Forse dovrei vivere a Madrid     21-01-2009  

Ieri pomeriggio dopo aver guardato alcuni gruppetti di americani guardare la tivù nella caffetteria della scuola,  mi incamminavo verso il viale di uscita dove venivo fermata da una persona che mi diceva: sei Alessandra? Ti conosco, cioè sono amica di una persona che ti conosce.
Poi questa persona mi raccontava qualcosa e a un certo punto mi diceva che stava seguendo un corso di olandese avanzato.
Io non ho mai seguito corsi, rispondevo io.
Io sono costretta,  continuava lei e mi spiegava perché.
Tornando a casa contavo le parole di olandesi che so e mi accorgevo che non superano una decina. Pensavo anche che per la prima volta sabato scorso, a un concerto, mi sarebbe piaciuto capire cosa stesse dicendo quello che presentava il gruppo. Battute, dato che il pubblico rideva. Pensavo ancora che se le avessi capite quelle parole non avrei riso, perché è rarissimo che io rida per delle battute programmate.
Poi stamattina parlavo in spagnolo con un’altra persona, be’ metà spagnolo e  metà italiano, e provavo a contare le parole spagnole che conosco e non finivo mai di contarle,  e dopo ancora mi fermavo a salutare due olandesi  e mi parlavano in inglese e mi ripetevano anche le stesse frasi in olandese, e io dicevo: ho capito! Ma quando tornavo a casa avevo già dimenticato gli incastri delle lettere e i relativi suoni.

Categorie: Pensierini

[ 5 commento(i) ]

5 Responses to “Forse dovrei vivere a Madrid”

  1. Vera dice:

    l’olandese è una lingua un pò troppo dura, eppure H.Hasse e Noteboom sembrano così “soffici” tradotti …come sarà leggerli in olandese ?
    hai ancora i vicini radio madrid ? erano divertenti quelle tue storie

  2. Alessandra dice:

    Ah, non lo chiedere a me ;-)

    No, I radio madrid sono andati via, al loro posto c’è un’americana, ma l’anno prossimo riparte pure lei.

  3. OrsALè dice:

    :D …non è un disturbo della serie “non apparterrò MAI a questi luoghi”? ; )

    Orsalè

  4. Alessandra dice:

    eh, mi sa di sì.
    Il fatto è che rientra in un disturbo più generico “non apparterrò più a nessun luogo” di cui mi sto scoprendo affetta o afflitta(?) da un po’ di tempo in qua. Anche per questo m’interessava guardare gli americani che guardavano Obama in tivù.

  5. Vera dice:

    neanche a roma ? credo che un romano non lo smetta mai di esserlo ;;;

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