Scrivere all’estero     18-06-2010  

Qui l’intervista per Expat

Categorie: Segnalazioni, dello scrivere

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La nave dei diritti     16-04-2010  

Pensavo di condividere questa iniziativa postando un video di qualcuno che ha aderito perché ce ne sono di commoventi, di ironici e per questo più commoventi, o che vanno necessariamente ascoltati per quello che comunicano, ma alla fine la sintesi migliore è rappresentata senza dubbio dal manifesto:

Siamo un gruppo di italiani/e che vivono a Barcellona. Insieme ad amici (non solo italiani) assistiamo seriamente preoccupati a ciò che avviene in Italia. Certo la crisi c’è anche qua, ma la sensazione è che la situazione nel nostro Paese sia particolare, soprattutto sul lato culturale, umano, relazionale. Il razzismo cresce, così come l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario. I meriti e i talenti delle persone, soprattutto dei giovani, non sono valorizzati. Cresce la cultura del favore, del disinteresse per il bene comune, della corsa al denaro, del privato in tutti i sensi. In Spagna, negli ultimi mesi, sono usciti molti articoli raccontando quello che avviene in Italia, a volte in toni scandalistici, più spesso in toni perplessi, preoccupati, sconcertati. Si è parlato dei campi Rom bruciati, dei provvedimenti di chiusura agli immigrati, delle aggressioni, dell’aumento dei gruppi neofascisti, delle ronde, dell’esercito nelle strade, della chiusura degli spazi di libertà e di democrazia, delle leggi ad personam. Dall’estero abbiamo il vantaggio di non essere quotidianamente bombardati da un’informazione (??) volgare e martellante, da logiche di comunicazione davvero malsane. E allora: che fare? Prima di tutto capire meglio, confrontarci, quindi provare a reagire. Siamo convinti che ci siano migliaia di esperienze di resistenza, di salvaguardia del territorio, di difesa dei diritti, della salute, di servizi pubblici di qualità. E che vadano sostenute. Al termine di un percorso che abbiamo appena iniziato, vogliamo quindi organizzare una nave che parta da Barcellona il 25 giugno 2010 e arrivi a Genova. Sarà la nave dei diritti, che ricorderà la nostra Costituzione e la sua origine, laica e pluralista, la centralità della libertà e della democrazia vera, partecipata, trasparente: dai luoghi di lavoro alle scuole, ai quartieri, ai servizi, al territorio. Ricorderà che il pianeta che abbiamo è uno, è questo, questo è il nostro mare, di tutti i popoli. Che chiunque ha diritto di esistere, spostarsi, viaggiare, migrare, come ha diritto che la sua terra non sia sfruttata, depredata. Ricorderà che le menzogne immobilizzano, mentre la verità è rivoluzionaria. Ricorderà che cultura e arte sono i punti più alti del genere umano, sono fonte di gioia e piacere per chi li produce e per chi ne beneficia, non sono fatte per il mercato. Ricorderà che esistere può voler dire resistere, difendere la propria e l’altrui dignità, conservare la lucidità, il senso critico e la capacità di giudizio. Creiamo ponti, non muri. È un grido di aiuto e solidarietà, che vogliamo unisca chi sta assistendo da fuori a un imbarbarimento pericoloso a coloro che già stanno resistendo e non devono essere lasciati/e soli/e. Non siamo un partito, non siamo una fondazione, non sventoliamo bandiere, tanto meno bianche. Siamo piuttosto un movimento di cittadini/e che non gode di alcun finanziamento.

Categorie: Contro il potere che, Segnalazioni

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Qualcosa si muove sotto il velo     24-02-2010  

Io lo sapevo che grazie alla rete qualcosa stava cambiando.

Categorie: Segnalazioni

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Anche nel paese di Bengodi però     24-06-2009  

Ieri sera leggevo questa cosa qui.

Trascrivo questo pezzo che è  la sintesi di quando vivevo nel paese di O.: “Odio Albert Hijn e Dirk van den Bruck che ti vendono una carne indistinguinbile dalla plastica che l’avvolge. Odio l’aria condiscendente degli olandesi, che è sempre meglio di una sprangata, ma vuol dire comunque: adesso che sei qui t’insegneremo noi le regole di una società benordinata.

Ma più di tutto e soprattutto, odio i loro dottori e dentisti, che sembra abbiano studiato teologia per quanto poco ne capiscono del loro lavoro. E sinceramente spero che gli alieni li rapiscano, uno ad uno, dentisti e dentiste, dottori e dottoresse e se li portino in qualche galassia lontana lontana dove li lasceranno sbranare dal Rankor.

Come sanno quelli che mi leggono dall’inizio, a un certo punto mi sono guardata intorno e mi sono trasferita nel paese degli emigranti quasi di lusso,  e la carne la compro da Ven, la frutta e la verdura in un negozio turco, ho sempre un medico incompetente ma per fortuna non presuntuoso e siccome è il primo a non fidarsi di se stesso in caso di necessità mi fa la prescrizione per la visita specialistica all’ospedale senza storie.
Certo, a volte penso di vivere nel paese dei balocchi: nessuno che fruga nella spazzatura, nessuno che chiede l’elemosina, nessuno che litiga per la strada, e poi i prati vengono tagliati al momento giusto, alla prima raffica di vento di primavera volano petali rosa, ho uno scoiattolo che mi fa l’occhietto da un ramo della magnolia, ci sono le dune, il mare, il crepuscolo sulla spiaggia alle undici della sera con quella luce e quel silenzio che mi incanta ogni volta, i vicini mi portano cioccolatini e biscotti, la polizia si annoia, però se voglio tornare alla realtà in cui vive la maggioranza del mondo mi basta andare in un certo parco, a una certo ora, dove s’incontrano una trentina di olandesi e i loro cani, i cani socializzano, giocano e a ogni nuovo arrivato corrono incontro a fargli le feste, io invece in quell’ora non esisto, e se saluto in inglese nemmeno mi rispondono.
Questo è dipeso  dalla svolta a destra che è in corso da qualche tempo in qua, i primi anni alla frase: “scusa, non capisco l’olandese”, mi rispondevano sempre: non è un problema. Poi lo è diventato invece e per questo vivo felicemente nel paese di W.
Oppure se voglio vedere come va il mondo me ne vado a Roma.

A proposito di fiorellini che si piantano in primavera, mi viene in mente che malgrado quanto abbia scritto finora anche il paese di W. non è tutto rose e fiori, guardate qui che cosa  è accaduto nel vivaio in cui vado almeno una volta la settimana nel 2006.
E sempre a proposito di fiorellini: io appartengo alla categoria che ha il giardino con i fiori in tutte le stagioni, anzi, ora che ci penso ho il giardino più bello del paese di W.
Questa invece è la parodia del posto dove vivo.

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Laggiù qualcuno ci pensa     10-06-2009  

“Facendo un’analisi piu’ attenta, ci siamo accorti che nella Circoscrizione III (votanti per l’Italia centrale) della Repubblica Ceca, il senso civico dell’elettorato raggiungeva punte invidiabili, avendo li’ votato il 103% degli aventi-diritto. Per chi aveva votato la parte “fantasma” ? Pdl.

http://europee2009.interno.it/europee/euro090607/EE3225.htm

….

Questo, confrontato con altri dati europei, ad esempio la Bulgaria dove ha votato il 100% degli iscritti (premettiamo che all’estero la percentuale raggiunge, per le europee, mediamente il 20)

http://europee2009.interno.it/europee/euro090607/EE3224.htm ,

e vedendo anche PER CHI si era votato in Bulgaria, ci ha fatto riflettere ancor di piu’.

In Lettonia ha votato il 100 %, dimostrando anche li’ enorme senso civico! Per chi avranno votato ?

http://europee2009.interno.it/europee/euro090607/EE0255.htm

A Cipro ha votato quasi il 70% degli aventi diritto, quasi come Roma ! E per chi ?”
da qui

Indovinate un po’?
Riassumendo: gli italiani emigrati negli stati europei hanno sempre votato a maggioranza centro-sinistra, ma anche la  sinistra ha sempre ottenuto più voti rispetto all’ Italia.
Per renderci innocui a queste europee si sono mossi in tre direzioni:
1) Hanno giocato in alcuni casi con la storia dell’opzione
2) Hanno tagliato i fondi per i seggi costringendoci a farci centinaia di chilometri
3) Sono stati fatti conteggi strani dei  voti

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Ieri ho scoperto questa persona qui, scopritela anche voi

C’è un giullare dalle parti di Lodi che si chiama Giulio Cavalli. Fa una cosa che non dovrebbe fare: teatro civile. Parla di Resistenza, di G8, parla del disastro aereo di Linate e da un po’ di tempo, soprattutto, parla di mafia e di mafie. Fa nomi e cognomi. A Teatro. Li fa a Milano, li fa a Gela.
Errore! I nomi non si fanno, non è elegante. Qualcuno poi si arrabbia e te la vuole far pagare.

da qui
Altre puntate sono qui
Questo invece è il suo sito

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Sono un uomo     14-05-2009  

Stasera porto Lo a vedere I cento passi, ad Amsterdam.
Nel frattempo ho scoperto questo documentario che cercherò assolutamente di vedere.

Ha avuto una distribuzione minima, benché abbia ricevuto parecchi premi. E’ retorico domandarsi perché non sia stato distribuito, è inutile piagnucolare sulla libertà che sta scomparendo in Italia, non è retorico e non è inutile diffonderlo e andarlo a vedere.
Qui il calendario delle città dove viene proiettato.
Qui un articolo.
Stasera proverò a proporlo per una proiezione all’Istituto di cultura dei Paesi Bassi, ma sono scettica, di solito bocciano ogni proposta, deve passare qualche anno perché prendano in considerazione un film, un romanzo.

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Un lavoro senza ventiquattrore     05-03-2009  

Qui una mia storia illustrata da Emanuele Tenderini

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Aggiornamento:  Divieto di segnalazione – siamo medici e infermieri, non siamo spie

MSF, ASGI, SIMM e OISG lanciano un appello alla società civile per chiedere ai Senatori di respingere l’emendamento che elimina il principio di non segnalazione alle autorità per gli immigrati irregolari che si rivolgono a una struttura sanitaria.

28/01/2009

FIACCOLATA DAVANTI A MONTECITORIO

2 FEBBRAIO DALLE 17.30 alle 20.00

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E intanto splende il sole     07-11-2008  

Oggi nel paese di W. c’è il silenzio della festa perché non c’è lezione a scuola ma i colloqui con i professori. Mi diceva Fran che gli expat a W. sono circa quattromila e la cosa mi ha un po’ stupita: a orecchio sembriamo molti di più!
Sempre a proposito di sorprese, un’altra cosa che non mi aspettavo:
un mio racconto è stato scelto per questa iniziativa. E’ la versione ridotta (c’era il limite di battute) e rivista di un racconto che ho postato un po’ di tempo fa.

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