Il  vicino che abita alla mia sinistra ha di nuovo l’aria mesta e quando l’incontro pare che sia il suo cane a portarlo fuori e non viceversa. Però continua a salutarmi per primo quando l’incontro a piedi e a suonare  il clacson  quando è in macchina. Poi, qualche giorno fa, al parco, mi ha detto una cosa strana. Mi ha detto: “ti senti felice con il tuo cane?” E io  ho impiegato qualche secondo per rispondere, primo perché non mi aspettavo proprio che mi parlasse, non ci siamo parlati mai tranne quando la cana Camilla era piccola e gli saltava addosso e io mi scusavo, e secondo perché la domanda me l’ha fatta con un tono strano, come se avesse voluto chiedere qualcos’altro.
Ieri mattina c’era il sole e stavo uscendo per andare in spiaggia quando l’ho visto passare su una moto vecchia con addosso un casco di trent’anni fa.  Ha sollevato il braccio dal manubrio per salutarmi e mi ha rivolto uno sguardo un po’ mesto e un po’ soddisfatto. “Posso fare il figo anch’io, se voglio. O no?” Mi è parso che mi abbia detto.

* titolo preso in prestito da Bassotuba non c’è di Paolo Nori

Categorie: Vicini

[ 2 commento(i) ]

2 Responses to “Io sono quello che non ce la faccio *”

  1. M. dice:

    si dice ‘fico’, NON ‘figo’

  2. Alessandra dice:

    eh, lo so. Mi si sta contaminando il linguaggio a forza di frequentare gente del nord. Recupererò quest’estate a roma, don’t worry. Anzi don’t uori ;-)

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