Al parcheggio del supermercato ancora quella vecchia signora con i capelli cotonati e il vestito con l’orlo scucito, il carrello a cui si appoggia per camminare, e i suoi due cani. Uno di taglia piccola e l’altro di taglia media, entrambi con il pelo arruffato. Credo che passi un mucchio del suo tempo qui, questa vecchia la mattina, perché la incontro alle 8 ma anche alle 9. Si posiziona davanti a un cassonetto e ne esamina scrupolosamente il contenuto. Oggi studia una scatola d’imballaggio di un computer.
Come al solito penso che mi ricorda qualcuno e come al solito penso che prima o poi me lo ricorderò.
Quando torno quindici minuti più tardi è ancora lì, a ridurre in strisce la scatola, e ho l’illuminazione: non è lei che mi ricorda qualcuno ma è l’espressione dei suoi cani, fiduciosa e allo stesso tempo consapevole dello stato mentale della loro padrona, a farmi venire in mente qualcosa accaduto tanto tempo fa. Era una notte d’inverno, era tardi, e dovevamo tornare a casa dopo una cena a casa dei miei parenti, c’erano i miei nonni con la loro macchina e c’eravamo noi. E mio nonno aveva dormito un paio d’ore sul divano e quando arrivò il momento di andar via, stava in piedi ma sembrava che dormisse ancora. Mia madre e i parenti confabularono un po’ e alla fine mia madre disse: venite con noi e la tua macchina stasera la lasci qui! La verrai a prendere domani, con calma.
Ma come!, disse lui, io che ho guidato i camion degli americani e gli autobus e non ho mai avuto un incidente! Seguì una lunga discussione e a un certo punto io feci caso a mia nonna che aspettava davanti alla vecchia 600.
Non la guiderà stasera, le dissi.
Io lo aspetto qui, se decide di guidarla io salgo con lui.

Ma non hai paura? Pare addormentato!
Mia nonna non rispose e io rimasi a fissarla a lungo, sbalordita  e affascinata della sua non paura. E aveva proprio quell’espressione lì, dei cani al parcheggio del supermercato.

Categorie: Con quella faccia un po così

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