Non devo dimenticarmi dei pettirossi     30-11-2010  

Quando l’aria era diventata ormai insopportabilmente fredda e il ghiaccio era ovunque, ecco che la temperatura sale e comincia a nevicare. E i pini marittimi al centro di CameliaHof si fanno bianchi, e i ragazzini sono fuori a ridere e a tirarsi palle di neve. E le taccole che puliscono l’ingresso al nido tra le tegole del tetto, nervosissime. E le carpe koi rintanate nelle bolle d’aria sul fondo dello stagno. E io che gli rompo il ghiaccio con il martello, che mi piace tantissimo. E l’indimenticabile luce bianco-azzurra della prima notte di neve. E i pettirossi che mi guardano al di là del vetro: “non raccogli più le foglie? Non sfili le erbacce? E i vermi e le lumache restano lì sotto? E come facciamo  noi?”
Al mio vicino della Val di Susa tutto ciò non fa effetto, ma a me che provengo da un altro territorio, ogni volta, pare una specie di miracolo. E poi camminare sulla neve morbida fa venire un mucchio di idee.

Categorie: in un altro luogo

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