Chissà chi lo sa
26-05-2010
Stamattina, bevendo il mio caffè, mi chiedevo quale fosse la differenza di un libro scritto con l’anima e uno scritto di pancia.
Categorie: dello scrivere
[ 8 commento(i) ]|
Alessandra Galetta
Diario di un’emigrante quasi di lusso maggio 2010 |
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Chissà chi lo sa
26-05-2010
Stamattina, bevendo il mio caffè, mi chiedevo quale fosse la differenza di un libro scritto con l’anima e uno scritto di pancia. Categorie: dello scrivere [ 8 commento(i) ]8 Responses to “Chissà chi lo sa”Leave a Reply |
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il 26-05-2010 alle 11:22
Con l’anima è un libro da femmina, di pancia è libro da maschio.
Tipo Isabella Allende vs Etgar Keret.
il 26-05-2010 alle 11:42
sul primo accostamento concordo. Gli uomini scrivono, semmai, libri che sono pomate per l’anima. L’anima non funge da musa ispiratrice. Sul secondo non tanto. Libri di pancia possono essere scritti sia da donne che da uomini, secondo me. Inoltre scrivendo un libro di pancia si apre tutto il filone del parto: il libro è come un figlio, lo difenderò con le unghie e i denti, eccetera. Non so. Di sicuro i libri di pancia sono venuti dopo quelli che sgorgano dall’anima.
il 26-05-2010 alle 13:25
Ammetto (per ignoranza, non per spocchia) che non conoscevo Gramellini “Er Pomata”. Nel dopo pranzo il tono della sua voce e la musichetta del video per poco non mi schiantavano sul tavolo dell’ufficio (hai notato che il nostro narratore animosensibile vive in uno studio gabbia, un po’ come il cuoricino della copertina del suo libro?)
Per tornare alla pancia, l’ho sempre trovata più sensibile dell’anima, almeno nel mio caso, e sicuramente da privilegiare nella scelta di un libro (come criterio direi subito dopo il numero di pagine).
Scherzi a parte, perché dici che i libri dall’anima sono venuti prima? A me sembra il contrario: i libri dall’anima, con la loro sensibilità e rarefazione, sono un’evoluzione (o una degenerazione) di quelli della pancia.
Per intenderci:
“Il Processo”, “Lolita”, “Se queste è un uomo” per me sono di pancia
“Cent’anni di solitudine”, “Guerra e pace”, “I sillabari” sono dall’anima
il 26-05-2010 alle 13:45
A dire il vero, interrogandomi sulle differenze non pensavo ai grandi autori, ma ai piccoli, quelli che non pubblicano, che pubblicano a pagamento o a gente che si esprime come fa Gramellini nel video, più o meno famosi. Pensavo alla loro spocchia, alla loro presunzione di aver scritto la grande opera e di essere incompresi. Avrei una mezza intenzione di ricavarne un raccontino da mettere sul blog e così mi sono messa a girare per la rete. Mi sono imbattuta soprattutto in storie (o libri) i cui autori affermano di averli scritti di pancia. Eppure una volta l’anima veniva citata in continuazione! Segno dei tempi, forse. Le acque sporche in cui galleggia il vaticano avrà influenzato quelli che si cimentano con la letteratura.
il 26-05-2010 alle 14:13
Come piccolo autore (categoria sopra il 95kg), non posso che confermare la tua statistica: anche io vado di pancia (per non dire di peggio).
Nel mio caso però non credo di essere incompreso, anzi lo sono pure troppo: dovessi vedere come scappano gli amici e parenti precettati per un “onesto parere, solo un onesto parere”.
Attendo il tuo raccontino.
Ciao
il 26-05-2010 alle 22:31
Dipende da dove ce la hai l’anima.
il 31-05-2010 alle 10:38
ci son anche quelli che scrivon col cuore e quelli che hanno l’urgenza di (la famosa scrittura minzione), con la testa pare non scriva più nessuno, invece.
il 31-05-2010 alle 12:03
in effetti quando ho fatto la mia ricerca ho notato che quelli che si definiscono scrittori di pancia spesso parlano anche di urgenza della scrittura.
Direi che i gruppi sono sempre due: anima/cuore e pancia/urgenza
però come ha commentato gattosolitario: “dipende da dove ce l’hai l’anima”. Mi viene da pensare che nel corso degli anni l’anima, per una serie di motivi, si sia spostata nella pancia.
Semmai un terzo gruppo potrebbe essere quello alla Gramellini. Libri scritti con lo scopo di curare l’anima nel caso di Gramellini e la pancia (ma qui al momento non mi viene in mente nessuno)