Qualcuno volò sul nido del cuculo     13-04-2011  

Ormai è chiaro che il patto che c’è tra Van Sadik e me è  essenzialmente questo: “io (Van Sadik) ti mostro delle immagini orripilanti su google, tu mi regali un paio di minuti  del tuo terrore.  Come ricompensa ti concedo un privilegio di cui in Olanda godono in pochi (di solito quelli che stanno proprio male): ti mando dallo specialista anche se non ce ne è bisogno.”
E così una decina di giorni fa accompagno mio figlio Davide da Van Sadik che lo visita e dice che ha una cisti.
“Ora vi mostro le immagini di una sua possibile degenerazione.”
Van Sadik digita abilmente sulla tastiera e sul suo gigantesco monitor appaiono robe orrende. Si gode lo spettacolo dei nostri occhi sbarrati, del nostro silenzio, poi dice: “Ora vi mostro il video dell’operazione.”
“Non lo voglio vedere.” dice Davide perentorio.
“No?”, fa lui rammaricato.
“No.”
“Il patto! Ricordati del nostro patto”, penso io.
Van Sadik è un uomo d’onore. “Volete andare dallo specialista? Non ce ne è bisogno, però se volete vi faccio la prenotazione all’ospedale.”
“Vogliamo! grazie.” Rispondo.
E così Van Sadik prenota una visita dal chirurgo, il chirurgo vede la cisti e dice che è da togliere.
Ieri Davide alle otto di mattina viene operato: taglio di dieci centimetri per rimuovere la cisti e l’infezione (e non  voglio sapere quanti punti gli avranno messo). Gli viene fatta una epidurale e somministrato del valium.  Alle sette può tornare a casa.
“Se dovesse venire un’infezione non andate dal medico generico, ma tornate qui in ospedale.”
“Ma certamente!”
Nel frattempo io faccio una  ricerca tra alcuni pazienti di Van Sadik e scopro che immagini e video orripilanti li mostra solo a me. Ma mi va bene così. Il fatto è che io di Van Sadik non mi fido e cambiare medico generico da queste parti è praticamente impossibile.

 

Categorie: sanità dutch

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