Al piccolo parco che c’è dietro casa ho conosciuto una tipa, allegra e socievole, che parla un british perfetto.
Si è trasferita a Cameliahof da qualche mese e non ci avrei mai parlato, se lei non avesse avuto un cane.  Infatti Cameliahof, la strada dove abito, non ha la forma di un imbuto come altre volte ho scritto, ma assomiglia più a un fiore a cui sono rimasti solo tre petali oppure, se si preferisce, ha le fattezze di una lumaca senza guscio e con tre corna. Questi tre petali, o queste tre corna, sono un po’ distanti l’uno dall’altro e non è detto che tra vicini ci si incroci tutti. Siccome non mi pareva vero di aver conosciuto qualcuno allegro e socievole e che parla inglese in un modo così incantevole e  per giunta a una velocità accettabile, l’ho invitata al meeting che c’è la sera al grande parco.
Una sera è venuta. Abbiamo cominciato a chiacchierare e quelli del parco, curiosi come scimmie, si sono ammutoliti per ascoltare mentre gli misuravano i vestiti, i gesti, il taglio di capelli. A un certo punto lei ha chiamato il suo cane per andarsene. L’ha chiamato e ha aggiunto un paio di frasi in un francese perfetto.
“Ah”, ho detto, “ma allora sei francese?” E intanto pensavo: mai sentito un francese parlare un inglese così perfetto.”
E lei ha risposto: “No, sono tedesca, ma siccome il cane l’abbiamo preso in un canile in Belgio che era già adulto gli parlo in francese per non stressarlo troppo.”
Non ho più detto nulla, anche se morivo dalla voglia di farle almeno un paio di domande. A quel punto avrei dovuto cominciare a fare mille ipotesi sul perché sapesse due lingue così bene se non mi fosse venuto in mente qualcos’altro su cui ragionare mentre quelli del parco tornavano a parlare di offerte speciali, di medici e di meteo. L’argomento su cui ho passato circa venti minuti è stato il seguente: “se un cane conosce mediamente tra le centocinquanta e le duecento parole, per calcolare quante ne conosce la mia che ubbidisce agli ordini anche in olandese e in inglese devo moltiplicare per tre?

Categorie: Questioni di famiglia

[ 4 commento(i) ]

4 Responses to “Ho un genio in famiglia e non lo sapevo”

  1. Claudio Gatti dice:

    Per esperienza, finisco spesso anche io a pensare che il mio cane sia un genio nascosto (non so invece cosa pensi lui di me a vedermi così solerte intorno alla sua cacca ogni volta che la fa)

  2. Alessandra dice:

    i padroni dei cani sono una razza quasi peggiore dei genitori di bambini piccoli. Bisognerebbe vietar loro di parlare e soprattutto di scrivere: sono insopportabili :-)

  3. Ale dice:

    Fino a 3 anni, devi divedere per 3, non moltiplicare. Almeno per gli umani, pare sia così. Parola di multilingua. Baci e abbracci!!!

  4. alessandra dice:

    Ciao Ale! tra un po’ arrivo :-)

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