Un giorno di fine luglio Lo e io eravamo su un treno regionale in condizioni piuttosto malmesse: i capelli inselvatichiti dal sale, le infradito da mare, i vestiti stropicciati. Eravamo arrivati alla stazione poco prima, percorrendo a passo veloce una strada bianca e assolata che tagliava un campo di fieno, con degli ulivi che formavano delle ombre striminzite.
Dieci minuti dopo, il treno faceva la prima fermata e salivano tre poliziotti. Nello scompartimento, eravamo una quindicina, i tre chiedevano i documenti solo alla metà dei passeggeri. Quando passavano davanti a noi, ci lanciavano, tutti e tre, un’occhiata che scendeva fino alle infradito per poi proseguire al vagone successivo.
Perché non ci hanno chiesto il documento? Domandava Lo.
Perché noi siamo abbronzati, rispondevo io.
Categorie: Fatti italiani
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