Ieri, mentre camminavo nel buio, pensavo che le luci rosse e bianche che si accendevano e spegnevano in lontananza avrebbero potuto pure essere l’inizio di una storia. La storia di un tipo che nel tardo pomeriggio andava in un parco senza lampioni a portare il proprio cane a giocare con altri cani. Il tipo camminava tranquillo, pensando chissà cosa, fino a che il cane attaccava a ringhiare. Il tipo se ne stupiva, smetteva di pensare a chissà cosa, domandava: ma che hai da ringhiare? Alla fine proseguiva, malgrado il cane cominciasse a guaire, cercando di impedirgli di continuare, e quando il tipo arrivava al centro del parco, scopriva che le luci rosse non erano sui collari dei cani e le luci bianche non erano le torce dei padroni, ma sia le une che le altre erano su dei vestiti indossati da alieni atterrati nel centro di quel parco.
A questo punto mi fermavo un attimo e pure il tipo della mia storia si fermava.
Io mmaginavo i possibili sviluppi.
Nel frattempo il tipo era impegnato a sbalordirsi, a spaventarsi, eccetera.
Alla fine ne tiravo fuori quattro:
1)gli alieni erano buoni e il tipo riusciva a trarne qualche vantaggio per sé e per l’umanità.
2)Gli alieni erano cattivi e il tipo doveva salvare se stesso e l’umanità
3)Gli alieni erano indifferenti. Continuavano a fare quello che stavano facendo e il tipo ci restava malissimo. Un giorno veniva intervistato in tv e il conduttore a un certo punto gli diceva: ma insomma, lei ha avuto la fortuna d’incontrare gli alieni e non ha fatto nulla! E il tipo era desolato. Desolatissimo. Forse andava pure dallo psicologo.
4)Gli alieni erano indifferenti a lui ma non al cane. Il tipo ci rimaneva male e si metteva in competizione con il suo cane, arrivando persino a invidiarlo.
Lo sviluppo uno e due sono banali. Il tre e il quattro mi pare che lo siano un po’ meno. Dal quattro potrebbe venirne fuori un racconto comico. Ma non ho dubbi, se dovessi decidere di scrivere questa storia, è la tre che sceglierei. E la farei cominciare dall’intervista in televisione.
Categorie: dello scrivere
[ 3 commento(i) ]
il 11-11-2009 alle 11:33
3) Galassia che vai – Frank Russel. Li’ il tema e’ un po’ invertito (gli uomini non vogliono essere trovati) ma c’e’ quialcosa in comune. E poi fa ridere parecchio.
il 11-11-2009 alle 14:06
mi piace l’idea, sicuramente originale e da sviluppare!
il 12-11-2009 alle 9:23
M.: allora lo cercherò. Così, magari colgo pure l’occasione per riordinare i libri di fantascienza.
Andima: infatti, appena ho un po’ di tempo ci provo.