Contro le catene     04-06-2007  

Se c’è un link che va diffuso è questo dell’antibufala.
Oggi ho ricevuto per la sesta volta questa mail
Sono dieci anni che gira e nel tempo si è modificata.
L’1/5/2007 Paolo Attivissimo ha telefonato al professore di Bologna e: “ha chiarito che ha semplicemente ricevuto l’appello e l’ha inoltrato ad alcuni amici perché gli era piaciuta la poesia. Purtroppo, come capita spesso in questi casi, gli amici hanno visto in fondo al messaggio gli estremi del professore e li hanno ritenuti una forma di autenticazione dell’appello e l’hanno inoltrato ai loro amici, e così via. Il risultato è che il professor Cicognani (citato con il suo permesso) è “perseguitato” da questa storia e riceve una trentina di e-mail tutti i giorni oltre a numerose telefonate di richiesta di chiarimenti. A nulla sono valse, finora, le richieste di bloccare la circolazione dell’appello con gli estremi del professore.”

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Voci (vicine, lontane, indignate)     24-05-2007  

Ma questa barca che galleggia in questo mare azzurro, un mare irreale perché la foto scattata dall’aereo non ha catturato le onde che crescevano, non sembra talmente vicina che pare di sentire le voci delle persone ammucchiate lì dentro?

E poi con il gioco di saltare da una parola all’altra arrivo all’indignazione.
All’inizio di una seduta del Parlamento Europeo si è parlato della bambina inglese rapita, pare, da un pedofilo. Su un blog, di cui non riporto l’indirizzo perché non mi piace il clima “di tutti contro uno” che si potrebbe creare, l’autore(autrice) si indigna.
Non è la trasmissione di Chi l’ha visto, scrive. Il Parlamento deve occuparsi dello sviluppo sostenibile, del nucleare e di altri problemi importanti. E (aggiungo io) perché segnalare quella bambina e non tutti gli altri bambini scomparsi da un mese da un anno da dieci?
Poi penso: il rapimento è avvenuto da tre settimane, un parlamentare turbato da questa scomparsa è uscito dalla lista degli interventi e ne ha parlato.
Ci si può indignare, per questo sconfinamento nel “privato”, a tal punto da scrivere: chi se ne frega di Maddie?
Le parole non contano nulla? L’indignazione per un abuso di uno spazio pubblico per una questione “privata” giustifica una frase del genere?
Maddie
Questa è una lettera, che ne contiene un’altra, che ho ricevuto poco fa:
Non so se chi abita in Italia sia venuto a conoscenza di questa terribile storia che ha avuto ampia
risonanza nei telegiornali inglesi e olandesi.
La bimba scomparsa e’ la nipote di una delle mamme che frequento abitualmente.
Vi chiedo di leggere la sua richiesta di aiuto e di diffonderla.
Grazie,
Donatella

As you are aware my niece is still missing and I am asking everyone I know to send this as a chain letter i.e. you send it to everyone you know and ask them to do the same, as the story is only being covered in Britain, eire and Portugal. We don’t believe that she is in Portugal anymore and need to get her picture and the story across Europe as quickly as possible.
Suggestions are welcome.
Phil McCann

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Ogni Paese ha le sue     04-04-2007  

Gli agnelli olandesi, in questi giorni, non fanno che ripetersi: che fortuna essere nati qui.
Anche i conigli che saltano nei cortili delle scuole sono d’accordo.
Nei negozi per animali vendono un’erba che se strofinata sopra i giochi del proprio gatto, lui si diverte di più, così dicono le istruzioni. Io non l’ho comprata, gli ho preso invece un set di topi minuscoli, tanto per cominciare l’allenamento per quelli veri di cui dovrà occuparsi.
Poi Emme mi ha fatto notare che anche il topo-giocattolo era imbottito di quell’erba, ma non mi è parso che ci siano stati effetti particolari.
Qui una poesia di lode al cuoco invece.
Anche se non condivido l’ultima strofa devo ammettere che non è male.

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Da qualche giorno …     07-03-2007  
Da qualche giorno
Qui un’altra versione dell’Olanda.
E così siamo in tre.
Anche se lui non si perde tra tazzine di caffè troppo affollate e confuse analogie con Peter Pan, e l’ Olanda ce la racconta in un romanzo. 
Da parte mia un gran in bocca al lupo per Il collezionista Di  Tempo che uscirà tra un mese.

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La legge non è uguale per tutti…     01-03-2007  
La legge non è uguale per tutti
Nel 2006 la Stampa, in questo articolo, riporta la scoperta di una ricercatrice di Palermo: Melania Mazzucco ha copiato brani da Guerra e Pace di Tolstoj.
Sulla rete, lo stesso giorno, viene ripresa la notizia qui.
Il 30 marzo dello stesso anno Alexandra Voitenko scrive: "Critici zelanti a caccia di emozioni editoriali accusano la Mazzucco di aver “scopiazzato” il suo romanzo da Tolstoj".
Arrivando a giustificare l’operazione della Mazzucco:
"Bisogna ammetterlo: Tolstoj è presente nel romanzo “Vita”, la conferma di questa tesi la troviamo nelle citazioni e nei prestiti dalla celebre opera dello scrittore russo nel romanzo italiano in questione. Ma questo problema esula dal valore artistico dell’opera letteraria che esiste come una realtà autonoma, a se stante, e deve essere giudicata come tale. Domandare allo scrittore il perché di questo o quel episodio è un po’ ingenuo, infantile e a volte anche inutile".
Che la Mazzucco avesse preso in prestito pagine di Tolstoj io non ne sapevo nulla, lo scopro  un anno dopo leggendolo  qui ( cliccando su riemerso potete confrontare le pagine)
La notizia viene ripresa da pochi altri bloggers.
Ciò mi ha sorpreso assai.
Perché ricordo che nella rete ci sono state mobilitazioni di massa per furti parziali o integrali di post.
Perché questa indifferenza? L’unica spiegazione che mi viene in mente è che la maggioranza degli scrittori della rete sia d’accordo con la tesi di Alexandra Voitenko.
Nei commenti a questo post su Lipperatura, Herzog scrive: "sarebbe ben ora che l’espressione "scrittura femminile" non fosse la declinazione di un ghetto. Se ne parli.A proposito del tagliare (e incollare) Tolstoj, cosa significa questo?
(ma io la Mazzucco non l’ho letta, magari è solo un giuoco da blog)."
Nessuno risponde alla sua domanda tranne Gabriella: "@ Effe, a proposito di Mazzucco-Tolstoi. La cosa è vera e nota da tempo, ed è stata tirata fuori un anno e mezzo fa circa da una ricercatrice dell’Università di Palermo. Verissimo che c’è un brano in "Vita" che ricalca pari pari quel passo di Tolstoj. Che i giurati dello Strega non se ne siano accorti è veramente … divertente. Per quanto riguarda il merito della cosa, beh, io ritengo la Mazzucco un’ottima scrittrice e non sarà certo questo episodio che mi farà dimenticare la bellezza di "Lei così amata" (la biografia romanzata di Anne Marie Schwarzenbach) o "Vita" o "Un giorno perfetto"."

Dunque: se sei un blogger e copi-incolli un pezzo altrui (senza indicare il link di provenienza) vieni lapidato.
Se sei uno studente e ti appropri di un pezzo scritto da altri senza citare la fonte, il tema ti viene annullato.
Se sei uno scrittore di best seller…be’ in questo caso puoi fare come accidenti ti pare.

Però che faticaccia mettere tutti questi link!

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Ma quanto è simpatica Margherita Hack?
A me tantissimo.
Su blob qui, quasi all’inizio del video.

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Delurking day…     13-01-2007  
Delurking day
Sarebbe oggi.
Il giorno in cui i lettori che non commentano sono invitati a lasciare un ciao,  una frase, un insulto (un insulto magari no), oppure scrivetemi una mail, ché mi piace di più.
Però ci si può manifestare anche domani, lunedì, eccetera.
Una spiegazione della parola lurker si trova qui.

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E in ogni caso:  meglio l’Olanda in una stanza che Roma in un ufficio
Se mai dovessi tornare a vivere a Roma aprirei un sito come questo.
Se invece voleste disfarvi di qualcosa scambiandola con un’altra, potete mettere un annuncio qui.
Se poi di scambi e di favori tra vicini non ve ne importasse nulla, potete sempre dare un’occhiata lontano andando qui.

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Se non è Roma sarà Amsterdam …     07-12-2006  
Se non è Roma sarà Amsterdam
Non potendo essere con loro a Roma, mi consolerò andando stasera ad Amsterdam ad ascoltare lui.
Se riesco ad azzeccare la combinazione giusta di autobus, tram e treni impiegherò per un a/r tre ore circa, ma anche se ci metto di più non m’importa.
Qui invece un mio racconto.

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E finalmente ho tirato su lo spinnaker.

Il pezzo che segue sintetizza perfettamente i miei primi anni nella comunità italiana di qui:

La necessità di sapersi creare una "clausura" mentale sorge nella terza situazione, barca piccola con armatore e amica ( o amici) a bordo, elemento peggiorativo se l’armatore ha esperienza di barca (positivo solo in caso di maltempo perché sa stare anche lui al timone). La convivenza è totale, gli spazi ridotti, non è possibile isolarsi o tanto meno scaricare tensione parlando con qualcuno "dalla tua parte". Ovviamente, filosofie di vita, idee politiche ecc. ecc. sono assai divergenti, unico elemento legante può essere il rispetto e il riconoscimento delle capacità. In questa situazione per sopravvivere è necessario assumere la consistenza di un oggetto d’arredamento, essere presenti, ma non partecipare; a nessuno deve venire in mente di porti delle domande, di coinvolgerti in una discussione, andrebbe in frantumi tutta l’atmosfera, o per il sorgere di tensioni verso l’esterno, se difendessi le mie idee; le tensioni diverrebbero mie interne se invece le rinnegassi per quieto vivere.
(Tratto da racconti di uno skipper)


Poi però li ho fatti sbarcare quasi tutti.

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