Così parlò l’uomo del parco     02-12-2010  

C’è un tipo, magro e molto alto, che viene sempre al parco a portare il suo cane che invece è basso e grasso, pare una salsiccia che cammina e quando corre saltella come un coniglio. Il tipo se ne sta sempre per conto suo, di solito è appoggiato a un albero e legge il giornale. Anche il cane sta separato dagli altri cani o al limite li osserva da lontano.
Ieri sono andata a chiedergli di farmi accendere e ho visto che leggeva un articolo su Wikileaks.
“Chi è Assange?”, gli ho chiesto.  Non so perché gli abbia fatto questa domanda: il tipo non invoglia certo a domandare. E’  talmente riservato che non mi sarei stupita se avesse fatto finta di non avermi sentito. E invece mi ha dato una risposta immediata:“Un rivoluzionario!”
“Assange è un rivoluzionario!” Ha ripetuto un’altra volta con il tono che sottintendeva: “e ora non mi parlare più”.

Categorie: Roba d'Olanda

[ 4 commento(i) ]

4 Responses to “Così parlò l’uomo del parco”

  1. makdaralo dice:

    E’ riportata la notizia che wikileaks e’ oscurata…
    E’ comunque raggiungibile digitando:

    http://46.59.1.2/

    anziche’ http://www.wikileaks.org

    Boh, io in realta’ ho seguito molto distrattamente la vicenda, mi sto informando un po’ meglio solo ora… mi fa fastidio, comunque, che sugli articoli dei giornali tipo repubblica riportano la notizia dell’ “oscuramento” e non sanno neanche risalire (o non vogliono, chissa’) all’informazione del vero indirizzo ip.

    Non so ancora “da che parte stare”, a dire il vero, ma tutto questo clamore contro di lui mi incuriosisce a cercare di capirne di piu’, per quanto possibile.

  2. Alessandra dice:

    Infastidisce anche me. In più di un’occasione, per esempio nel pezzo che fecero sul voto degli italiani all’estero alle europee, sono imprecisi, non si documentano affatto,finiscono per trarre conclusioni opposte rispetto a quello che è accaduto.

    A me al momento Assange fa sognare.

  3. Alessandra dice:

    Mak: leggiti questo articolo, che finora è il pezzo più lucido che ho trovato. In particolare quando Carotenuto scrive: “Il problema non è quanto scrivono i diplomatici, che fanno (spesso bene) il loro mestiere e di mestiere compilano rapporti dove devono dar conto anche delle voci. Il problema è la propensione della stampa, e di una parte importante dell’opinione pubblica, a prendere per oro colato non le notizie (come quella sull’Honduras che in linguaggio bushiano è “una pistola fumante”) ma le opinioni che vengono inopinatamente fatte assurgere alla categoria di sentenze.”

  4. makdaralo dice:

    Grazie della segnalazione! L’ho letto, molto interessante! E, davvero, molto lucido.

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