Su un autobus c’erano due ragazze di Roma e un ragazzo di Milano. Che lui fosse di Milano e non di Varese o di Bergamo l’ho saputo perché quando parlava all’inizio del tragitto, diceva: quando sono a Milano, quando torno a Milano, eccetera.
L’autobus – che si trovava nelle Midlands ed era diretto a un campus – era pieno di studenti di tutto il mondo, alcuni anche italiani, ma questi tre non c’entravano nulla con loro, erano lì, credo, per uno scambio tra università.
Il ragazzo sembrava un po’ d’altri tempi per il taglio di capelli che aveva, per il giubbotto e i pantaloni che indossava. In realtà, doveva essere proprio dell’ultimissimo tempo, cioè pareva appena uscito da un negozio di vestiti del centro della sua città. Le ragazze, invece, non avevano un abbigliamento che si notava, non erano né belle, né brutte, diciamo che erano carine, ma la ragazza che era bionda si sentiva bella, la ragazza che era mora si sentiva brutta. A tutte e due piaceva il ragazzo un po’ alieno o molto trend.
La ragazza bionda ha trovato un posto a sedere per prima, la ragazza mora si è seduta dopo qualche minuto. Il ragazzo è rimasto in piedi, vicino alla ragazza mora. La ragazza bionda era sempre in movimento: con i capelli, con il cellulare, con lo zainetto che avrà aperto e chiuso centomila volte. Quando si fermava, urlava al ragazzo: “ah, ricordami che ti devo dire una cosa, ah, poi stasera andiamo a vedere se c’è quella festa, ah, poi ti faccio vedere un video.”
La ragazza mora era contenta di averlo vicino. Però era un caso che lui fosse lì dov’era perché anche se avesse voluto non avrebbe potuto spostarsi. La ragazza mora non era agitata come la ragazza bionda, ma come l’altra si rivolgeva continuamente al ragazzo:”dammi la tua borsa, la tengo io. Sei stanco? Hai fame? Allora se non hai molta fame, potremmo cucinare qualcosa di leggero.”
Il ragazzo rispondeva sì, no, e va bene a entrambe, con lo stesso tono e la stessa espressione, guardandole per un paio di secondi a ogni risposta, ma senza vederle veramente.
Per un po’ le ragazze hanno continuato a gonfiare le penne, mentre il ragazzo si accarezzava le sue.
A un certo punto, la ragazza bionda ha tirato fuori un profumo e ci si è spruzzata il collo e un polso.
“Non mi convince più”, ha detto al ragazzo.
“Potrei cucinare il risotto alla milanese, se avessimo gli ingredienti”, ha detto la ragazza mora.
Il ragazzo ha sollevato un poco le spalle, rispondendo con quel gesto a tutte e due e tutte e due si sono rifugiate nei loro telefonini e non hanno più parlato fino a quando è arrivato il momento di scendere.
“Dobbiamo scendere alla prossima!” hanno strillato nello stesso momento le ragazze.
Il ragazzo ha sbuffato, poi prima di buttarsi tra la folla, ha detto: ” non prendo mai l’autobus quando sono a Milano.”
Categorie: Fatti italiani
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