Tra clarinetti, batterie, sax, fumi di hamburger, patatine fritte, la musica della banda sul palco, ragazzini che suonavano certe trombette arancioni dal suono orrendo, teli stesi sulla strada pieni di scarpe, libri, giochi e vestiti usati, cani al guinzaglio, bambini sui passeggini e fiumi di birra e bicchieri di vino cileno o argentino, a un certo punto, succedeva che
Scattavano i flash, si accendevano le luci rosse delle minitelecamere, s’alzavano i cellulari per riprendere o fotografare come se ci fossero delle celebrità.
E si è creato un tafferuglio, un ingorgo, un caos nel caos.
Lo stesso, immagino, che sarebbe scoppiato per esempio a Roma, per esempio a Piazza di Spagna. Sei lì che guardi le vetrine e all’improvviso capisci che sta passando qualcuno un po’ particolare. T’infili tra la gente e finalmente vedi i soggetti che tutti stanno spasmodicamente immortolando. Per esempio Fabrizio Corona ed Emanuele Filiberto che vanno a fare acquisti.
Però non era Roma, ma il paese di W., e non era Piazza di Spagna, ma la strada commerciale vicino al mulino.
E quindi quelli un po’ speciali erano un gufo reale e una civetta bianca.
Il gufo era sulla spalla di uno magrissimo e altissimo, sui vent’anni. Praticamente un fiammifero per caminetto.
La civetta stava aggrappata a una ragazza esile, pallida, bionda e di qualche anno più giovane del ragazzo. Praticamente un cerino con la testa gialla.
Stavano lì fermi a farsi riprendere, impassibili come i loro animali.
Pare che sia molto trend andarsene in giro in compagnia di rapaci, già Davide me ne aveva parlato con entusiasmo, e anche altri: “c’era un falconiere davanti all’ingresso del Super.” “Un falconiere?” “Sì, un ragazzo con un barbagianni o un gufo, uno di quegli animali notturni insomma.” Oppure: “Quando vado a correre la sera al parco incontro sempre uno con un gufo sulla spalla” “Un gufo sulla spalla?” “Sì, qualcosa di simile.” “E che fa?” “Niente, passa per il sentiero. Certe volte parla al telefono, penso che ritorni a casa.”
Finalmente li ho incontrati anch’io.
Categorie: Roba d'Olanda
[ 3 commento(i) ]
il 04-05-2010 alle 12:56
Mi sta bene che uno vada in giro con un rapace sulla spalla. Tutti i gusti son gusti. Ma perché fanno tanto scalpore?…
il 04-05-2010 alle 13:22
perché ce ne sono pochi. Presumo che quando saranno numerosi come quelli che vanno in giro con un cane non li fotograferanno più
il 06-05-2010 alle 22:08
Meglio tanto scalpore per un falconiere che per E. Filiberto !