Oggi durante la pausa pranzo, Davide e dei suoi compagni di classe sono andati a trovare l’insegnante di letteratura.
Dopo un po’ è tornato a casa con: The old man and the sea – Hemingway, Demian – Hesse, Madame Bovary – Flaubert, Dubliners Joyce, Out of the silent planet – Lewis, A tale of two Cities – Dickens.
Non so cosa sia toccato agli altri, comunque mi ha raccontato che la faccenda è andata così: c’erano dei mucchi di libri su un banco e sopra ogni mucchio c’era una striscia con un nome. Lei ce li ha indicati quando stavamo salutandola e ci ha detto: se non li prendete la scuola li butterà.
Alcuni sono proprio nuovi.
La scuola li butterà? seee.

Categorie: Questioni di famiglia

[ 9 commento(i) ]

9 Responses to “Questi insegnanti se le inventano tutte”

  1. Vera dice:

    mah !…
    (digli di spedirli qua)

  2. Alessandra dice:

    ma la scuola non li butta, è stata la frase che ha trovato l’insegnante per convincere degli studenti che vengono fuori da un paio di anni di studio intensivo.
    (e sulla frase scelta ci sarebbe da ragionarci sopra parecchio)
    Questa scuola è molto impegnata sulla solidarietà e porta avanti parecchie iniziative, una è proprio quella di spedire libri in Africa.

    Hai visto questo?

  3. Fabristol dice:

    Bellissimo e geniale da parte della prof! Se solo avessi avuto la stessa fortuna quando andavo io a scuola…

  4. Alessandra dice:

    All’inizio mi era parsa una frase geniale, poi ieri sera ci ho ripensato. Proprio sul senso di colpa doveva agire? Non c’erano alternative? Presumo che delle alternative ci siano, ma forse non c’era un’alternativa comune a tutti gli studenti che erano andati a trovarla e questa fosse quella che li prendeva tutti.
    Neanch’io ho avuto la fortuna di averne una così, però ho avuto la fortuna di avere un compagno di classe che aveva un mucchio di libri e che me li prestava volentieri

  5. lo scorfano dice:

    E’ un modo, tutto sommato. Senz’altro non il più educativo in senso stretto, ma è comunque un modo. Magari qualcuno leggerà un libro in più, quest’estate, e magari gli piacerà anche leggerlo. E il modo avrà dato il suo piccolo frutto.
    Certo, fa un po’ tristezza che si sia costretti a questo.

  6. Vera dice:

    tutto vero in quel film
    “agire dal basso”, é quello che fanno in tanti quà, per fortuna (!) ma i politici locali perché invece di comprarsi case ai Champs Elysées e ricevere visite di sarkozy (in Gabon di recente …) non fanno nulla ?? perchè per tante ragioni ci fa comodo così (e non è politicamente corretto dirlo ma bisogna dirlo)
    un lavoro contro corrente quello delle ONG, bravissima gente, ma purtroppo quasi tutto si decide altrove

  7. Alessandra dice:

    Lo scorfano, mette un po’ di tristezza, sì. Un insegnante che ti stimola, dei genitori che leggono, dei libri a disposizione costituiscono un punto di partenza, ma poi non è detto che si arrivi al traguardo. Parecchi anni fa uno stimolo poteva venire dalla noia, ma ora con tutti questi giochi d’avventura su macchinette varie è una lotta dura e Pennac ha scritto un saggio un po’ lontano dalla realtà, per come l’ho sperimentato io. Solo ricreando le condizioni di noia, cioè obbligandolo a stare un paio d’ore in camera durante i pomeriggi d’estate sono riuscita a far leggere dei libri a mio figlio quando era piccolo, libri che gli sono pure piaciuti. Solo che ogni volta si deve ricominciare da capo.Anche se nel tempo è diventato meno complicato, per fortuna.

  8. Alessandra dice:

    Vera: si costruiscono ville al centro di Parigi e vanno a curarsi all’estero: leggi qui. Perché sono dei predatori più affamati e meno camuffati dei nostri e perché fa comodo ai grandi che continui così

  9. Vera dice:

    giustissimo il post del tuo link, grazie
    ma la rivolta ed il disgusto rimane, impotente

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