Via     21-07-2009  

Sempre, quando scendo dal treno che mi porta al mare, mi fermo prima della salita, devio per il sentiero, e vado a farmi il bagno. Così ho fatto anche oggi. Ho mollato figli, cana e La Valigia che conteneva  i vestiti di tutti e tre, il mio portatile, tre chili di crocchette e uno di cibo per noi, e sono entrate nelle tiepide acque. A un certo punto mi sono accorta che il sentiero sabbioso si restringeva fino a scomparire, allora mi sono tuffata, ho nuotato nell’acqua bassa, poi mi sono messa a fare il morto, ma me ne sono annoiata subito: non c’era nemmeno una nuvola da guardare.  Mi sono capovolta e ho osservato la spiaggia: la casetta di pietra della vedova del pescatore ha resistito anche quest’anno: non l’hanno convinta a vendere per costruirci quel mini stabilimento nel rispetto della natura. Ho contato le persone sdraiate sugli asciugamani, a riva: nove adulti e quattro bambini. Anche quest’anno è andata.
Via la polvere, via il sudore, via il peso della città,  via le chiacchiere di un uomo incontrato sul treno, che avevo erroneamente collocato nel girone degli schivi e dei taciturni e che invece a causa della cana, mi ha parlato per un’ora abbondante di battaglie e di armi e di scavi e di un mucchio di altre cose, passando da un argomento all’altro così rapidamente che perdevo continuamente il filo, come se non fosse la mia lingua quella che stava parlando.

Categorie: in un altro luogo

[ 3 commento(i) ]

3 Responses to “Via”

  1. Giorgia dice:

    Ti ci vedo, a mollo davanti al colle…

  2. Gian Paolo dice:

    Casualmente attraverso un link su Iquindici.org, che rimandava a questo sito, sono arrivato fin qui.
    Visto che sono un curioso e innamorato di novità da scoprire ho letto qualcosa.
    Molto interessanti i vari post, mi dicevo annotandomi il link, ci passerò ancora.
    Toglimi una curiosità: la “cana” cos’è?

  3. alessandra dice:

    La mia cana, se abbaiasse ma non abbaia praticamente mai, farebbe bau :-)

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