Il video     28-01-2010  

Qualche giorno fa, la capa del ritrovo dei cani al parco, mi si avvicinava con l’atteggiamento di chi mi stava per proporre  qualcosa d’illegale e bisbigliava: “lo vuoi un video con Camilla e tutti i cani?” Io, un po’ inebetita dall’atteggiamento, dicevo sì e lei mi rispondeva: “bene.”
Dopo si allontanava e riprendeva a indirizzare il gruppo formato  dai cani e dai loro padroni.
Più tardi, tornando a casa, riflettevo che invece non lo volevo.
Primo perché i cani che giocano con la mia cana  al parco li vedo tutti i giorni e non mi interessa  riguardarli in un video. Secondo perché ne ho girato uno io quando c’era la neve.
A cena raccontavo la faccenda. Si commentava e si rideva.
“Ora mi toccherà comprarlo per forza.”
“Scherzi?” “No che non devi!” Mi rispondevano.
“E se non andassi più in quel parco per un mese? Potrebbe essere il modo più semplice per chiudere la faccenda.”
Ma non ero veramente io ad avere questa idea. Era l’elaborazione fantastica di me che sceglieva una soluzione apparentemente più semplice ma che le avrebbe potuta portare a situazioni grottesche, un po’ come accade ne Il Piccione.
Questo potrebbe essere l’incipit provvisorio: Margherita B. era riconoscente a quella persona. Non poteva dimenticare quando era corsa dietro al suo cane, l’aveva agguantato e gli aveva strappato un airone morto da almeno da due giorni dalla bocca.
Nella realtà, la mia cana aveva preso una taccola. Ma quanti sanno cos’è una taccola? Di che colore ha le penne, di che grandezza è? Quindi andrebbe descritta. Andrebbe descritto pure l’airone. Però, in questo caso, si può fare con meno parole. Poi, di solito, preferisco un personaggio maschile. Lascia più spazio: può avere qualità maschili, e/0 anche femminili se si riesce a  dosarle nel modo opportuno. Ma in questo caso, avrei scelto un personaggio femmina per contrapporlo all’altro che pure è di sesso femminile, ma parla, si muove e agisce come un maschio. Oddio, ora che ci penso sarebbe interessante avere un personaggio-uomo con un atteggiamento timido e pauroso e un personaggio-donna che è il suo esatto contrario. Ma a prescindere dalle caratterizzazioni dei personaggi, il centro della storia rimane l’ossessione che svilupperà Margherita B.,  le strategie che metterà in atto per  non comprare quel maledetto video.
Quanto a me, il giorno dopo sono tornata al parco, ho preso la capa da una parte e le ho sussurrato: “Mi spiace, non lo voglio il video, ne ho già uno che ho girato prima di Natale con la neve.”
Ha insistito parecchio e io ho continuato a dire no. Alla fine mi ha detto che me l’avrebbe dato pure gratis. Allora le ho risposto: “grazie, sei gentile, ma sai, io la televisione non la guardo mai.”
E finalmente questa frase l’ha fermata.

Categorie: Pare che sia andata, dello scrivere

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