Berlusconi è come la Nestlé?     07-09-2010  

Che Paese è quello in cui una reazione come quella di Michela Murgia diventa quasi un esempio di eroismo?
Un Paese nero, ovviamente, in cui viene dato per scontato che la donna non sia più una persona ma un essere fatto di tette, gambe e culo.
Mi chiedo se gli avvoltoi del regime siano effettivamente danneggiati da una reazione simile.
Io penso proprio di no. Il nostro è  un Paese surreale.
Certo, poteva essere peggio. Poteva accadere che nessuno reagisse. Il fascismo cresce con il silenziosi, i disgustati, gli annichiliti.
Quindi meno male che ci sia stato qualcuno che non ha taciuto. Penso, però, che per spennarlo, l’avvoltoio, per fargli seccare la bava, le azioni debbano essere altre.
E ’ un eroe l’uomo qualunque che combatte dall’interno: Lavoro in Videotime da 17 anni, dal 1993 con altri abbiamo organizzato il sindacato di base oggi conosciuto come CUB Informazione. Non ho mai votato Berlusconi, non ho mai neanche votato per i pupazzi del PD, o come si son chiamati gia dai tempi del PCI. Molti compagni dei centri sociali mi conoscono a Roma. Anche altri hanno dovuto imparare a rispettare i lavoratori interni a Mediaset. Il pregiudizio ed il luogo comune tipo: “lavori per Berlusconi quindi voti Berlusconi” lo conosciamo da tempo. Quindi lavori per Agnelli e voti DC (per dirla all’antica), niente di più banale. Per lavorare a Mediaset non serve neanche una raccomandazione politica, tipo RAI o Ministeri, se fai e ti piace questo mestiere non hai molta scelta in Italia, per cui a Videotime lavorano molte persone di sinistra che non votano Berlusconi, a Roma sicuramente, il resto sono solo stupidaggini. E non è neanche la prima volta che scioperiamo, come abbiamo sempre aderito agli scioperi generali, sia confederali che dei sindacati di base. E che nessuno se ne accorge mai, una volta Mentana e Sposini volarono a Milano e finsero un TG da Roma pur di non dare la notizia, questa è la situazione, siamo presenti all’interno del movimento che piaccia o no a zinzin (metti nome e cognome quando scrivi stupidaggini, e cita la fonte delle tue notizie), e ieri l’abbiamo dimostrato e non sarà un fuoco di paglia. Lottiamo anche per la dignità di tutti i lavoratori. (Commento lasciato su Il Manifesto da Vittorio Giorno il 23/05/2009 all’articolo: Mediaset in sciopero, bella notizia oscurata)
Invece, l’uomo ricco e famoso, se vuole lottare, se vuole scalfire quell’avvoltoio nero che sta divorando tutto, deve intraprendere azioni differenti: cancellarsi dal suo libro paga, per esempio.

Categorie: Contro il potere che

[ 6 commento(i) ]

6 Responses to “Berlusconi è come la Nestlé?”

  1. cacioman dice:

    Se vuoi fare il discorso “gli autori devono tirarsi fuori da Einaudi-Mondadori per dare un segnale”; l’ho pensato anche io ma una serie di discussioni in rete (su WuMing ma sopratutto sul blog della Murgia) mi hanno fatto fare marcia indietro.

    Sopratutto mi sembra che in questo momento nell’editoria (ma vale anche per la scuola e l’università), fare il “liberi tutti” sia un danno in sé che va nella direzione del Berlusconismo (che è eversivo, sfascista, mischia i ruoli e competenze) invece di osteggiarlo.
    Se Einaudi-Mondadori come casa editrice è ancora un luogo “sano” dove fare cultura (e gli autori ci dicono che è così), bisogna difenderla facendo bene e liberamente il proprio mestiere. E’ un patrimonio (il catalogo, gli autori, la linea editoriale) che non si può svendere ai Minzolini di turno.

  2. Alessandra dice:

    A me ha colpito questo articolo di Franco Cordelli. Un suo libro è stato censurato. Se è stato censurato il suo, è probabile che ne sia stato censurato un altro. Per esempio, quello di Saramago. Ed è probabile che ce ne siano altri scritti da autori poco noti e di cui non sapremo mai nulla. Mi pare pazzesco continuare a prendere i soldi dal regime, dicendo che parte di quei soldi verranno destinati a combattere il regime. Riconosco che è anche complicato tirarsene fuori. Come è difficile non comprare prodotti della Nestlè.

  3. cacioman dice:

    Mi leggo il post di Cordelli.

    No, non mi pare che si dica “con i soldi di B. poi lo combattiamo”. Si dice invece difendiamo questo spazio (come fanno certi operai occupando la fabbrica che sta per essere portata in Romania; anche se adesso non le portano neanche più lì).
    Il problema non credo sia quello di combattere il regime (che si combatte con la politica e la partecipazione di tutti) ma quello tirarsi fuori dalla continua mortificazione della cultura italiana (e dentro ci metto TV-Fumetti-Cinema-ecc).
    Lasciare Einaudi a Sgarbi e Veneziani aiuterebbe ?
    E’ molto difficile, le appassionate parole della Murgia (sul suo blog) mi hanno molto influenzato e la sua non mi pare una posizione di comodo.
    Farsi prendere da una tentazione aventiniana magari un po’ sguaiata (ma non è il tuo caso) fa il gioco di B.

    Alla fine siamo sempre intorno a “resistere, resistere, resistere”.

    Ciao

  4. Alessandra dice:

    La frase “con i soldi di B.” mi è uscita male. E non era altro che una ripetizione di quella conclusiva del post. La lotta contro questo regime si fa ovunque. E secondo me un abbandono da parte di alcuni potrebbe essere un messaggio potente, molto più delle loro parole scritte che lo stesso regime continuerebbe a stampare.

  5. Alessandra dice:

    ci ho pensato su. secondo me qualcosa gli scrittori che vendono potrebbero farla. Uscire da Mondadori, per esempio, e invitare i lettori a non comprare più i libri di questa casa editrice. Io credo che sarebbe una cosa buona, non tanto perché colpirebbero l’impero berlusconiano,ormai è impossibile affondarlo, quanto per una questione di esempio. Di coerenza. Che sono elementi che mancano nell’Italia di oggi.

  6. il porcellino dice:

    prima cosa chi lavora per berluscazzo aderisce al suo progetto primordiale, cioè quello di creare un movimento apparentemente inesistente ma praticamente unito da un unico scopo, rendere dipendenti grosse masse di stupidi all’assuefazione di banalità che servono a distogliere dai problemi vitali, a questo aggiungi mettere sempre in primo piano cose belle, modi di vita comodi, lavori non faticosi (ma per lo piu inutili, tipo consulenti globali) tutto cio che si sogna ma che applicata alla vita moderna permette a pochi di vivere agiati ed ai piu di vivere nella merda, e quando lo capisci e’ troppo tardi. tra l’altro quando non gli servite piu’ vi getta nel cesso (esempio la STANDA).

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