Le ragazze dei call center non rispondono più: non parli olandese? Non è un problema, io parlo l’inglese, adoro parlare l’inglese, parlo pure lo spagnolo, o l’italiano o il francese, di quale paese sei? No, non è un problema, te lo assicuro, il mio prodotto te lo posso vendere in tutte le lingue.
Fino a tre o quattro anni fa quando chiamava una ragazza di un call era quasi un piacere.
Poi è diventato un fastidio. Le telefonate sono aumentate, i call center sono diventati più affollati per la crisi economica, i corsi per accalappiare il cliente si sono fatti più approssimativi e le ragazze dovevano vendere più di prima perché le pagavano di meno e il cliente ha smesso di comprare perché aveva meno soldi e perché le telefonate non erano più una novità. Così le ragazze del call non potevano più permettersi di perdere tempo in un’altra lingua e quindi attaccavano il telefono dopo che io, con sollievo, rispondevo a quel fiume di suoni incomprensibili che mi inondava l’orecchio: mi dispiace ma non parlo l’olandese. A un certo punto non mi facevano neanche terminare la frase: io alzavo la cornetta, sentivo una musica lontana, delle voci in primo piano che andavano a duecento all’ora con la cadenza di un registratore, “scusa ma non”…clic. Fine della comunicazione. Mettevano giù.
Da un po’ pare che il trend sia cambiato. Non ci credono più che non parlo olandese. E dopo la mia frase continuano con il loro fiume di parole incomprensibili. Alla fine sono costretta ad attaccare io.
Poco fa c’è stata la solita telefonata, ma questa volta c’è stato un comportamento diverso. La ragazza mi ha detto, arrabbiatissima: io non ci credo che tu non parli olandese!
Ah no? E perché me lo stai dicendo in inglese?
Per fortuna che stava al di là del filo, altrimenti penso che mi avrebbe ucciso.
Ma che ci posso fare? Non lo parlo e non lo voglio parlare. Per vivere mi basta l’inglese. Del resto, sono stati proprio i connazionali delle ragazze del call a convincermi che sarebbe bastato, me lo hanno ripetuto per anni che non era un problema.
Categorie: Roba d'Olanda
[ 2 commento(i) ]
il 04-12-2009 alle 14:03
però è un po’ strano stare in un paese e non avere la curiosità di apprenderne la lingua.i fondamentali. anche se non serve, solo per il puro piacere di parlarla. all’università ho studiato come lingua biennale il fiammingo.
pua curiosità e mi sono divertita moltissimo
prova, magari ti appassiona.
ciao
il 04-12-2009 alle 14:18
Bri, a me invece non attira proprio per niente e non saprei con chi parlarla. E poi sai che succede a quei pochi che seguono corsi su corsi e che non lavorano solo con olandesi? Che quando provano a esercitarsi, dato che parlano male, gli viene risposto in inglese. Una mia amica, per esempio, che ne ha fatti due o tre di questi corsi a tempo pieno, frequenta un gruppo di volontari per potersi esercitare. Diverso sarebbe stato se fossi stata in Germania o in Francia.