Nella scuola si amministrano senza gioia materie di gioia; ma ciò che rende felice il matematico non è ciò che affascina il letterato. Questa gioia offerta indiscriminatamente, secondo rigide scadenze di orario, è una gioia sciupata e amara; e, se non tutti a scuola impariamo ad amare qualcosa, tutti impariamo a detestarne qualcuna.
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Dunque la scuola è un inutile luogo di perdizione intellettuale, e ha ragione Pinocchio che vuole nella sua vita, farfalle ed uccellini di nido? Che Pinocchio abbia ragione, lo sentiamo nelle nostre viscere; ma vivere non significa avere ragione; significa aver torto. Se la scuola delude, se la scuola copre di noia discorsi densi di inesauribile letizia dell’anima, forse questo è appunto il suo compito: avviare il giovinetto incauto e ruvidamente allegro alla delusione dell’esistere. Tutti gli errori che si accumulano nella scuola formano, quasi per caso, una grande e difficile esperienza, un percorso obbligato, un labirinto nel quale si entra drammaticamente intensi come solo un fanciullo può essere, per uscire oscuramente offesi, pronti alle ulteriori offese degli anni a venire.
da Improvvisi per macchina da scrivere, Giorgio Manganelli
Categorie: Libri
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