Un pomeriggio d’inverno camminavo con mia nipote in una strada del centro di Roma quando mi accorgo che la sua faccia cambia colore: da bianco rosato diventa rosa intenso, rosso moderato, rosso acceso. Punto lo sguardo dove è puntato il suo e riconosco Silvio Muccino in compagnia di una ragazza. Una ragazza carina ma non appariscente, non una di quelle che ti volti a guardare per la strada, come lui insomma, se non fosse noto a quelli che hanno visto i suoi film.
Con questa ragazza qui, Muccino chiacchierava a scatti, come se la conoscesse da un po’, ma non profondamente. Mentre parlava aveva quell’aria sperduta, un po’ imbranata di certi suoi film, da sfigatello, insomma, di quello che quando approccia una ragazza gli va al novanta per cento male. Quel pomeriggio però la ragazza ha fatto una risata, come se lui avesse detto qualcosa di molto spiritoso, invece spiritoso non lo era affatto, era una battuta un po’ scema, proprio identica a una di quelle che fa nei suoi film, e dopo lui ha accentuato l’espressione di quello che pensa: tra un po’ ci provo, chissà se ce la faccio, ma gli è venuta troppo intensa, meno realistica rispetto a quella dei suoi film.
Poi si sono espansi i giapponesi che avevamo intorno, si preparavano a scattare delle foto, ma non di Muccino, di loro, e Muccino e la sua amica, per schivarli, hanno accelerato il passo, noi invece l’abbiamo rallentato, e l’ultima cosa che ho sentito è stata un’altra risata della ragazza e ho pensato che era sicuro che ce l’avrebbe fatta, e che anche lui era sicuro, e che ‘sto fatto di essere un po’ famosi, uno lo immagina che è anche una trappola, una specie di vestito che a volte può stringerti addosso, però verificarlo dal vivo è tutta un’altra storia.
Categorie: Con quella faccia un po così
[ 4 commento(i) ]
il 13-05-2009 alle 14:11
il 13-05-2009 alle 19:30
il 14-05-2009 alle 18:40
Io Silvio me lo ricordo pupo a Sperlonga (io ero in campeggio con suo fratello Gabriele e altre persone). Mi pare che sia una di quelle persone a cui il successo fa decisamente male, visto che ha rotto con il fratello (senza il quale avrebbe continuato ad essere un ragazzetto sfigato e basta) e la famiglia. Gabriele invece secondo me è un bravissimo regista, e gli ha fatto bene starsene negli Stati Uniti per un po’, a disintossicarsi dal successo continuando a fare il suo lavoro con la passione di sempre, senza però dover fare “il regista dei trentenni” e rispondere balbettando a ogni genere di questione sulla quale veniva interpellato.
il 15-05-2009 alle 10:21
Di Gabriele Muccino mi ricordo un’intervista fatta da una giornalista. A un certo punto lei gli dice qualcosa tipo: ah, con il tuo lavoro chissà le donne che avrai intorno. E lui risponde: io? per niente, mio fratello piuttosto. Io niente.
E lei: ma com’è possibile? Tu sei decisamente migliore di lui (non con queste parole, ma con il tono che sottintendeva questo).
Lui: ma no
Lei: ma sì (non proprio così, ma dava l’idea che fosse così)
Poi l’intervista è finita, peccato