All’ombra dell’ultimo sole     19-04-2010  

Ero lì appoggiata all’albero che leggevo scomodamente (per via del libro pesante con le pagine sottili) quando mi si avvicina un uomo insolitamente piccolo per queste parti che mi chiede: “che stai leggendo?”
Ho chiuso il libro, devo aver fatto un’espressione stupita, per lo meno me la sono sentita sulla faccia, e gli ho detto il nome dell’autore. Poi mi sono sbrigata ad aggiungere altre informazioni. Poi ancora altre. Infine ho detto: credo che sia tradotto pure in olandese. A quel punto lui deve avermi fatto una domanda sulla trama e io mi sono messa a raccontargliela. Ho cercato di raccontargliela al meglio, ci tenevo a interessarlo, ci tenevo come se il libro l’avessi scritto io, anzi mi sono spesa di più di quanto avrei fatto se l’avessi scritto io perché ho sempre la paranoia quando devo descrivere una storia scritta da me di fare il rappresentante di commercio che deve piazzare il suo prodotto e allora mi viene il blocco.
Il protagonista è un ex SS, gli ho detto.
Lui fatto ha un cenno con la testa.
Io mi sono preoccupata: “oddio, gli olandesi detestano i tedeschi, sono tra quelli in Europa che li detestano di più, mica penserà che mi piace il nazismo.” E, insomma, stavo cercando una frase per dirgli che non condividevo il nazismo, quando lui mi ha domandato: “tuo marito lavora a X per caso?”
“Sì.”
“Conosce Y per caso?”
Gli ho risposto di sì, che conosceva Y per caso.
Lui ha sorriso soddisfatto e ha cominciato a parlarmi di Y, di quanto fosse bravo e di un mucchio di altri dettagli che se a un certo punto non l’avessi fermato con la scusa che era tardi sarebbe uscito fuori un romanzo di 943 pagine, come quello che sto leggendo, con Y protagonista.

Categorie: Chiacchiere

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