Venti per cento d’olanda (quindici di natura e cinque di parole), trenta per cento d’america (usi, costumi, feste della  scuola) , cinquanta d’italia, così sono fatta io. Ma questa composizione muta con le stagioni. A luglio divento per 90 italia e per 10 paesaggio d’olanda.
Certe volte mi sento un po’ confusa per questa ripartizione, altre mi sembra di vivere in una bolla, anche il paese di W. dove abito, per esempio, non ha nulla a che vedere con gli altri  paesi qui intorno. Oppure mi sembra di vedere tutto dall’alto, di comprendere meglio, ma poi capovolgo la prospettiva e mi dico: ma in fondo io non faccio parte né di quelli, né di questi, e allora m’immalinconisco un po’. Poi siccome la malinconia è un sentimento che non è statico, per lo meno per come la provo io, seguono immagini, ragionamenti contorti o surreali, insomma mi distraggo e mi dimentico. In questi giorni però, con gli esami di Davide, il 30 per cento d’america è un trend in crescita. Sempre, quando ho a che fare con gli americani, mi stupisco per la loro organizzazione.
Le attività e le feste per il diploma sono innumerevoli, e cominciano già da un anno prima. Per quest’ultimo mese è stato redatto addirittura un calendario, che prima o poi dovrò stampare, anche se credo di aver memorizzato tutto. Vedrò, durante una di queste feste, case che voi umani non potreste immaginare… E invece non è vero. Si possono immaginare benissimo le superville. Dopo il primo attimo di stupore, sembrano tutte uguali: sono la versione chic delle nostre case ikeizzate.
Oltre alle feste, e alla loro pianificazione, c’è un gruppo che si riunisce per parlare della sindrome del nido vuoto. E qui l’argomento mi tocca di più, anche se non frequento il gruppo perché immagino le strategie che verranno proposte per fronteggiarla. Preferisco fare da me. Intanto penso che io al posto suo, di mio figlio intendo, sarei partita volentieri. Poi leggiucchio qui e là sulla rete e certe volte davanti a certi termini rido. Se rido, mi dimentico. E apprendo che esistono i figli boomerang, per esempio.
Qualcosa mi dice che non sarà il mio.

Categorie: Questioni di famiglia

[ 1 commento(i) ]

One Response to “Tutti insieme sulla spiaggia la sera del diploma”

  1. M. dice:

    andra’ tutto bene

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