Dal tabaccaio, a fare esercizi.     01-02-2010  

Sabato mattina avevo un’ora da far passare nella piccola strada commerciale del paese di W. c così, per un po’, sono rimasta a guardare i commercianti che spargevano il sale davanti alle vetrine, i bambini sugli slittini, i cani che aspettavano fuori dai negozi, le persone che si salutavano o chiacchieravano negli angoli. C’era il sole ed era tutto bianco: bello. Dalla pasticceria veniva fuori un buon odore di caffè, ma come si sa, e io lo sapevo, non sempre quello che sembra è, quindi ho proseguito. Ho tirato fuori la telecamera, ho ripreso i grovigli di biciclette con i sellini sepolti dalla neve, i mazzi di tulipani rossi e gialli nei secchi, le arance, le albicocche, l’uva sistemate nelle cassette come oggetti preziosi, stavo per inquadrare i gioielli veri nel negozio a fianco, ma poi ho pensato: “meglio di no”. Ho spento la telecamera, ho guardato l’orologio: erano passati solo quindici minuti. Ho avuto un’illuminazione: comprerò il giornale.
“Un pacchetto di sigarette, una penna e Repubblica”, ho detto in inglese alla commessa.
“Otto euro e venti” mi ha risposto lei in italiano.
Ho pagato e mi sono messa di lato.
“Un pacchetto di sigarette, per favore” ha detto il tipo dopo di me in italiano, ma non era italiano, era olandese. Poi ha riso, tutto contento.
“Quattro euro e venti”, ha risposto la commessa in italiano.
“Io compro questo giornale, prego” ha detto quello che veniva dopo. Ha riso pure lui, con certi occhietti molto soddisfatti.
Li ho lasciati ai loro esercizi e sono andata a sedermi su una panchina sgombra dalla neve. Ho letto un articolo sull’amicizia ai tempi del pallone e ai tempi di facebook di Alessandra Baricco.  Siccome non voleva essere retorico, dopo aver citato un paio di volte il suo ultimo libro, aver descritto quanto fosse bello ai suoi tempi giocare a pallone, Baricco finiva il suo pezzo senza concluderlo.
Poi mi sono stancata di leggere e allora mi sono messa a pensare che poco prima anche dal tabaccaio era mancata la conclusione.  Mi sono detta che sarebbe stato carino che il terzo fosse stato un italiano che comprava  il  de Volkskrant  e lo domandava, che ne so: in spagnolo.
E’ che alla realtà, certe volte, manca qualcosa proprio come alla scrittura che la racconta.

Categorie: Pensierini

[ 3 commento(i) ]

3 Responses to “Dal tabaccaio, a fare esercizi.”

  1. M. dice:

    sei forte

  2. alessandra dice:

    Alla realtà mancherà pure qualcosa, ma al tuo modo di raccontarla non manca proprio nulla.

  3. Alessandra dice:

    oh, se arriva il terzo complimento mi monto la testa :-)

Leave a Reply