C’era un tale che si riteneva scrittore realista. Perciò scriveva tutto quello che gli capitava. Si chiamava Vincenzo, ma nel romanzo compariva col nome di Ernesto. Tutto ciò che faceva, lo faceva ai fini di scriverlo. Ad esempio si sedeva e guardava il soffitto; allora scriveva sul foglio: Ernesto all’improvviso si siede e guarda il soffitto. Poi non avendo molto altro da dire si metteva un dito su per il naso. Però non lo scriveva. Lo scriveva casomai in una forma più artistica. Ad esempio: Ernesto è pensieroso e lascia scorrere il tempo.
Questo è l’incipit di un racconto tratto da Vite brevi di idioti di Ermanno Cavazzoni che ho appena finito di leggere. L’ho preso da qui. Dovevo trascriverlo per forza perché rappresenta la sintesi perfetta delle mie storie per blog.
Categorie: Storie per blog
[ 3 commento(i) ]
il 24-03-2010 alle 15:16
Ehi, vale anche per me! Ma mi viene peggio.
Ciao
il 24-03-2010 alle 15:31
comunque questi racconti sono geniali. Ce ne un altro che s’intitola Gli albanesi ed è la storia di uno che un giorno, a seguito di un incidente, torna a casa e pensa che con lui abitino degli estranei, decide di far finta di nulla e parla con loro in modo molto generico. Sono geniali perché puoi leggerli prendendo la storia così com’è, oppure trovare dei significati, se ne hai voglia.
il 24-03-2010 alle 16:19
Allora lo compro, al prossimo giro di IBS.
Ciao