Questa storia dei risultati delle votazioni degli italiani all’estero l’ho presa a cuore quasi come presi a cuore la rimozione del topo morto incastrato in una finestra che dava sul marciapiede di una strada di Roma. E mi ricorda anche la lotta che condussi nel paese di O., dove ho abitato fino al 2006, contro gli ignoti che buttavano la spazzatura nel mio secchio. Solo in questo caso riuscii a risolvere la questione, ma in fondo fu facile: dipendeva esclusivamente da me e dalle mie capacità investigative e dunque si trattava di fare diventare noti gli ignoti, di controllare chi entrasse e uscisse dalla casetta dove venivano tenuti i secchi, e risolvere la faccenda era importante dato che qui in Olanda la spazzatura viene raccolta una volta la settimana. Così scoprii che a buttare roba erano per lo più i dipendenti di un elegante negozio di vestiti. Furono scritte due lettere per farli smettere, e per un po’ smisero, poi ricominciarono. Alla fine la risolsi così: un giorno andai nel loro negozio moquettato e gli rovesciai un sacco nero pieno di avanzi di panini, bottigliette di latte al cioccolato, cicche di sigarette, buste stropicciate con i nomi dei loro prestigiosi vestiti. Spalancarono i loro occhioni blu, non replicarono e il surplus di spazzatura che non riuscivano a smaltire lo dirottarono altrove.
Nella faccenda delle elezioni e del topo invece erano in gioco altre persone e l’esito è stato disastroso, cioè nullo e non mi ha fatto sentire meglio, come ha cercato di consolarmi qualcuno: l’importante è partecipare, fare, cercare di non arrendersi, eccetera. Posso capire (ma fino a un certo punto) che alle redazioni di quotidiani e di trasmissioni televisive arrivino centinaia di lettere di segnalazioni, capisco molto meno l’indifferenza o il disgusto – disgusto della situazione politica del nostro Paese – di alcuni intellettuali cosiddetti di sinistra che ho contattato attraverso facebook.
Comunque quando a luglio sarò a Roma, ho intenzione di presentare un esposto alla magistratura di ciò che non ha interessato quasi* nessuno, a eccezione di qualche blogger che l’ha ripresa e segnalata.
Categorie: Contro il potere che
[ 8 commento(i) ]
il 15-06-2009 alle 20:56
E’ una vera schifezza, era ovvio che ci sarebbe stata la vendetta contro gli italiani all’estero, no? Fai bene a fare l’esposto, se posso aiutarti fammi sapere.
il 16-06-2009 alle 9:47
già si erano organizzati ad aprile 2008: “A Castelnuovo di Porto, sono state aperte sacche, secondo
quanto denunciato dall’AISA, la lista dell’Associazionismo, che
contenevano centinaia di schede col nome del candidato vincente,
scritte tutte con la stessa calligrafia. Altri, come la candidata
del Pd Maria Rosa Arona, hanno denunciato la presenza di schede
apparentemente diverse da quelle ufficiali. Ci sono poi le voci,
che circolano incontrollate, anche se nessuno si assume la responsabilità di una denuncia formale, su presunte compravendite
di pacchi di schede, di sacche bruciate (forse per questo il fumo!)
e sostituite, di schede offerte a sei euro o a venti pesos l’una, di
promesse di assegno sociale in Italia, con viaggio incluso, in cambio
di un voto. A girare nella collettività, sembra che tutti sappiano,
ma poi quando si chiedono precisazioni, non si trova la gente
disposta a parlare.
In definitiva, c’è qualcosa di più di una sensazione sul fatto che
qualcosa è successo (anche perché persino candidati della lista del
PdL si dicono molto sorpresi dei risultati), ma sembra evidente che
i risultati non cambieranno. “
da qui
Meglio sarebbe che si votasse per posta elettronica, certo il rischio dei brogli ci sarebbe lo stesso, ma almeno si risparmierebbero un bel mucchio di soldi.
Per dire, ieri ho imbucato la busta del referendum, francobolli a carico del consolato.
il 17-06-2009 alle 14:10
concordo 100%
vivo a bruxelles ma non voto, quindi la cosa non mi brucia
il tuo blog e’ carino (ho vissuto in olanda 1 anno)
il 17-06-2009 alle 15:55
Giuseppe: mi togli una curiosità? Ma come sono i dintorni di Bruxelles? Alcuni me li descrivono come il posto dove sognano di vivere quando si concluderà la loro vita di expat. Qualcuno come un luogo noiosissimo.
il 17-06-2009 alle 16:50
ci pensi sempre … Bruxelles per la pensione ?
il 17-06-2009 alle 17:25
macché. E’ che voglio capire il perché di tutti questi pareri opposti.
il 18-06-2009 alle 12:44
eheh, good question. ebbene si’ ci sono posti come Overijse e Genval, appena fuori Bruxelles, ma anche le periferie residenziali come Woluwe e Uccle, che direi non hanno nulla di speciale se non la cura che gli viene dedicata: deliziosi allineamenti di casette linde, giardini ipercurati, collinette silenziose, piste ciclabili, niente traffico, parchi verdissimi con laghetti e percorsi per gli amanti del cavallo, bla bla bla…
a dire la verita’, preferisco l’equivalente olandese fra Zandvoort e Haarlem, almeno c’e’ il mare a due passi.
e in ogni caso, per la mia pensione (ehm, parliamo del 2045) non chiedo molto: un posto di mare in Puglia
il 18-06-2009 alle 13:08
grazie! Ora ho capito, un po’ come Wassenaar, ma senza spiaggia e con le colline. Anch’io sceglierò un posto di mare non troppo distante da Roma