Quando era bambino il Signor Uh sognava di diventare un funambolo. Siccome era grassoccio, e faticava persino a toccarsi i piedi senza piegare le gambe, decise che avrebbe imparato a camminare sulla corda. Si esercitava tutti i pomeriggi quando tornava da scuola, suo nonno tendeva una corda sul terrazzo e il Signor Uh bambino passo dopo passo la percorreva tutta. Era una corda grossa, di quelle che si usano per legare le barche nei porti, un po’ sfilacciata alle estremità.
Accadeva però questo: se la corda era a dieci, quindici centimetri dal pavimento, il Signor Uh bambino faceva il tragitto senza inciampi, ma se il nonno la legava a un’altezza maggiore gli tremavano le gambe, gli scompariva la saliva, gli sudavano le dita delle mani e dei piedi e doveva scendere.
Tutto dipende dal fatto che questo bambino sta crescendo senza padre! Commentava sua madre, scuotendo la testa. Non ce la farà mai.
Il nonno si arrabbiava e lo portava allora a esercitarsi giù in cortile. Ma qui i percorsi non andavano meglio, anzi: non riusciva a mantenere l’equilibrio nemmeno quando la corda era a un paio di centimetri da terra. Solo una volta riuscì, ed era sospesa a un’altezza di un metro!
Quel giorno c’era un’aria bianca senza vento, una temperatura di trentacinque gradi, il canto sincopato delle cicale e le persiane dei palazzi chiuse.
Il Signor Uh pensa ancora oggi che con questa combinazione lui potrebbe camminare senza incertezze ovunque.
Categorie: Appunti sul Signor Uh
[ 2 commento(i) ]
il 09-06-2009 alle 17:49
bellissimo !
il 09-06-2009 alle 22:40
grazie! Se mai mi venisse la voglia di rileggere quello che ho scritto precedentemente, sai le contraddizioni che trovo