Secret mission     03-03-2011  

Stiamo tornando dalla passeggiata serale con la cana Emme ed io. Quando imbocchiamo CameliaHof Emme le toglie il guinzaglio.
Poco dopo ci sentiamo chiamare da qualcuno alle nostre spalle, in inglese. Prima, però, ci ha chiamato in olandese solo che noi non lo abbiamo registrato.
Ci giriamo e ci sono due tipi con giacche a vento, sciarpe e cappellini di lana. Piuttosto insolito per due olandesi.
Uno ha circa quarantacinque anni e un’altezza di centonovanta centimetri, è magro e ha le guance con le cicatrici dell’acne. L’altro è sui trenta, misura circa centottanta centimetri, occhi di un bel celeste non nordico, piuttosto carino, malgrado lo strabismo all’occhio sinistro.
“Abitate in questa strada?” domanda il tipo meno giovane.
“Sì.” Rispondiamo Emme ed io.
“Noi siamo poliziotti, ora vi facciamo vedere i tesserini”.
“Non importa”, dice Emme.
“Importa. Dovete sempre farvi mostrare il tesserino di riconoscimento da qualcuno che afferma di essere un poliziotto.” Si slacciano le giacche, lo pescano da una tasca interna e ce lo mostrano.
“Stiamo sorvegliando questa zona. C’è stato un forte aumento di furti negli ultimi mesi, per questo siamo vestiti così male…”
“Vestiti male? Ma no…” dice Emme.
“Sì, siamo vestiti male apposta, per mimetizzarci con i ladri. Comunque volevo dirvi…”
“Sì?”
“Dovete tenere gli occhi aperti quando uscite con il cane. Far caso se c’è qualcuno con un comportamento sospetto, qualcuno vestito in modo strano, come noi.”
“Ok!” dice Emme.
“Io faccio caso a tutto quando vado in giro con la cana”, dico io.
“Se vedete qualcuno così, anche se non siete sicuri che sia qualcuno davvero così, con brutte intenzioni intendo, telefonate immediatamente. Questi sono i numeri da chiamare…”
Più tardi ripenso a quei due. Non li avrei guardati con sospetto, con curiosità sì, per il fatto dei cappelli e delle sciarpe. In effetti ho mille immaginazioni sul possibile abbigliamento di un ladro e quindi non ne ho nessuna. Però quei due, per come erano vestiti, per come camminavano, per i gesti che facevano mi ricordano qualcuno. Ma chi? Qualche secondo e ci sono. Ma certo! Mi ricordano i poliziotti italiani!
Erano identici a dei poliziotti italiani in borghese.

Categorie: Roba d'Olanda

[ 2 commento(i) ]

2 Responses to “Secret mission”

  1. makdaralo dice:

    Pensa che una volta siamo stati fermati da un paio di poliziotti (austriaci, non in borghese) perche’ stavamo camminando la sera in una strada non proprio da passeggiata serale (ma era vicina a casa nostra) e ci eravamo fermati a vedere il cartello di un’auto in vendita.
    Ci hanno chiesto i documenti (e noi eravamo senza! Chi ci pensava di uscire coi documenti per una passegiata?) e poi, allora, hanno dedotto che sebbene stranieri eravamo non proprio dei tipi loschi, semmai eravamo piuttosto imbranati, e si sono limitati a prendere le nostre generalita’.
    Poi se ne sono andati, e noi abbiamo proseguito.
    Un chilometro oltre, in una villetta, stava succedendo qualcosa di strano, un tizio martellava (sul muro? sulla porta? sulla finestra?) e un altro scendeva da un pianerottolo con un balzo e si nascondeva tra i cespugli.
    Noi, a dire il vero, ce la siamo filata. Al tempo non avevamo nemmeno un cellulare, ne’ abbiamo pensato di avvertire nessuno.
    Abbiamo pensato/sperato che la pattuglia di poliziotti sarebbe ritornata in zona, probabilmente qualcuno aveva gia’ fatto la segnalazione e per questo si erano permessi di fermarci e controllarci.
    Poi, i tizi avevano un martellone (o mazza?) piuttosto pesante, e io ero incinta di pochi mesi.

  2. Alessandra dice:

    io invece sono peggio di un’americana: c’ho la chiamata della polizia facile, ma è anche vero che d’incontri ravvicinati, anzi molto ravvicinati con ladri ne ho avuti diversi, a Roma, e tutti per fortuna andati a buon fine. Anche se stare dietro una porta che qualcuno sta prendendo a calci non è molto piacevole. E nemmeno vederli attraverso un’inferriata ;-)

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