Assedi e paure     16-06-2010  

Alla Libreria Flexi di Via Clementina 9 a Roma, il 20 giugno alle 19.30, sarà presentata Assedi e paure nella casa Occidente. Dove c’è anche un mio racconto dove parlo di un call center, di un XMax rosso, di un tipo figo, di uno sfigato e di un certo modo di usare facebook.
E a proposito di Facebook, e di un certo modo di usarlo, riassumo quello che è accaduto recentemente e che è stato segnalato dal gruppo Italiani in Olanda.
C’è un tale, un anonimo, che si firma Gullit, e con altri nomi, che ce l’ha con gli italiani all’estero.
Da parecchio tempo lascia commenti più o meno pesanti sui nostri blog. A me li ha lasciati  più di una volta.
Quando qualcuno ti aggredisce (verbalmente o in forma scritta) si possono fare due cose:
1) smontare la sua aggressione.
2) ignorarlo.
Spesso la seconda funziona meglio della prima.
Ma soprattutto questo Gullit c’è l’ha con un tale, sempre anonimo, che scrive, ha scritto, in rete con il nick di Valigia di Cartone e con i Cavesi di Dublino. Nel passato questo Gullit lasciò dei commenti al mio blog firmandosi con la loro mail o utilizzando pezzi di post altrui, non diretti a me, per insultarmi.

Qualche giorno fa, commento la frase infelice di Wilders e Berlusconi. (Ricordo che Wilders è l’autore, tra l’altro, di  Fitna condannato dal segretario dell’Onu e dal governo olandese per incitazione all’odio razziale. Qui una bella recensione di qualcuno che lo ha visto).Ragiono sulla frase, spiego perché non mi piace, esprimo quindi la mia opinione, ma non ne cito l’autore (autore che, sottolineo, è anonimo su FB).
Dopo qualche ora arriva Gullit, identifica l’autore della frase, e lascia il suo commento.
Su questo blog c’è un counter che rileva oltre all’ip dei visitatori anche il sito da cui arrivano.
Gullit arriva da facebook.
Il mio profilo, come quello di Valigia di cartone, non è pubblico, anzi, meglio, non è aperto a tutti.
Gullit, quindi, può essere:
1) un contatto mio e di Valigia di Cartone.
2) solo un contatto di Valigia di Cartone.
Gullit scrive dal Veneto, e conosce probabilmente Valigia di Cartone al di fuori della rete. I miei contatti su FB non sono numerosi e so, più o meno, dove risiedono. Al contrario quelli di Valigia di Cartone superano i seicento.
Gullit è un violento, uno che tenta di mettere le persone le une contro le altre. E’ uno che non ha rispetto nemmeno per i morti. Io non credo che i morti vanno rispettati perché tali. Credo che vanno rispettati per quello che sono stati da vivi. E Antonio Ferrigno era una persona mite e gentile e non si merita certo che qualcuno scriva così di lui.
C’è poi una frase nel blog del cosiddetto Gullit : “La gente che ti scrive “parlo un po’ di inglese, secondo te ce la faccio? faccio le pizze da 40 cm facendole volteggiare” e tu rispondi “si si, qui un ristorante lo trovi, basta che vieni da maggio quando inizia la bella stagione”. Io penso che chi ha un lavoro, un buono stipendio, come ripeteva continuamente Valigia di Cartone, non dovrebbe illudere chi questo lavoro non ce l’ha.  In Olanda non si lavora se non si conosce l’inglese, in Olanda c’è la crisi come nel resto dell’Europa. In Olanda, come altrove, c’è chi lucra su quelli che cercano lavoro.

Categorie: Fatti italiani, Roba d'Olanda

[ 2 commento(i) ]

2 Responses to “Assedi e paure”

  1. Andrea dice:

    Comunque, quando c’e’ di mezzo Valigia ci sono sempre polemiche.
    Ha un modo di porsi che spesso attira il peggio.
    Poi non riesce a gestirlo e scappa (vedi i sui blog chiusi -almeno due- e Fb).
    Con cio’ non scuso la maleducazione di chi lo insulta sguaiatamente, pero’ Valigia non impara proprio nulla.

  2. Alessandra dice:

    vero, Andrea. Secondo me succede perché Valigia si sente superiore per il fatto di lavorare all’estero e quindi per qualcuno, che magari non lavora o non se la passa tanto bene, può diventare assai irritante. Poi se quel qualcuno è stato fregato da una di quelle agenzie che ti trovano lavoro…

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