In fondo siamo in molti, ma è come se fossimo una sola persona, e cioè io.
Allora stavo leggendo un libro di racconti, che mi piaceva prima abbastanza e poi sempre di più.
“Che strano”, pensavo. “I racconti che lessi di questo Celati venti anni fa mi avevano annoiato parecchio. Perché sono andata a comprarmi un’altra raccolta?” Aprivo una pagina a caso e provavo a leggere un paio di frasi, ma non mi parevano così folgoranti da avermi convinto ad acquistare questo libro. Guardavo la copertina, la foto dell’autore sul retro, rileggevo il titolo. “Forse avrò letto una recensione che mi ha spinto a comprarlo”, mi dicevo. Poi sono arrivata all’ultimo racconto, ho letto la frase dell’inizio del post. Mi sono detta che c’era qualcosa che non quadrava. Perché l’autore che ha scritto i Narratori delle pianure non me lo riuscivo proprio immaginare che potesse concepire una frase del genere. Così ho letto per davvero il suo nome e cognome. Ed è finalmente tornato tutto a posto: Vincenzo Cerami ha riacquistato una sola personalità, Gianni Celati la sua faccia, entrambi si sono spartiti le mille attività e sono tornati umani.
Categorie: Libri
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