Quota rosa, vedo rosso     10-03-2010  

Quale strategia deve adottare un imprenditore che decide di produrre un bene o un servizio per cui la domanda da parte dei consumatori è già assorbita dagli altri operatori presenti sul mercato?
La differenziazione del bene o del servizio, per esempio. Così un pacco di biscotti al cioccolato viene messo in vendita con un adesivo di una torta da incollare su un quaderno di ricette. Oppure una casa editrice farà un libro composto da racconti scritti da autori mancini o che hanno più di settant’anni. Questi biscotti al cioccolato saranno preparati con gli stessi ingredienti di altri in vendita, ma l’adesivo attrarrà tutti quelli che hanno un quaderno di ricette e che ci tengono ad averlo speciale. Lo stesso ragionamento vale per la casa editrice: gli esordienti che scrivono con la sinistra o che hanno più di settanta anni compreranno quell’antologia. Qualcuno di queste due categorie che non scrive lo riceverà per Natale e la casa editrice guadagnerà un po’ di soldi. Il mondo è pieno di biscotti al cioccolato e di antologie, ma grazie a un’idea i due imprenditori trovano un posto.
Lo stesso vale per i servizi. Per esempio, ieri al tg2 hanno intervistato delle donne tassiste di Firenze che hanno costituito un’associazione. Le città sono piene di taxi ed ecco l’idea per entrare nel mercato e accaparrarsene una quota. In tempi di crisi bisogna farsi venire più idee è ovvio.
Però è stato tristissimo quello che ha detto a un certo punto una delle intervistate. Ha detto: ci sono delle donne (anziane? Spero di sì, alcune persone anziane hanno delle fissazioni) che si sentono più tranquille a prendere un taxi guidato da una donna piuttosto che da un uomo (per dire, pure le saudite che sono quelle meno libere al mondo hanno il permesso di prendere un taxi guidato un uomo).
E poi ha aggiunto: “ con alcune clienti diventiamo amiche.” Amiche? E perché?
Insomma, ‘ste tassiste un po’ mi hanno fatto tristezza, un po’ mi hanno irritato quando hanno dichiarato che praticavano le stesse tariffe dei colleghi, che i loro taxi sono dello stesso colore degli altri (be’, questo non l’hanno detto, però hanno inquadrato una macchina ed era bianca) ma che grazie alla solidarietà e alla complicità femminile gli affari andavano bene.
Poi mi sono messa a pensare ai concorsi per solo donne. E alle cretine che vi partecipano. A quelle che quando parlano dicono ancora:“perché noi donne, perché voi uomini”.
Allora mi sono andata a rileggere una cosa scritta l’otto marzo del 2004 da una persona che è stata assassinata nel 2006. Questa persona è Anna Politkovskaja e nel suo diario russo ha scritto: “Festa della donna. Come vuole la tradizione, Putin ha invitato al Cremlino le donne che lavorano. Una trattorista, una scienziata, un’attrice e un’insegnante. Discorsi ispirati, una coppa di champagne, le telecamere.”
Certe donne la pensano come Putin purtroppo.

Categorie: Contro il potere che

[ 1 commento(i) ]

One Response to “Quota rosa, vedo rosso”

  1. Alessandra dice:

    è scontato che pure l’antologia di autori settantenni è tristissima.

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