Di elezioni, di topi e di spazzatura     15-06-2009  

Questa storia dei risultati delle votazioni degli italiani all’estero l’ho presa a cuore quasi come presi a cuore la rimozione del topo morto incastrato in una finestra che dava sul marciapiede di una strada di Roma.  E mi ricorda anche la lotta che condussi nel paese di O., dove ho abitato fino al 2006, contro gli ignoti che buttavano la spazzatura nel mio secchio. Solo in questo caso riuscii a risolvere la questione, ma in fondo fu facile: dipendeva esclusivamente da me e dalle mie capacità investigative e dunque si trattava di fare diventare noti gli ignoti, di controllare chi entrasse e uscisse dalla casetta dove venivano tenuti i secchi, e risolvere la faccenda era importante dato che qui in Olanda la spazzatura viene raccolta  una volta la settimana. Così scoprii che a buttare roba erano per lo più i dipendenti di un  elegante negozio di vestiti. Furono scritte due lettere per farli smettere, e per un po’ smisero, poi ricominciarono. Alla fine la risolsi così: un giorno andai nel loro negozio moquettato e gli rovesciai un sacco nero pieno di avanzi di panini, bottigliette di latte al cioccolato, cicche di sigarette, buste stropicciate con i nomi dei loro prestigiosi vestiti.  Spalancarono i loro occhioni blu, non replicarono e il surplus di spazzatura che non riuscivano a smaltire lo dirottarono altrove.
Nella faccenda delle elezioni e del topo invece erano in gioco altre persone e l’esito è stato disastroso, cioè nullo e non mi ha fatto sentire meglio, come ha cercato di consolarmi qualcuno: l’importante è partecipare, fare, cercare di non arrendersi, eccetera. Posso capire (ma fino a un certo punto) che alle redazioni di quotidiani e di trasmissioni televisive arrivino centinaia di lettere di segnalazioni, capisco molto meno l’indifferenza o il disgusto – disgusto  della situazione politica del nostro Paese – di alcuni intellettuali cosiddetti di sinistra che ho contattato attraverso facebook.
Comunque quando a luglio sarò a Roma, ho intenzione di presentare un esposto alla magistratura di ciò che non  ha interessato quasi* nessuno, a eccezione di qualche blogger che l’ha ripresa e segnalata.

Categorie: Contro il potere che

[ 8 commento(i) ]

8 Responses to “Di elezioni, di topi e di spazzatura”

  1. Giorgia dice:

    E’ una vera schifezza, era ovvio che ci sarebbe stata la vendetta contro gli italiani all’estero, no? Fai bene a fare l’esposto, se posso aiutarti fammi sapere.

  2. Alessandra dice:

    già si erano organizzati ad aprile 2008: “A Castelnuovo di Porto, sono state aperte sacche, secondo
    quanto denunciato dall’AISA, la lista dell’Associazionismo, che
    contenevano centinaia di schede col nome del candidato vincente,
    scritte tutte con la stessa calligrafia. Altri, come la candidata
    del Pd Maria Rosa Arona, hanno denunciato la presenza di schede
    apparentemente diverse da quelle ufficiali. Ci sono poi le voci,
    che circolano incontrollate, anche se nessuno si assume la responsabilità di una denuncia formale, su presunte compravendite
    di pacchi di schede, di sacche bruciate (forse per questo il fumo!)
    e sostituite, di schede offerte a sei euro o a venti pesos l’una, di
    promesse di assegno sociale in Italia, con viaggio incluso, in cambio
    di un voto. A girare nella collettività, sembra che tutti sappiano,
    ma poi quando si chiedono precisazioni, non si trova la gente
    disposta a parlare.
    In definitiva, c’è qualcosa di più di una sensazione sul fatto che
    qualcosa è successo (anche perché persino candidati della lista del
    PdL si dicono molto sorpresi dei risultati), ma sembra evidente che
    i risultati non cambieranno. “

    da qui
    Meglio sarebbe che si votasse per posta elettronica, certo il rischio dei brogli ci sarebbe lo stesso, ma almeno si risparmierebbero un bel mucchio di soldi.
    Per dire, ieri ho imbucato la busta del referendum, francobolli a carico del consolato.

  3. giuseppe dice:

    concordo 100%
    vivo a bruxelles ma non voto, quindi la cosa non mi brucia
    il tuo blog e’ carino (ho vissuto in olanda 1 anno)

  4. Alessandra dice:

    Giuseppe: mi togli una curiosità? Ma come sono i dintorni di Bruxelles? Alcuni me li descrivono come il posto dove sognano di vivere quando si concluderà la loro vita di expat. Qualcuno come un luogo noiosissimo.

  5. Vera dice:

    ci pensi sempre … Bruxelles per la pensione ? ;-)

  6. Alessandra dice:

    macché. E’ che voglio capire il perché di tutti questi pareri opposti.

  7. giuseppe dice:

    eheh, good question. ebbene si’ ci sono posti come Overijse e Genval, appena fuori Bruxelles, ma anche le periferie residenziali come Woluwe e Uccle, che direi non hanno nulla di speciale se non la cura che gli viene dedicata: deliziosi allineamenti di casette linde, giardini ipercurati, collinette silenziose, piste ciclabili, niente traffico, parchi verdissimi con laghetti e percorsi per gli amanti del cavallo, bla bla bla…
    a dire la verita’, preferisco l’equivalente olandese fra Zandvoort e Haarlem, almeno c’e’ il mare a due passi.
    e in ogni caso, per la mia pensione (ehm, parliamo del 2045) non chiedo molto: un posto di mare in Puglia ;-)

  8. Alessandra dice:

    grazie! Ora ho capito, un po’ come Wassenaar, ma senza spiaggia e con le colline. Anch’io sceglierò un posto di mare non troppo distante da Roma :-)

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