…
“C’è sicuramente un aspetto interessante”, dissi quando la discussione cominciò ad animarsi.
(Si stava parlando del progresso, di quale fosse la sua direzione, se si trattasse semplicemente di un gioco di tempi che tornano indietro, di ripetizioni di ciò che è già accaduto).
Non so spiegarmi meglio: non amo ripetermi. Forse posso provare così: la terra non è mai stata tanto piccola come adesso. Ovviamente, la mia affermazione è relativa. La rapidità con cui si diffondono le notizie e l’utilizzo di mezzi di trasporto sempre più veloci ha reso il mondo più piccolo rispetto al passato.
“E’ successo questo, quello, tutto, ma non era ancora successo mai che ciò che penso, faccio, voglio o desidero, che mi piaccia o no, possa venirlo a sapere, in pochi secondi, chiunque.E se voglio verificare qualcosa che è accaduto a mille chilometri da me, in pochi giorni posso trovarmi lì, di persona o con la mia parola, ed effettuare la mia verifica.
Il fatto che oggi si possa percorrere la Terra con gli stivali delle sette leghe, ha deluso qualcuno perché ciò che si pensava fosse il Paese delle Meraviglie è diventato un luogo incredibilmente piccolo rispetto a quanto si era creduto fino a quel momento.
Da qualche parte Chesterton scrive che non capisce perchè i metafisici vogliano a ogni costo rappresentare l’Universo come un qualcosa d’immenso, a lui piace di più l’idea di un’intimità, dell’infinitamente piccolo.
Trovo molto rappresentativa questa idea nel secolo dei mezzi di comunicazione e dei trasporti, al di là di quanto sia vera, proprio perche’ Chesterton, anti evoluzionista e reazionario negazionista della scienza e della tecnica, doveva necessariamente ammettere che il Paese delle meraviglie, che cita spesso nei suoi scritti, era venuto fuori, come per magia, grazie all’evoluzione della scienza.
Certo, tutto torna e si rinnova, ma non vi accorgete che la velocita’ di questa ripetizione e di questo rinnovamento tende ad accelerare in misura mai vista nello spazio e nel tempo? In pochi attimi il mio pensiero fa il giro del globo, in pochi anni bruciamo le tappe della storia come una lezione ascoltata mille volte.
Da ciò si dovrebbe dedurre qualcosa. Se riuscissi a capire quale!
In realtà ero quasi arrivato a una conclusione, ma poi me la sono dimenticata.
Sono assalito dai dubbi, forse proprio perchè ho sfiorato la verità.
Quando si è nei pressi del Polo l’ago magnetico oscilla e pare che la fede abbia lo stesso comportamento quando si trova nelle vicinanze di Dio.
Comunque, dalla discussione venne fuori un’idea interessante.
Uno di quelli che vi partecipava propose un gioco per dimostrare che gli abitanti del globo terrestre sono molto piu’ vicini l’uno all’altro, sotto molti punti di vista, di quanto lo siano stati nel passato.
Dato un individuo qualunque tra il miliardo e mezzo di abitanti della terra, che vive in un posto qualsiasi, lui sosteneva di riuscire a mettersi in contatto con quell’ individuo al massimo attraverso cinque altri individui che si conoscessero tra loro personalmente.
Faccio un esempio: tu conosci XY e gli dici di riferire a ZV, suo conoscente, che deve dare un messaggio a…ecc.ecc.
“Be’, sono curioso” replicò qualcuno. “ecco, diciamo… diciamo Lagerlöf Zelma.”
“Lagerlöf Zelma.” ripetè il nostro amico. “niente di piu’ facile.”
Gli ci vollero solo due secondi per rispondere.“Dunque, Lagerlöf Zelma, come vincitrice di premio Nobel, conoscerà sicuramente re Gustavo di Svezia, infatti fu proprio lui a consegnargli il premio, come da consuetudine. . A sua volta, re Gustavo di Svezia è un appassionato giocatore di tennis, partecipa a gare internazionali e nel passato ha giocato con Kehrling, che mi conosce molto bene.”
(Io stesso conosco Kehrling).
“Ecco la catena, abbiamo avuto bisogno solo di due anelli rispetto al massimo dei cinque stabiliti dalla mia teoria.
E’ normale che siano stati così pochi perché è più facile tracciare dei legami con gli uomini famosi rispetto a quelli che non lo sono. Infatti i primi conoscono più persone. Per favore, stavolta trovatemi qualcosa più difficile di questa!”
Ed ecco una prova più complicata: entrare in contatto con un metalmeccanico della Ford.
Fui io a prendermi l’incarico e riuscii a dimostrare di essere separato dall’operaio in questione soltanto da quattro anelli. L’operaio conosce il direttore della fabbrica, il direttore conosce Ford stesso, Ford e’ in buoni rapporti con il direttore generale Hearst, l’anno scorso il direttore generale Hearst ha avuto modo di conoscere approfonditamente il signor Pasztor Arpad, che non solo e’ un mio conoscente, ma, per quanto ne so, un mio grande amico. Perciò basterebbe che gli dicessi di telegrafare al direttore generale Hearst, che dicesse a Ford di dire al direttore della fabbrica che quel certo operaio metalmeccanico mi deve montare urgentemente una macchina.
Il gioco proseguì e il nostro amico aveva ragione: non ci fu mai bisogno più di cinque anelli di catena per fare in modo che un qualsiasi individuo del gruppo potesse essere messo in contatto, esclusivamente attraverso conoscenze personali, con un uomo qualunque della Terra.
E ora vi pongo una domanda: c’è mai stato un periodo storico precedente al nostro in cui questa teoria sarebbe stata possibile? Giulio Cesare fu un uomo potente, ma se, per esempio, gli fosse venuto in mente di contattare, entro poche ore o pochi giorni, uno sciamano azteco o maya dell’America di allora, non sarebbe stato in grado di realizzare ciò nè attraverso cinque, nè attraverso trecento anelli di catena perché a quei tempi si sapeva dell’America e dei suoi possibili o non possibili abitanti assai meno di quanto oggi sappiamo noi di Marte e della sua popolazione.
Qualcosa c’è, qualcosa continua, al di là dei cambiamenti Qualcosa si restringe e diventa più piccola, qualcosa si gonfia e diventa sempre più grande.
E’ possibile che questo restringimento e rimpicciolimento e questo Gonfiamento e Ingrandimento cominciassero proprio da quella piccola scintilla che milioni di anni fa comparve nella fredda gelatina uomo-animale e che gonfiandosi e ingrandendosi e infiammando tutto quello che incontrava, causasse un’implosione, riducesse in cenere l’intero mondo fisico? E’ possibile che la forza vinca la materia, che l’anima sia più forte e reale del corpo, che la vita abbia un senso e che sopravviva alla vita stessa, che il bene prevalga sul male, che Dio sia più potente del diavolo?
Perchè, ecco, mi vergogno, ma voglio confessarvi una cosa che faccio e che invece non dovrei fare perché la gente mi considera un pazzo per questo. Spesso mi cimento in questa teoria degli anelli non solo collegando tra loro le persone, ma pure le cose. Purtroppo, è diventata un’attività che non è più sotto il mio controllo, come la tosse. E’ un esercizio inutile, che non mi porta da nessuna parte. Sono diventato come il giocatore d’azzardo che ha perso tutti i suoi averi nelle bische clandestine e continua a giocare scommettendo poco, o nulla, senza più nessuna speranza di vincere.
Lo strano gioco del Pensiero procede sbuffando inesorabilmente dentro di me. Due anelli di catena, tre anelli di catena, al massimo cinque anelli di catena. Come posso mettere in contatto, in relazione le piccole cose della vita che mi si parano davanti, come posso incastrare un fenomeno all’altro, come posso unire il relativo e transiente con il non relativo e permanente – come posso collegare la singola parte al tutto? Sarebbe bello vivere, divertirsi, essere felici, prendere gli avvenimenti per quello che sono, che portino gioia o procurino dolore, e invece mi è impossibile! Mi eccita il gioco di trovare qualcos’altro in quegli occhi che mi sorridono o in quel pugno che mi minaccia. Mi lascia piuttosto indifferente il fatto che io debba avvicinarmi a quegli occhi o difendermi da quell pugno. Qualcuno mi ama, qualcuno si arrabbia con me e io mi chiedo: perchè mi ama, perchè è arrabbiato con me? Due non vanno d’accordo e io devo comprenderli entrambi. Ma come? Vendono uva sulla strada, mio figlio piange nell’altra stanza. La moglie di un nostro conoscente lo tradisce, nell’incontro di Dempsey 150 uomini gridavano. Il nuovo libro di Romain Rolland non lo voleva nessuno, il mio amico X ha cambiato la sua opinione su Y. Giro, giro, girotondo. Come si puo’ trovare una linea che unisca tutti gli elementi, gli avvenimenti, le azioni in questa confusione? E ciò, inoltre, deve essere fatto in un modo veloce e diretto, non con trenta volumi di filosofia! E soprattutto con consequenzialità, in modo che la catena che inizia da quel determinato oggetto riconduca a quello nel suo ultimo anello, ossia porti all’origine di tutte le cose.
Come se… Come se questo signore… questo signore, che è venuto al mio tavolo… mentre scrivo questo, è venuto e mi ha disturbato con una domanda insignificante e mi ha fatto scappar via quello che stavo per dire. Perchè è venuto a disturbarmi? Primo anello: non considera importante il mio scribacchiare Perchè? Secondo anello: di solito il mondo non tiene troppo in considerazione la scrittura, come invece accadeva un quarto di secolo fa. La causa del mutamento del mondo che ha influenzato la mia psiche, dal momento che ha partorito questa teoria. Non posso sperare di raggiungere le grandi menti del secolo passato, coloro che hanno osservato con metodo l’universo. Terzo anello: per questo domina sull’Europa l’isteria della Paura e dell’Oppressione, l’Ordine e’ stato distrutto. Quarto anello! Venga quindi il nuovo ordine, venga il nuovo redentore del mondo, si manifesti di nuovo il Dio del mondo nel rovo che brucia, sia pace, sia guerra, sia rivoluzione, “oh, quinto anello”, che non succeda piu’ che qualcuno provi a disturbarmi quando gioco, quando fantastico, quando penso!
…
Il testo in originale si trova qui, la traduzione dall’ungherese è di Makdaralo e si può leggere qui, io l’ho solo aggiustata un po’.
(Non so se in due abbiamo fatto una traduttrice, però ci siamo divertite).
Qui la teoria dei sei gradi di separazione.
Suggerimenti per migliorare il testo sono i benvenuti.
Categorie: Libri
[ 10 commento(i) ]
il 07-03-2010 alle 21:48
Bello!
Due uniche note:
1) “Credo che sia successo questo o quello.” Ma forse non è successo nulla di ciò che ho pensato stesse accadendo, o che qualcuno stesse facendo e, che mi piaccia o meno, in pochi attimi ne sarà al corrente l’intera popolazione della terra.
Questo e’ l’unico punto che si discosta un po’ dal senso dell’originale, in cui si vuole intendere, sostanzialmente, che nel mondo e’ successo un po’ di tutto, ma che non e’ ancora mai successo che i pensieri, i propositi, le azioni di un individuo possano essere noti in tempo brevissimo anche a sconosciuti situati dall’altra parte del globo, senza che il malcapitato in questione ci possa fare nulla.
2)la parte (come un treno che avanza spedito sulle rotaie e fa: tu-tun tu-tun) non si trova nel testo, era un’aggiunta mia per chiarire meglio il significato di quel “rumoreggia” che avevo usato io nella traduzione. Nel testo infatti c’e’ solo “zakatol” che e’ un verbo che, ad esempio, si usa per indicare proprio il rumore del treno che corre sule rotaie [c'e' anche una canzone dei tempi comunisti che dice "[...] zakatol a vonat, teged valasztalak [...]” (… corre il treno sulle rotaie, io scelgo te…). E’ stata rifatta in chiave rock da un tipo che non mi dispiace, musicalmente parlando, e che, per quello che ne capisco, mi e’ pure simpatico.]
Per il resto, il senso e’ conservato (per sicurezza lo faro’ leggere al marito al primo segno di rilassamento che da’… ora e’ preso dal lavoro).
Inoltre ti faccio i complimenti per aver pensato a giro giro tondo! Io ero li’ che mi scervellavo a pensare “cosa potrei scrivere in italiano per questo?”. Piu’ o meno e’ lo stesso concetto, mi sa che quando i bambini cantano “lanc lanc eszterlanc” si prendono per mano ma fanno una catena aperta (a serpentello per intenderci) e colui che “guida” si muove conducendo gli altri per percorsi sinuosi.
Chissa’ se in due abbiamo fatto una traduttrice… beh dai, almeno mezza si’!
Per me staccarmi anche nella forma dall’originale ungherese e’ difficilissimo. Una volta che avevo capito cosa significava una frase, cercavo la forma italiana equivalente che piu’ mantenesse anche la struttura logica dell’originale. Pero’ cosi’ spesso le frasi suonano come italiano “inusuale”. Come una traduzione troppo letterale!
Secondo me hai fatto un buon lavoro!
il 07-03-2010 alle 22:57
Allora al punto 1) ho messo una traduzione più letterale.
Così mi pare che va meglio.
Poi circa il punto 2). Questo racconto fu scritto da Karinthy nel 1929, quindi è probabile che pensasse a una locomotiva a vapore perchè i treni a corrente non erano ancora molto diffusi. Procede sbuffando dovrebbe andare. Però se ti viene in mente qualcosa di meglio…
Poi non sono per niente sicura della parola “cartiera” che ho messo. Ho provato anche a cercarla con un traduttore ma senza successo.
Ho qualche dubbio anche su il finale di questo pezzo qui:
“proprio perche’ Chesterton, anti evoluzionista e reazionario negazionista della scienza e della tecnica, doveva necessariamente ammettere che il Paese delle meraviglie, che cita spesso nei suoi scritti, era venuto fuori, come per magia, grazie all’evoluzione della scienza.”
Oh, hai tradotto un racconto (che non è completo, credo, ci sono dei puntini all’inizio e alla fine) da una lingua che è considerata la più difficile d’Europa
(Io una volta tradussi qualcosa dal bulgaro. Quando in pieno clima di veline venne fuori che Berlusconi aveva avuto una storia con Dorina Pavlova. In rete non c’era nulla su di lei, e per giunta Repubblica aveva riportato il suo nome sbagliato. Non c’era nulla, tranne in cirillico. Una volta capito il suo nome vero, usai il traduttore automatico e gli diedi un’aggiustina. Fu un successone, per una settimana ebbi duemila lettori al giorno che cercavano notizie su di lei
e ancora la cercano. )
il 08-03-2010 alle 23:09
Punto 2): Si’, secondo me va bene.
Sono andata a cercare su google (hearst papers, invece dell’ungehrese hearst lapok) e ho trovato questo:
http://www.encyclopedia.chicagohistory.org/pages/2696.html. Mi sa che e’ quello cui si riferisce Karinthy.
Il pezzo su cui hai dubbi va bene, ha proprio il senso che risulta dalla tua frase!
Sai, mi hai fatto venire voglia di leggerlo! (ovviamente anche il marito e’ stato contagiato)
Il marito mi ha detto che Karinthy e’ uno scrittore “geniale”. Nelle sue opere ci sono molte riflessioni profonde/non banali… Mi ha detto che ha scritto anche un libro di racconti intitolato Így írtok ti (“Cosi’ scrivete voi”), in cui si mette a imitare il modo di scrivere di diversi grandi scrittori ungheresi… il marito, che ultimamente sta leggendo tutto Krudy Gyula, ha letto proprio il racconto in cui Karinthy imita Krudy e non riusciva a smettere di ridere, tanto era ben scritto, ma in modo umoristico.
Dai, hai tradotto dal bulgaro!!! Una grande!
il 09-03-2010 alle 14:20
Hearst era una persona quindi?
Comunque questo testo è ancora un po’ grezzo, secondo me. Perciò quando sarà completo bisognerà rivedere alcuni passaggi. Però questo Karinthy doveva essere un tipo proprio simpatico.
il 16-03-2010 alle 0:45
Si’, ha fondato vari giornali a quanto pare…
Scusa la latitanza!
Volevo dire che proprio il testo e’ gia’ tradotto tutto completo (quello da cui eri partita era il brano centrale: da Comunque, dalla discussione venne fuori un’idea interessante. a che Dio sia più potente del diavolo? per intenderci. Quello usato per tradurre invece comprende tutta la voce “Lancszemek” (voce della “grande enciclopedia”).
E’ vero, il testo e’ ancora un po’ grezzo. Quello che ti posso dire e’ che lo stile mi sembra “colloquiale”. Qui Karinthy parla, ti racconta, butta i suoi pensieri come se li stesse comunicando ad un suo amico (almeno, questa e’ la mia impressione). Si vede che chi parla e’ un uomo colto, intelligente e interessato a tematiche attuali (dai temi trattati, dalle citazioni), ma dalla lettura dell’originale non c’e’ traccia di pedanteria o saccenza.
Non so come si regolano i traduttori veri: io proverei a riscrivere il tutto tenendo conto di questo. Forse magari e’ lecito omettere alcuni passaggi (non essenziali) e inserirne altri per riprodurre qualcosa di piu’ “efficace” in italiano? Non saprei…
Ora non ho troppo tempo… vuoi provarci tu? O magari ti verrebbe da scrivere un racconto ispirato a questo?
Io non sono troppo donna di lettere, secondo me a te riesce meglio!
PS: per curiosita’ sono andata a leggere altre “voci dell’enciclopedia” (una per esempio e’ Munka, lavoro). E’ molto interessante. Se ho tempo lo traduco…
il 16-03-2010 alle 11:08
Mak: dove sta il testo tradotto per intero?
Secondo me i traduttori manipolano un po’ di più di quanto abbia fatto io nel fare l’editing alla tua traduzione. Avrei potuto farlo anch’io di più, ma c’erano dei punti che non ero sicura di aver capito bene.
Neanch’io ho molto tempo adesso, però mi piacerebbe leggere tutto il racconto e mi piacerebbe che anche altri potessero leggerlo.
il 24-03-2010 alle 15:32
Mak, guarda cosa ho trovato: http://www.youtube.com/watch?v=OgnZxbACj9E&feature=related
il 26-03-2010 alle 22:33
Scusa, ho latitato molto… bimbi malati, poi io stanca, poi di nuovo malati… sono sveglia solo perche’ domani arrivano i soceri e la casa e’ un vero disastro.
Intendevo dire che la traduzione e’ tutta qui completa, e’ quella che tu hai rielaborato. Quando ho tradotto, l’ho fatto subito partendo dalla voce completa “LANCSZEMEK”, quella riportata da me nel link, non quella che avevi segnalato (che e’ il pezzo centrale della voce). Karinthy scrive cosi’!
L’intero libro consiste in varie voci, come i termini di un’enciclopedia, cui segue una descrizione sullo stile di questa che abbiamo tradotto.
Ad esempio le voci che precedono LANCSZEMEK sono NEVETES (riso, risata, il ridere), SZAMOK (numeri), e seguono le voci DEMON, MELEG VAN (fa caldo) etc etc etc.
Ora che mi sovviene per ogni voce e’ indicata una data, e in alcuni pure un luogo. (meleg van e’ a Margit Sziget, l’Isola Margerita a Budapest, in mezzo al Danubio, come se stesse ad indicare che l’autore l’ha scritta la’ o quel giorno si trovava la’… quindi potrebbe anche essere scritto come una sorta di diario (anche se il titolo del libro e’ traducibile con “Voci per la grande enciclopedia”).
Qui l’indice.
Ora non ho granche’ tempo, ma prima o poi lo leggo! Lo traduciamo insieme?!? Dai!!!
(E’ lungo pero’… di questo passo chissa’ quando finiremmo!)
PS: a proposito di traduzione.
Con mia figlia abbiamo guardato Pinocchio (quello con Manfredi) in ungherese (un DVD trovato per caso in una videoteca di frontiera… ma pensa te!).
Secondo me il doppiaggio era fatto molto bene (per quanto in un paragone con l’originale si perda molto… come creare cio’ che da’ la parlata toscana in ungherese? etc etc). Nessun travisamento, il senso era mantenuto ovunque, ma spesso non erano letterali nella traduzione, come invece lo sono stata io. Cercavano di ricreare la stessa “atmosfera” ma in ungherese. Quindi probabilmente i traduttori “veri” fanno cosi’: capiscono cosa viene detto e il modo in cui cio’ viene detto, e cercano il modo migliore (che non e’ necessariamente la traduzione letterale) per renderlo nell’altra lingua. Quindi, secondo me cambiare anche molto va bene, basta che ci sia tutta l’informazione, con lo stesso “ordine logico”, inserendo magari piccoli aggiustamenti o togliendo minime parti per rendere il tutto “naturale” nell’altra lingua…
Un saluto e buona pasqua! (lo sai che scenderemo in italia? vicino roma? )
il 29-03-2010 alle 8:36
non ho molto tempo adesso e non ne avrò per almeno altri due mesi…Però dopo volentieri. Mi piace fare l’editing.
Sono stati scritti decine di articoli sulle traduzioni e sull’editing. C’è chi pende dalla parte della fedeltà al testo e chi meno. Io penso che bisogna entrare con la testa nell’epoca in cui è vissuto lo scrittore e poi fare gli aggiustamenti.
Buone vacanze! magari riuscite pure ad abbronzarvi:-)
il 28-09-2011 alle 20:37
Qui la traduzione di Andrea Rényi.