Perché è un autore che racconta l’Italia come a volte capita di vederla a me quando torno.
Ieri, il traffico e la pioggia di Amsterdam e una decina di altri minimi inconvenienti mi avevano alquanto innervosita, poi ho cominciato a leggere Che la festa cominci e me ne sono dimenticata.
Scrivono che Ammaniti scriva sempre la stessa storia, che è superficiale, e che dopo le prime pagine questo romanzo diventi un caos.
Può essere.
Intanto, ieri,  per una ventina di minuti sono stata trasportata da un umido, ventoso e silenzioso paese di W. in una pizzeria di Oriolo Romano, e mi è stato utile per cambiar aria e umore.  Poi, magari, se inventano il teletrasporto o se torno a Roma e posso andare a mangiare la pizza a Oriolo Romano quando voglio, cambio opinione, chi lo sa.

Categorie: in un altro luogo, Libri

[ 1 commento(i) ]

One Response to “Perché mi piacciono le storie di Niccolò Ammaniti”

  1. Flavia Palazzin Leipf dice:

    Sono di Oriolo Romano, e anch’io ho avuto il piacere di gustare un buon pezzo di pizza insieme alle Belve di Abaddon. Nella mia mente, perchè purtoppo quella pizzeria non esiste. :(

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