Il 20 febbraio, mentre l’intero paese di W. caricava sci e scarponi (e non lasciava a casa la nonna perché l’expat non ha una nonna da lasciare a casa) e iniziava la discesa verso l’Austria, la Francia e la Svizzera, io partivo per Roma. Che io fossi a Roma se ne sono accorti in pochi: quelli che mi hanno visto, credo, e un po’ io, ma ora che ci penso nemmeno tanto perché ho fatto più o meno quello che faccio durante l’estate o a Natale e allo scadere del settimo giorno ero abbastanza confusa.
Non ho scritto nulla della mia partenza perché sempre più spesso immagino di sentire la domanda: “ma a noi che ce ne frega?”, e quindi preferisco occuparmi d’altro e del resto, come diceva lui, in fondo, tutto è autobiografia.
Sabato tornavo e mancavo alla manifestazione ad Amsterdam (dove a giudicare dal video stavolta c’era quattro gatti perché erano quasi tutti a sciare) e a quella di Roma dove invece quattro gatti non erano.
E mi è sembrato un po’ simbolico ‘sto fatto di non essere né lì né qui.
Categorie: in un altro luogo
[ 0 commento(i) ]
Leave a Reply