Chi glielo va a dire a queste 3.500 persone che sono stato comprato da un partito di tizio e caio?”. Glielo vada a dire lei onorevole, coraggio.”

E Razzi che replica? Attendo con curiosità una sua risposta.


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Partorire in Olanda     03-12-2010  

Ho sempre pensato che partorire in Olanda fosse una prova di coraggio. Oppure una questione di fede. Insomma una di quelle cose che fai senza ragionarci sopra.  Nelle faq sull’Olanda ho riportato in proposito qualche link, attirandomi le ire dei fan italiani dei Paesi Bassi.
Era ora che si cominciasse a indagare su questa faccenda.

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Così parlò l’uomo del parco     02-12-2010  

C’è un tipo, magro e molto alto, che viene sempre al parco a portare il suo cane che invece è basso e grasso, pare una salsiccia che cammina e quando corre saltella come un coniglio. Il tipo se ne sta sempre per conto suo, di solito è appoggiato a un albero e legge il giornale. Anche il cane sta separato dagli altri cani o al limite li osserva da lontano.
Ieri sono andata a chiedergli di farmi accendere e ho visto che leggeva un articolo su Wikileaks.
“Chi è Assange?”, gli ho chiesto.  Non so perché gli abbia fatto questa domanda: il tipo non invoglia certo a domandare. E’  talmente riservato che non mi sarei stupita se avesse fatto finta di non avermi sentito. E invece mi ha dato una risposta immediata:“Un rivoluzionario!”
“Assange è un rivoluzionario!” Ha ripetuto un’altra volta con il tono che sottintendeva: “e ora non mi parlare più”.

Categorie: Roba d'Olanda

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Non devo dimenticarmi dei pettirossi     30-11-2010  

Quando l’aria era diventata ormai insopportabilmente fredda e il ghiaccio era ovunque, ecco che la temperatura sale e comincia a nevicare. E i pini marittimi al centro di CameliaHof si fanno bianchi, e i ragazzini sono fuori a ridere e a tirarsi palle di neve. E le taccole che puliscono l’ingresso al nido tra le tegole del tetto, nervosissime. E le carpe koi rintanate nelle bolle d’aria sul fondo dello stagno. E io che gli rompo il ghiaccio con il martello, che mi piace tantissimo. E l’indimenticabile luce bianco-azzurra della prima notte di neve. E i pettirossi che mi guardano al di là del vetro: “non raccogli più le foglie? Non sfili le erbacce? E i vermi e le lumache restano lì sotto? E come facciamo  noi?”
Al mio vicino della Val di Susa tutto ciò non fa effetto, ma a me che provengo da un altro territorio, ogni volta, pare una specie di miracolo. E poi camminare sulla neve morbida fa venire un mucchio di idee.

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Ci hai pensato?     29-11-2010  

La gente non legge pensando all’arte: legge pensando alle persone. E le giudica per quello che sono. E come credi che giudicherà i personaggi del tuo racconto, a quali conclusioni credi che arriverà? Ci hai pensato?

Zuckerman, Philip Roth

Categorie: Libri

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Il marziano di CameliaHof     22-11-2010  

Certe volte penso che CameliaHof, la strada dove abito (ma non immaginatevi una strada, è piuttosto un gruppo di case di legno e mattoni con una piccola pineta al centro), sia un po’ il termometro dell’economia mondiale.
Tre anni fa se ne sono andati via gli americani, licenziati o trasferiti altrove, poi sono partiti gli abitanti di altri Paesi e, fino a pochi mesi fa, c’era più di una decina di cartelli di vendita o  d’affitto. Da settembre le case hanno cominciato a riempirsi e sono arrivati francesi, coreani, tedeschi e una famiglia italiana che vive proprio davanti a me. Purtroppo nessun americano e questo mi dispiace perché loro, gli americani, sono i vicini ideali: cordiali, per niente invadenti e talvolta hanno delle idee divertenti per la socializzazione.
Ultimo ad arrivare (ma non c’entra niente con l’economia mondiale) è stato un tipo sui trent’anni e subito si è capito che sarebbe stato un abitante atipico di CameliaHof in cui risiedono esclusivamente famiglie con bambini e adolescenti o al limite con cani. Questo tipo ha preso in affitto la casa più piccola e meno costosa, una di quelle fatte soltanto  da mattoni. E per il trasloco non è arrivato nessun container gigante, ma un camioncino guidato da lui. E non c’è stato nessun traslocatore di due metri che ogni quindici minuti si metteva in pausa per la stanchezza ma i mobili se li è caricati da solo senza soste. E immagino che deve essere stato piuttosto faticoso trasportarsi un armadio per delle scale strette. Ma quello che mi ha meravigliato di più è stata la  sua tenuta da lavoro (tant’è che sono corsa subito a controllare la temperatura: cinque gradi): un paio di boxer e a piedi nudi. Un vero duro, insomma. E poi, come tutti, a trasloco ultimato quando ancora gli scatoloni erano imballati, il tipo ha esposto qualcosa sul davanzale della finestra. Se i coreani, i francesi e i tedeschi hanno statuine di ceramica, orchidee bianche o robe presumibilmente artistiche, lui ha messo in bella mostra una bottiglia di Guinness gigante. Nella fase di insediamento che è seguita si è fregato un carrello del supermercato (e se lo polizia se ne accorge gli fa passare qualche ora in cella e poi lo rilascia dopo che ha pagato una bella multa) e va in giro con una vecchia golf. E i finesettimana fa delle feste in giardino che si prolungano oltre la mezzanotte! (un altro buon motivo perché la polizia arrivi). Inoltre, nell’aria si diffondono odori che non sono di carne arrostita sul barbecue! (be’, per questo motivo la polizia non arriva, ma in altri Paesi penso che arriverebbe).

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Waiting for     17-11-2010  

Non faccio in tempo a notare che l’arancione e il giallo delle foglie stanno cominciando a sbiadire  ed ecco che mi ritrovo in una nebbia fitta, con una pioggia così sottile che mi dà l’illusione di essere impermeabile.
Non faccio in tempo a rendermi conto di avere iniziato una dieta ed ecco che mi ritrovo con sette chili di meno, con i jeans che sono costretta a portare con la cintura.
Non faccio in tempo a fare la scaletta ed ecco che mi ritrovo nel mezzo di un altro mondo, cioè di un romanzo, con i personaggi che vorrebbero fare e dire quello che gli pare.
E invece occorrono ordine, disciplina,  regole e soprattutto soluzioni.
Per dire, il cappottino che mi piace tanto lo devo sostituire con il giaccone che non mi piace affatto.
E sempre per dire: devo smettere di portare tre maglioni che mi fanno sembrare più grassa di prima. Un effetto spiacevole della dieta è quello che sento perennemente freddo.  E quindi comprarmi al più presto un paio di maglioni termici. E  devo stabilire un limite: 52 chili. Quindi me ne mancano ancora due, da perdere senza fretta, altrimenti finisce che per ripararmi dal freddo mi trasformo nell’omino Michelin. Qualcuno già lo pensa, anzi lo pensava. Ero al parco e una tipa mi guardava con l’occhio investigativo, che sottintendeva: “ma come è ingrassata questa qui”. Allora mi sono sbottonata il cappotto e le ho mostrato i tre maglioni. Si è messa a ridere. Avevo intuito giusto.
E poi i personaggi. I personaggi possono fare e dire quello che gli pare, ma ci sono dei limiti e li  definisco io. E Kevin l’accetta il cellulare anche se non vorrebbe. E non si cambia nome, anche se non gli piace. Si tiene quello, scelto da sua madre.
E adesso posso aspettare con più tranquillità la neve e la fine del romanzo. E soprattutto  il momento in cui indosserò  i jeans di Lo,  quelli che portava quando aveva dodici anni. Per qualche mese ha avuto la mia altezza.  Manca poco.

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