Ricevo una mail che mi propone uno scambio di link, quindi nulla di nuovo, quello che c’è di diverso stavolta rispetto alle precedenti sono le modalità in cui è scritta.
Innanzitutto mi propone un’intervista (così ti gonfio l’ego), poi precisa che per la pubblicazione sul loro sito, che vanta oltre diecimila lettori, non dovrò pagare nulla ( te lo gonfio ancora). E’ una grande opportunità quella che mi si presenta, si ripete di nuovo, e, soprattutto, è completamente gratuita.(…). Soltanto verso la fine si fa cenno allo scambio di link.
Vado a guardare il sito, do un’occhiata veloce alle foto degli italiani che vivono all’estero. Italiani che sorridono davanti a mari trasparenti o nei pressi di monumenti e palazzi che molti vorrebbero vedere almeno una volta nella vita.
Sono felici, affermano nelle interviste che hanno rilasciato.
Nel loro Paese erano disperati e adesso invece sono appagati, liberi, realizzati. Persino quelli capitati in Cina hanno libertà che in Italia mai si sarebbero sognati di avere. Gli emigrati italiani che sono stati intervistati sono addirittura più felici di quelli di cui mi è capitato di leggere in questi anni. Costoro non vivono nel Paese di Bengodi come gli altri (sostituisci al Paese di Bengodi la parola ESTERO tassativamente scritta in maiuscolo), costoro vivono proprio in Paradiso.
“Eh”, mi dico, “questi italiani all’estero mi sorprendono sempre”. Do ancora un altro sguardo. E capisco un po’ di più. Perché mi accorgo che questo sito guadagna qualcosa con gli adsense che ne infestano le pagine, ma soprattutto conta sulla vendita di ebook. Ebook messi in vendita alla modica cifra di quindici euro. I titoli sono intriganti perché promettono il Paradiso. Quel Paradiso che si trova al di là delle Alpi o oltre il Mediterraneo.
Chiunque può arrivarci, basta trovare il coraggio e il coraggio lo puoi imparare leggendo le dritte di quei fortunati che hanno osato prima di te e che poi hanno deciso di dargli una forma scritta attraverso l’ebook…
In tempi di crisi i siti e le associazioni (non presenti sul web) che lucrano sulle speranze delle persone disperate o avvilite per mancanza di lavoro, in modi più o meno leciti, aumentano vertiginosamente. Perciò state attenti: mai trasferirsi sui “sentito dire” , mai tentare l’avventura se non si hanno offerte concrete.
Categorie: Contro il potere che
[ 5 commento(i) ]
il 20-01-2011 alle 18:44
d’accordissimo con il post, il paradiso non esiste, o almeno non quello universale, ma esiste quello personale, quello che soddisfa il propri compromessi, come su una bilancia con la quale ognuno pesa cose negative e positive, per trovare il proprio equilibrio, per trovare il proprio sorriso, e appunto perché quella bilancia è personale, il tuo paradiso non può essere il mio, o almeno non necessariamente. Per questo bisogna sempre filtrare quando si leggono esperienze altrui, soprattutto da blog ed interviste, nel bene e nel male, per chi si lamenta troppo o descrive tutto come un paradiso. Sembra qualcosa davvero ovvio, eppure quel filtro viene usato troppo poco.
il 21-01-2011 alle 9:05
eh, ci sarebbe da fare un’inchiesta (magari circoscritta all’Europa) sui vari modi che certi individui o gruppi di individui hanno messo in atto per sfruttare quelli che sono in cerca di lavoro. Per dire, sono venuta a sapere di un gruppo su facebook, un gruppo no profit, che conta circa quattromila iscritti, il cui gestore ha un’agenzia di lavoro. Perché non lo dichiara apertamente? Perché ha cancellato quelli che se ne sono accorti e l’hanno scritto in bacheca?
il 30-01-2011 alle 10:20
Chi sono questi siti? Alcuni hanno contattato anche me… anche un messaggio privato va bene.
il 30-01-2011 alle 16:02
ok
il 30-01-2011 alle 22:18
Grazie per l’email. Sono gli stessi che hanno contattato anche me.