Ciao Ciao Lennon     17-03-2011  

Dieci anni fa quando dovevo  scegliere tra la scuola americana e la british scelsi la seconda perché, mi dissi, se i miei figli non potevano frequentare una scuola italiana che almeno fosse europea. E poi perché  la maggior parte degli italiani che erano qui l’avevano scelta. Sbagliai clamorosamente e rimediai spostandoli all’americana e feci bene, anzi benissimo.
Quella british era rigida, diciamo, con tutti gli annessi che siamo abituati a vedere nei film. Alcuni degli italiani che vivevano qui erano molto diversi da me e dalla mia famiglia.
Mi dicevo un po’ scherzando e un po’ no: “l’Europa ci va stretta a noi  perché siamo cittadini del mondo!”
Nel frattempo qualcosa è cambiato.
Essere cittadini del mondo è diventata una roba ancora  più naif.

 

 

Categorie: Fatti italiani

[ 7 commento(i) ]

7 Responses to “Ciao Ciao Lennon”

  1. Roberta dice:

    Ciao Alessandra,
    Vagando in rete alla ricerca di chissà quale illuminante notizia mi sono imbattuta nel tuo interessante blog.
    Il mio vagare nasce dalla necessità di fare una scelta. La più importante. Io e mio marito stiamo cercando di capire (avendo lui un’ottima opportunità lavorativa in Olanda) come potrebbe cambiare/migliorare la nostra vita a Wassenaar. Conosciamo già l’Olanda, abbiamo qualche caro amico che vive proprio a Wassenaar e ci raccontano di quanto lì la vita sia più rilassante, a misura d’uomo, del sapore internazionale di questa cittadina etc…
    Per tutto questo noi lasceremmo la nostra Milano, con tutti i suoi pro e contro e sono proprio i contro che ci stanno mettendo un pò alle strette. Mio marito è un valido professionista, adora il suo lavoro ma la situazione attuale (che andrà probabilmente sempre peggiorando) è che, da bravo milanese in carriera, ha orari folli e quando viaggia è via anche per 2/3 settimane ed io e i nostri due bimbi aspettiamo sempre che lui arrivi…
    In Olanda il suo lavoro non sarebbe altrettanto interessante ma quanto a tempo libero e, diciamolo pure, a remunerazione la differenza sarebbe notevole.
    Mi fa battere il cuore di gioia l’idea di poter cenare tutti insieme, di poter organizzare i week end, di organizzare le vacanze insieme e tante altre piccole cose che per noi, purtroppo oggi non sono così scontate. Tu forse ti stai chiedendo cosa aspettiamo… Il coraggio del cambiamento c’è, siamo giovani e curiosi ma la paura è quello che frega! Tante domande sulla reazione che potrebbero avere i bimbi, dubbi sulla scuola, infatti mi ha incuriosito molto il tuo post sulla scuola inglese o americana, l’integrazione etc…
    Chiaramente il mio è uno sfogo, voglia di sapere dalle esperienze altrui il bilancio di una vita all’estero.
    Fare la scelta giusta (sempre che ne esista una) per i miei adorati bambini che forse lì avrebbero qualche chance in più ma che qui “lasciano” 4 nonni innamorati…
    Continuerò a curiosare tra i tuoi simpatici racconti e se mai la vita mi porterà da quelle parti magari ti farò un saluto di persona.
    Grazie
    R.

  2. alessandra dice:

    eh, lo so, è una decisione difficile. Però, certo, se tuo marito sta via per due o tre settimane e qui invece farebbe meno missioni…Dei bambini non mi preoccuperei. Wassenaar è un paese a loro misura. E’ un po’ come stare in una casa al mare, per lo meno così diceva mio figlio minore quando verso maggio, dopo cena, lo venivano a chiamare i suoi amici e costruivano capanne o facevano battaglie con i fucili ad acqua. Quanto alla scuola…L’americana rispetto alle altre (internazionale, british e olandese) ha il grosso vantaggio che si fa in quattro per favorire l’integrazione di chi arriva. Tra expat, ovvio. Ma gli expat qui a W. sono circa sette/otto mila, un terzo del paese. Le possibilità di integrarsi con gli olandesi sono minime. Anche quelli che fanno la scelta di mandare i figli all’olandese finiscono per frequentare expat. Solo se si ha un marito o una moglie olandese ci si riesce ad integrare e non è nemmeno detto.
    In ogni caso: in bocca al lupo :-)

  3. Roberta dice:

    Bello trovare la tua risposta.
    Hai perfettamente ragione, tutte le persone che conosciamo hanno lo stesso schema mentale che hai raccontato: scelgo la British perchè almeno è europea, si avvicina di più alla nostra cultura e poi praticamente tutti gli Italiani hanno i bimbi lì! Può essere che il programma della British sia più completo e approfondito rispetto all’American che magari ha “solo” il vantaggio delle infrastrutture e delle attività sportivo/artistiche? La mia bimba (quasi 7 anni) andando all’American che vantaggi avrebbe rispetto alla British? E dopo, pensando avanti, entrambe danno la stesso livello di preparazione per l’università?
    Se sto approfittando di questo spazio in un modo non opportuno scusami, sono in fase indagatoria e la nostra scelta prende forma parallelamente alle varie possibilità che riguardano soprattutto i bimbi.
    Non hai mai avuto la paura, sensazione che i tuoi ragazzi, nonostante la multiculturalità dell’ambiente in cui sono cresciuti, vivessero quasi “ghettizzati”? Cosa si sentono, italiani, olandesi e americani? il loro futuro lo vedono in Olanda o sono già in qualche altra parte del mondo a studiare? Andando lì gli daremmo opportunità in più o li chiuderemmo in una realtà quasi virtuale?
    Ora basta…altrimenti mi viene il mal di testa, e lo faccio venire anche a te!
    Ora vado a leggerti un pò. Buona giornata!

  4. alessandra dice:

    In effetti esiste un’apposita sezione (olanda istruzioni per l’uso) dove fare queste domande. Altrimenti mi tocca rispondere più volte alle stesse.
    Comunque:
    L’inghilterra non si avvicina di più alla nostra “cultura” rispetto all’americana, anzi. Non è vero che tutti gli italiani hanno i bambini lì, era così fino a una decina d’anni fa, poi la British ha cominciato a perdere studenti che si trasferivano all’americana o all’internazionale. Da quando il governo olandese ha tagliato i fondi all’internazionale (e gli studenti si sono trovati ad avere ore di buco) quelli che volevano cambiare sono andati all’americana.
    “l’American che magari ha “solo” il vantaggio delle infrastrutture e delle attività sportivo/artistiche?” questo è una frase da genitore di studente british :-)
    Ma come si fa a scegliere una scuola su questi presupposti? Una scuola è pur sempre un posto dove si va principalmente per studiare, no?
    Direi che il livello di preparazione della british è senz’altro inferiore. Per dire, gli studenti che si stufano di stare alle boarding school (che in genere hanno un basso livello di preparazione malgrado la retta cospicua) che s’iscrivono all’americana spesso devono passare alla british perchè non ce la fanno a recuperare il gap.
    ….”Cosa si sentono, italiani, olandesi e americani?”
    Olandesi decisamente no, americani nemmeno, direi la prima anche se di questi tempi se ne farebbe volentieri a meno.

  5. Roberta dice:

    Ciao Alessandra, scusa per lo sbaglio di sezione. Ero rimasta in scia con le mie domande…
    Molto interessante quello che mi racconti,e dato che la tua è un’esperienza personale ha ancora più valore.
    Ci ritroveremo allora nel posto giusto la prossima volta!
    In bocca al lupo per tutto anche a te.
    Grazie!

  6. vera dice:

    mi piace sempre leggerti :-) sei una expat speciale, lo sai , non tutti sono cosi !

  7. Alessandra dice:

    forse perché avrei voluto fare la cittadina del mondo nel mio quartiere a Roma e sono espatriata per puro caso;-)

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