Ma che ti privatizzi?     13-01-2011  

Era più o meno un anno fa che andai all’ufficio postale per spedire le copie di un manoscritto e lo trovai chiuso. Mi parve un segno del destino e decisi di non spedirle. Dopo aver preso questa decisione mi avvicinai alla vetrata e guardai dentro: le sedie rosse vuote, il bancone senza impiegati, la macchinetta che distribuiva i numeri sul pavimento, gli scaffali con le buste e le scatole per l’imballaggio desolatamente impolverati . Tentai di decifrare un cartello che spiegava quello che era accaduto, poi telefonai. Infine mi vidi allo specchio, cioè vidi una che faceva le stesse mie azioni e aveva le mie medesime reazioni. C’erano solo tre differenze tra me e lei: era giapponese, aveva un taglio di capelli meraviglioso e un cappottino celeste semplice, bellissimo e certamente assai costoso, che avrei voluto io.
Da quel giorno seppi così che la posta non era più un servizio pubblico. Se si voleva spedire o ritirare un pacco bisognava andare in due apposite cartolerie. E nel paese di W., abitato per un terzo da emigranti, tutti spediscono e ricevono pacchi. Il risultato è stato un notevole aumento dei tempi d’attesa. Perché se devi comprare una penna, un pacchetto di sigarette, dei biglietti dell’autobus o spedire dei bulbi di tulipani o le tazze azzurre di Delft sempre la stessa fila devi fare. E siccome le commesse sono terrorizzate dall’idea di commettere errori con le spedizioni e i ritiri sono di una lentezza esasperante. Un altro segno del destino, che mi ha spinto alla decisione di non spedire più manoscritti. Quindi o posta elettronica o niente. Capita che arrivi qualche pacco. C’è l’ottima usanza qui in Olanda che il pacco te lo prende il vicino se il postino (che è un dipendente privato) non ti trova a casa. Ma se non c’è nessun vicino, e durante le vacanze di Natale erano tutti tornati ai loro paesi d’origine, non c’è niente da fare: ti tocca andare a prenderlo in cartoleria. E se i pacchi sono due? Devi andare in due cartolerie diverse e fare due volte la fila. Comodo, no? Soprattutto se  piove orizzontale e le strade sono chiuse per il rifacimento delle tubature, dei cavi elettrici e delle ciclabili.

Categorie: Roba d'Olanda

[ 2 commento(i) ]

2 Responses to “Ma che ti privatizzi?”

  1. sandro dice:

    madonna che triste quadro, manco in Italia stiamo così, con tutti i limiti delle nostre Poste, che almeno una qualche rinnovata se la sono data in questi ultimi anni…
    comunque un cappottino come quello che descrivi, in natura credo non esista, qui in Italia… :-)

  2. Alessandra dice:

    quel cappottino celeste non lo vendono neanche qui. La tipa acquista il suo guardaroba quando torna a Tokyo ;-)

    Comunque stanno per arrivare anche da voi in italia. Vedrai che spasso sarà andare in cartoleria…

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