Stay tuned     01-09-2010  

Proseguono i lavori sulla strada principale di W.
Ieri hanno cominciato a smantellare la corsia che porta fuori dal paese e hanno parzialmente rimesso in funzione l’altra. Al momento su una strada molto stretta passano automobili in un’unica direzione e biciclette in entrambi i sensi. La ciclabile che corre a fianco è stata ricostruita ma è piena di paletti segnaletici e quindi poco praticabile per il fiume di biciclette composto da studenti che va a scuola.
Tutto ciò finirà il 17 settembre, nel frattempo prevedo che:
1) Gli americani seguiranno un corso in cui verranno fornite informazioni sulle strade alternative, sui nuovi sensi delle strade, eccetera eccetera. Riceveranno un kit con una mappa dei lavori in corso, dei copriscarpe per la polvere se costretti a camminare sul marciapiedi privo di mattoni, un fischetto a cui ricorrere in caso di pericolo. ( Il numero di mezzi per ricostruire il tratto di strada aumenta di giorno in giorno).
2) Gli olandesi andranno fuori di testa per i sensi stravolti, perché ci sarà qualcuno che non rispetterà le nuove regole stradali. Molti di loro si metteranno in malattia per stress.
3) Gli italiani, i francesi, gli spagnoli, i greci, i popoli latini insomma e gli arabi, s’infurieranno per il traffico eperché non potranno parcheggiare davanti casa e andranno caoticamente in tutte le direzioni senza rispettare la nuova segnaletica. Saranno l’imprevisto degli americani e la causa di stress degli olandesi.
4) Gli asiatici rideranno, si sposteranno a piedi e andranno in panico se mi incontreranno con la cana, come al solito.
5) Io continuerò a camminare sulla strada smantellata, di notte, con la cana,  e a fare immaginazioni surreali.  Pare proprio un paesaggio de La strada.

Categorie: Roba d'Olanda

[ 0 commento(i) ]

C’è un tempo infame, esagerato persino per l’Olanda. E poi c’è stato un diluvio e per raggiungere la macchina al parcheggio del Super ho camminato con l’acqua fino alle caviglie. E allora via di corsa a casa ché avevo (ho) raffreddore e tosse e la febbre che mi era appena andata via.
Ho posato le buste della spesa, ho pensato: ora vado a cambiarmi e anche: “c’è un posto che si potrebbe allagare oltre al soggiorno?” E mentre facevo questo pensiero, ecco che sento gocciolare, gocciolava dal soffitto del soggiorno,  dunque un altro posto non c’era, e via di corsa sul tetto, a togliere le foglie che avevano ostruito i chiusini. Sono scesa dalla finestra del bagno, quella parte di tetto è piatto, quindi non mi dava problemi, i problemi me li dava il chiusino che  è lungo il bordo e a me non piace stare vicino ai bordi. E poi si scivolava. Però che dovevo fare? I pompieri qui si chiamano soltanto per gli incendi. Non siamo in autunno e di foglie ce ne erano poche.“Non capisco! Perché la grondaia non smaltisce l’acqua? Ci devono essere un altro chiusino ostruito…” dicevo. Davide, che aveva trentanove di febbre, mi assisteva dalla finestra. “Guarda lungo i bordi, deve essere per forza lì”. E così mi sono fatta un paio di lati cercandolo alla cieca nei dieci centimetri d’acqua. Alla fine mi sono messa a raccoglierla con il secchio e a buttarla giù e intanto pensavo e pensavo. Ed è arrivata l’illuminazione: un altro buco non c’era, semplicemente pioveva talmente forte che i due lastroni che erano stati collocati in prossimità dell’unico chiusino per impedire alle foglie di passare, rallentavano il deflusso. Ho spostato i lastroni, si è creato un piccolo vortice, l’acqua ha cominciato a scendere più velocemente. Io mi sono sentita un eroe, e agli eroi dopo che hanno compiuto grandi imprese mica torna la febbre.

Categorie: Roba d'Olanda

[ 0 commento(i) ]
La forza K delle 10     23-08-2010  

La pioggia sottile, l’aria grigia e una trentina di macchine giganti per rompere e ricostruire l’asfalto, altre che lo raccolgono e poi pulmini e automobili tutti rigorosamente gialli. Stanno rifacendo  un tratto della strada principale del paese di W., circa trecento metri di strada e pista ciclabile anche se entrambe erano in ottime condizioni.
Alcune macchine, come quelle che rilasciano il catrame, sono accese. Altre hanno gli sportelli aperti, come se i loro occupanti fossero fuggiti all’improvviso.  Pare che sia scoppiata la guerra e che gli esseri che le guidavano  siano stati improvvisamente risucchiati da una forza misteriosa.  La forza misteriosa si chiama Koffie e si sorseggia dentro un pulmino più grande degli altri dove c’è un tavolo e dei sedili. Un koffie ogni due ore serve per tenere lontano lo stress.
Però è un bel vedere, sul serio. Incredibilmente surreale. A me gli scenari surreali  rimangono impressi per un mucchio di tempo. I tramonti, montani o marini che siano, me li dimentico subito invece.

Categorie: Roba d'Olanda

[ 0 commento(i) ]
Io e il porcino     20-08-2010  

Muffe, ragnatele, prati verdissimi e funghi ovunque. Al parco qualcuno mi ha raccontato che ha piovuto per due settimane consecutive, ma da quando sono tornata è uscito il sole e questo mi pare un buon segno. Qualche giorno fa in un giardino in Toscana un olandese mi diceva: “sai, mia moglie è russa, i russi conoscono i boschi, gli alberi, e il paese di W. è pieno di boschi e di alberi, e intorno agli alberi si trovano i porcini, solo che nessuno li conosce, tranne mia moglie che mi ci fa la fettuccine”. E in effetti quei funghi  di colore bruno e cicciotti che circondano le radici degli alberi hanno un aspetto decisamente porcino, ma io non sono russa, so poco di boschi, di alberi e nulla di funghi. E dunque restano lì dove sono e le fettuccine ai porcini me le immagino, anzi me le ricordo. E anche questa mi pare una cosa positiva, ché le immaginazioni e i ricordi di persone o di oggetti e del loro possibile uso sono sempre migliori della realtà.

Categorie: Roba d'Olanda

[ 0 commento(i) ]
Assedi e paure     16-06-2010  

Alla Libreria Flexi di Via Clementina 9 a Roma, il 20 giugno alle 19.30, sarà presentata Assedi e paure nella casa Occidente. Dove c’è anche un mio racconto dove parlo di un call center, di un XMax rosso, di un tipo figo, di uno sfigato e di un certo modo di usare facebook.
E a proposito di Facebook, e di un certo modo di usarlo, riassumo quello che è accaduto recentemente e che è stato segnalato dal gruppo Italiani in Olanda.
C’è un tale, un anonimo, che si firma Gullit, e con altri nomi, che ce l’ha con gli italiani all’estero.
Da parecchio tempo lascia commenti più o meno pesanti sui nostri blog. A me li ha lasciati  più di una volta.
Quando qualcuno ti aggredisce (verbalmente o in forma scritta) si possono fare due cose:
1) smontare la sua aggressione.
2) ignorarlo.
Spesso la seconda funziona meglio della prima.
Ma soprattutto questo Gullit c’è l’ha con un tale, sempre anonimo, che scrive, ha scritto, in rete con il nick di Valigia di Cartone e con i Cavesi di Dublino. Nel passato questo Gullit lasciò dei commenti al mio blog firmandosi con la loro mail o utilizzando pezzi di post altrui, non diretti a me, per insultarmi.

Qualche giorno fa, commento la frase infelice di Wilders e Berlusconi. (Ricordo che Wilders è l’autore, tra l’altro, di  Fitna condannato dal segretario dell’Onu e dal governo olandese per incitazione all’odio razziale. Qui una bella recensione di qualcuno che lo ha visto).Ragiono sulla frase, spiego perché non mi piace, esprimo quindi la mia opinione, ma non ne cito l’autore (autore che, sottolineo, è anonimo su FB).
Dopo qualche ora arriva Gullit, identifica l’autore della frase, e lascia il suo commento.
Su questo blog c’è un counter che rileva oltre all’ip dei visitatori anche il sito da cui arrivano.
Gullit arriva da facebook.
Il mio profilo, come quello di Valigia di cartone, non è pubblico, anzi, meglio, non è aperto a tutti.
Gullit, quindi, può essere:
1) un contatto mio e di Valigia di Cartone.
2) solo un contatto di Valigia di Cartone.
Gullit scrive dal Veneto, e conosce probabilmente Valigia di Cartone al di fuori della rete. I miei contatti su FB non sono numerosi e so, più o meno, dove risiedono. Al contrario quelli di Valigia di Cartone superano i seicento.
Gullit è un violento, uno che tenta di mettere le persone le une contro le altre. E’ uno che non ha rispetto nemmeno per i morti. Io non credo che i morti vanno rispettati perché tali. Credo che vanno rispettati per quello che sono stati da vivi. E Antonio Ferrigno era una persona mite e gentile e non si merita certo che qualcuno scriva così di lui.
C’è poi una frase nel blog del cosiddetto Gullit : “La gente che ti scrive “parlo un po’ di inglese, secondo te ce la faccio? faccio le pizze da 40 cm facendole volteggiare” e tu rispondi “si si, qui un ristorante lo trovi, basta che vieni da maggio quando inizia la bella stagione”. Io penso che chi ha un lavoro, un buono stipendio, come ripeteva continuamente Valigia di Cartone, non dovrebbe illudere chi questo lavoro non ce l’ha.  In Olanda non si lavora se non si conosce l’inglese, in Olanda c’è la crisi come nel resto dell’Europa. In Olanda, come altrove, c’è chi lucra su quelli che cercano lavoro.

Categorie: Fatti italiani, Roba d'Olanda

[ 2 commento(i) ]
Mal comune non è mezzo gaudio.     10-06-2010  

Ieri pensavo a una battuta da fare al vicino sul risultato elettorale (abbastanza scontato) qui in Olanda. Mi pareva giusto ricambiare la sua.
Ma oggi me ne è passata la voglia.

Categorie: Roba d'Olanda

[ 1 commento(i) ]


Ieri sera ho mangiato tre limes travestiti da albicocche mature, ma domenica, in un bar italiano di Leiden, mi sono fatta fuori una bella porzione di ravioli ai funghi porcini che aveva il profumo e il sapore dei funghi porcini.Ma quello che è stato incredibile è che l’ho pagata solo sei euro e cinquanta, cioè cinquanta centesimi a raviolo, che è poi lo stesso prezzo a cui viene venduto il lime mascherato.

Categorie: Roba d'Olanda

[ 4 commento(i) ]
La festa della regina     03-05-2010  

Tra clarinetti, batterie, sax, fumi di hamburger, patatine fritte, la musica della banda sul palco, ragazzini che suonavano certe trombette arancioni dal suono orrendo, teli stesi sulla strada pieni di scarpe, libri, giochi e vestiti usati, cani al guinzaglio, bambini sui passeggini e fiumi di birra e bicchieri di vino  cileno  o argentino, a un certo punto,  succedeva che
Scattavano i flash, si accendevano le luci rosse delle minitelecamere, s’alzavano i cellulari per riprendere o fotografare come se ci fossero delle celebrità.
E si è creato un tafferuglio, un ingorgo, un caos nel caos.
Lo stesso, immagino, che sarebbe scoppiato per esempio a Roma, per esempio a Piazza di Spagna. Sei lì che guardi le vetrine e all’improvviso capisci che sta passando qualcuno un po’ particolare. T’infili tra la gente e finalmente vedi i soggetti che tutti stanno spasmodicamente immortolando. Per esempio Fabrizio Corona ed Emanuele Filiberto che vanno a fare acquisti.
Però non era Roma, ma il paese di W., e non era Piazza di Spagna, ma la strada commerciale vicino al mulino.
E quindi quelli un po’ speciali erano un gufo reale e una civetta bianca.
Il gufo era sulla spalla di uno magrissimo e altissimo, sui vent’anni. Praticamente un fiammifero per caminetto.
La civetta stava aggrappata a una ragazza esile, pallida, bionda e di qualche anno più giovane del ragazzo. Praticamente un cerino con la testa gialla.
Stavano lì fermi a farsi riprendere, impassibili come i loro animali.
Pare che sia molto trend andarsene in giro in compagnia di rapaci, già Davide me ne aveva parlato con entusiasmo, e anche altri: “c’era un falconiere davanti all’ingresso del Super.” “Un falconiere?” “Sì, un ragazzo con un barbagianni o un gufo, uno di quegli animali notturni insomma.” Oppure: “Quando vado a correre la sera al parco incontro sempre uno con un gufo sulla spalla” “Un gufo sulla spalla?” “Sì, qualcosa di simile.” “E che fa?” “Niente, passa per il sentiero. Certe volte parla al telefono, penso che ritorni a casa.”
Finalmente li ho incontrati anch’io.

Categorie: Roba d'Olanda

[ 3 commento(i) ]
Sabato mattina     26-04-2010  

Cammino sulla strada che taglia il paese di W., seguendo un pensiero che non mi ricordo più, quando faccio caso a un tipo che mi viene incontro, faccio caso a qualcuno che non ha proprio nulla di particolare, che è identico a un primo sguardo a tante altre persone che girano per il paese di W. Naso corto a punta, biondiccio, capello un po’ lungo, non pettinato e vagamente sporco o gelatinato, magro, sui venticinque. Be’, ovviamente qualcosa di particolare ce l’ha, come ce l’ha chiunque, per quanto ordinario possa essere.
Il tipo sorride.
Il tipo ha gli auricolari e un filo che arriva alla tasca dei pantaloni.
A un certo punto si ferma, accenna a una specie di balletto, poi infila le chiavi nel lucchetto, fa scattare il meccanismo, ma non sale sulla bicicletta, per lo meno non fino al momento in cui lo supero. Continua a sorridere a se stesso, alla sua musica, chissà a che sorride, me lo chiedo sempre quando lo vedo lavorare. Così lo riconosco: è il postino di W. senza la sua tracolla, il postino di W. nel tempo libero.

Categorie: Roba d'Olanda

[ 3 commento(i) ]
Non li capisco, ma li comprendo     15-04-2010  

Parlano di incidenti, di malattie, d’appuntamenti dal medico. Di traslochi. Una di loro ha traslocato e fa l’elenco degli scatoloni che ha aperto e quelli ancora da aprire.
Ero appoggiata a un alberello bidimensionale e leggevo Vite brevi di idioti un po’ di tempo fa. Ora peso sulla quercia e leggo Le benevole. Non è la consistenza del libro che mi ha fatto cambiare il punto d’appoggio, ma è la luce del sole che è cambiata: l’alberello adesso è sempre all’ombra quando vado lì.
Qualche volta mi chiamano, pronunciando il mio nome con quella strana erre. Io sollevo lo sguardo e una di loro ha la maschera di un mostro. Sempre lo stesso scherzo. Allora sorrido o faccio l’espressione spaventata. Poi io torno a leggere, loro a parlare di malattie.

Categorie: Roba d'Olanda

[ 1 commento(i) ]