L’ho visto domenica alle dieci di mattina nel piccolo parco dietro casa.
Io ero lì a far correre la cana. Lui aveva una vecchia bicicletta con due grosse borse nere.
L’ho notato subito, e ho cominciato a guardarlo non perdendo alcun dettaglio, perché aveva una giacca a vento celeste decisamente fuori moda e soprattutto portava il cappuccio, malgrado il sole tiepido e deciso.
Il primo povero del ricco paese di W. Stava raccogliendo bottiglie vuote.
Dapprima ha ripulito le tre aiuole dietro le tre panchine. E ancora non avevo capito chi fosse e cosa ci facesse a quell’ora, senza bambini e senza cani.
E’ che gli olandesi che vivono qui non si mettono a ripulire le aiuole o a spalare la neve sulle strade se ha nevicato. Lo possono fare una volta con la prima neve perché sono contenti, ma poi si fermano. Gli olandesi che vivono qui se gli spazzini del comune non mettono le bustine per gli escrementi dei cani, gliela fanno fare sul marciapiede senza raccoglierla. Non ci pensano proprio a comprarle. E’ compito del Comune, dicono. Io pago la tassa per il cane e loro devono fornirmi le bustine. E’ compito del Comune ripulire i parchi, è compito del Comune raccogliere la neve. Noi li paghiamo e loro devono lavorare. Perciò sono rimasta a guardare questo tipo che con un’aria furtiva raccoglieva bottiglie di birra e le infilava nelle borse nere.
Costui è proprio un ambientalista, mi sono detta. Le mette da parte per gettarle nella campana del vetro. Forse qualcosa sta cambiando, mi sono detta. L’amore per l’ambiente sta prevalendo su quelli che sono i diritti dell’individuo che paga le tasse. Quando il tipo con la sua improbabile giacca a vento celeste si è messo a frugare nei cestini, allora ho capito che stavo osservando il primo povero di W. Magari non abiterà a W. Magari abiterà in un paese vicino. Ma se si è spinto fino a qui, in questo piccolo parco, noto soltanto ai residenti, vuol dire che le bottiglie vuote che si trovano la domenica mattina nei parchi e nelle piazze con le panchine non ci sono più.
Categorie: Roba d'Olanda
[ 2 commento(i) ]
il 02-02-2011 alle 21:27
Qui in Svezia succede sempre. Sono i poveri o senza tetto che raccolgono le bottiglie e lattine in quanto poi i supermercati pagano i vuoti / riciclo. Cosi trovano i soldi per mangiare un panino.
il 03-02-2011 alle 10:53
Uno dei libri che lessi prima di trasferirmi fu Il viaggio delle bottiglie vuote, scritto da un profugo iraniano in Olanda. Le bottiglie che si accumulano nel giardino del vicino, le bottiglie che si bevevano a casa sua, in Iran, in certe occasioni. Le bottiglie che il protagonista va a raccogliere, in bicicletta, per integrare il sussidio che riceve come profugo.