Alle nove della sera     16-11-2009  

La borsa di Mary Poppins l’ha trovata Davide sabato sera.
Mary Poppins ha quindici anni e un account su Facebook.
E un paio d’ore dopo, Mary ha ricevuto un messaggio che  l’informava che  la borsa era stata ritrovata e dove sarebbe  dovuta andare per riaverla.
Entrambi i figli si sono domandati: “ma perché  ci tiene dentro delle scarpe da ginnastica?”
“Perché”- ho risposto io – “Mary è andata a una festa e portava le scarpe con il tacco a cui non è abituata. ”
Ieri sera, durante la passeggiata con la cana,  mi sono fermata alla caserma di polizia di W.
Ho suonato il citofono e ho aspettato qualche minuto, poi una voce mi ha chiesto che cosa volessi. Appena entrata, la cana ha cominciato a guaire, a tirare verso l’uscita, come nemmeno fa quando va dal vet.
Mi sono guardata intorno: tutte le porte erano chiuse, le luci erano basse. Dopo un po’  d’attesa e di lotta è comparso  un poliziotto, un po’ confuso, penso stesse dormendo. La cana è diventata ingestibile e a me è salita un po’ d’inquietudine mentre le dicevo di piantarla.
Ho spiegato alcuni dettagli del ritrovamento della borsa mentre il poliziotto mi fissava, sempre imbambolato. Ho messo la borsa sul bancone e lui sempre zitto e la cana sempre più fuori di testa.
“Vuole un mio documento?” Ho domandato, a disagio.
“Un documento, sì.” Mi ha risposto lui.
Estrarre  la carta d’identità dal portafoglio non è stato semplice, ma alla fine ci sono riuscita, l’ho appoggiata sul bancone, glielo aperta.
Il poliziotto ha preso una penna, ma faceva i movimenti a rallentatore, e io dovevo dire qualcosa, per forza.
“Non capisco perché sia così spaventata.”
“E’ spaventata, già”, ha risposto lui con lo sguardo fisso.
Poi ha iniziato a scrivere i miei dati su un blocchetto a quadretti. Scriveva a stampatello, una lettera dopo l’altra, come se stesse facendo una prova di calligrafia.
La cana ha rifiutato un biscotto che le ho offerto per calmarla.
Il poliziotto ha terminato di scrivere,  e io sapevo che doveva dirmi qualcosa:ma cosa?
Così gli ho detto: “mio figlio l’ha rintracciata su facebook, e adesso questa ragazza sa che troverà qui la sua borsa, in caserma.”
“Facebook. “Ha ripetuto lui. “Cos’è facebook?”
E con questa domanda l’inquietudine se ne è andata via.
Stavo per spiegargli cosa fosse, facebook, e invece ho detto: “l’ha rintracciata attraverso internet”.
“Ah, su internet” ha risposto lui, pareva sollevato che dalla mia pausa non fosse uscito un mucchio di parole. “Buonanotte”, gli ho detto.
“Buonanotte”, ha risposto il poliziotto.
Poi, quando sono uscita da lì,  ho volato  per cento metri attaccata al guinzaglio.
Era una bella notte senza luna, un po’ umida e per niente fredda.

Categorie: Roba d'Olanda

[ 2 commento(i) ]

2 Responses to “Alle nove della sera”

  1. sara dice:

    … e perchè la cana era così spaventata?

  2. Alessandra dice:

    ho fatto un paio d’ipotesi. Secondo me perché la caserma della polizia, con le porte d’ingresso automatiche, le luci al neon e il bancone, le hanno ricordato l’aeroporto.

Leave a Reply