Da I Miserabili
Forse i lettori hanno conservato, fin dal suo primo apparire, qualche ricordo di questa Thénardier alta, bionda, rossa, grassa, corpulenta, massiccia, enorme, agile; essa apparteneva, l’abbiamo detto, a quella razza di selvagge colossi che fanno flessioni nelle fiere con ciottoli sospesi ai capelli. In casa ella faceva tutto, i letti, le camere, il bucato, la cucina, la pioggia, il bel tempo, il diavolo a quattro: come unica domestica aveva Cosette; un sorcetto al servizio di un elefante. Al suono della sua voce tutto tremava, vetri, mobili, persone. La sua faccia larga cosparsa di lentiggini sembrava una schiumarola: era anche barbuta, vero prototipo di un facchino del mercato vestito da bagascia. Bestemmiava magnificamente e si vantava di spezzare una noce con un pugno. A parte i romanzi che aveva letto, e che a tratti facevano stranamente riapparire la smorfiosa sotto l’orca, a nessuno sarebbe passato mai per la testa di dire di lei “è una donna”.

Da Delitto e castigo
Era una vecchietta minuta e rinsecchita, sui sessant’anni, con due occhietti penetranti e cattivi e un piccolo naso appuntito. Non aveva niente in capo. I capelli color stoppa, appena brizzolati, erano abbondantemente spalmati di grasso. Sul collo lungo e sottile, simile a una zampa di gallina, era attorcigliato un informe straccetto di flanella, e sulle spalle, nonostante il caldo, le ballava un giubbetto di pelo, tutto logoro e ingiallito. La vecchietta tossiva e gemeva a ogni istante.

Da Harold e Maude
“Ancora champagne!” strillò l’anziana signora Crawford e fece un rutto.
“Mamma, ti prego!” fece il signor Crawford.
“Mi spiace,” disse l’anziana signora Crawford. “Mi è parso di vedere un pipistrello”

Perché portino quella vecchia ai party, pensò la signora Chasen sedendosi davanti alla toilette e togliendosi la parrucca, nessuno riesce a capirlo. E’ praticamente rimbecillita. E’ sempre così imbarazzante, soprattutto per la famiglia, e naturalmente procura tanto da fare alla padrona di casa.
Perché non la mettono in un ospizio?

Da Revolutionary Road
“…Ti dirò che sono proprio soddisfatta della casetta di Revolutionary Road, Howard.Ti ricordi che aria spaventosa aveva quest’inverno? Fredda e buia e…be’, spettrale. “

“E poi sono così simpatici quei giovani Brace. Lei è tanto gentile e divertente, a parlarci; lui invece è abbastanza riservato. Secondo me, deve avere un ottimo posto in città. Mi ha detto” Signora Givings, non saprò mai come ringranziarla. E’ proprio il tipo di casa che abbiamo sempre desiderato..” Non poteva proprio dire una cosa più carina. E poi, sai, stavo proprio pensando: sono anni che adoro quella casetta, e queste sono le prime persone davvero adatte che sia riuscita a trovare. Persone come si deve, gradevoli, insomma”.
Il marito spostò e cambiò posizione ai piedi calzati dalle scarpe ortopediche. “Be’”, fece, “tranne i Wheeler, no?”
“Be’ intendevo persone veramente gradevoli, non so se mi spiego”, chiarì lei. “Il tipo di persone che va bene per noi. Insomma, i Wheeler mi piacevano moltissimo, ma erano sempre un tantino, …un tantino eccentrici per i miei gusti. Un po’ nevrotici, ecco…”

“Erano, ecco, due ragazzi un po’ strani. Irresponsabili. …”

In effetti la Thénardier di questa descrizione ha circa quarant’anni, ma quando l’incontrai la prima volta in una riduzione de I Miserabili per l’infanzia io ne avevo  una decina e continuo  a leggerla con gli occhi di allora.

Categorie: La scelta, Libri

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