Oggi 12 gennaio ho terminato la prima stesura del romanzo e comincio a buttare giù una scaletta e degli appunti.
Insomma sto facendo ora quello che dovrebbe essere fatto all’inizio come suggeriscono i manuali di scrittura (che a volte sfoglio in libreria) e alcuni scrittori.
E’ impossibile per me seguire questo procedimento dal momento che i miei romanzi e i miei racconti iniziano da un personaggio, anzi dal viso di un personaggio, che si porta dietro man mano che la storia viene scritta fatti e altri personaggi. Non posso saperlo prima. E occorre tempo perché io possa immaginarli e incastrarli insieme.
E’ un po’ come mi succedeva alle elementari e alle medie con i problemi di matematica: trovavo prima il risultato e solo dopo ragionavo sui passaggi. Al liceo invece era più dura e adottavo un’altra strategia. Pensavo ai teoremi che avevo studiato fino a isolare quello che mi sembrava più adatto. Non si può certo chiamarlo ragionamento il mio modo di risolvere, ma come diceva mia nonna: non si cava sangue dalle rape.
Categorie: La scelta, dello scrivere
[ 5 commento(i) ]
il 12-01-2009 alle 16:20
Ognuno dovrebbe scrivere come gli viene meglio.
Quindi i vari manuali vanno letti e poi… usare la parte utile!
Però è solo l’opinione di una che non scrive, ma legge solo!
(Sara mica scrivere il mio pestare un po’ i tasti a casaccio? No infatti!)
Buon… proseguimento di scaletta!
Ogni tanto passo… lurkerizzo alla grande!
il 12-01-2009 alle 22:54
Grazie Rabb-it! faccio la scaletta ma anche molto scale;-)
il 13-01-2009 alle 11:24
io uso le scalette e gli appunti, ma più che altro per organizzare il materiale magmatico che mi si accumula nel cervello a partire da un personaggio, e che non comincio a mettere su carta finché non ho ben chiaro perlomeno chi è quest* e cosa fa. poi magari comincio a scrivere e il personaggio prende una strada tutta sua, ma dato che le idee e i nessi mi vengono in mente nei momenti e nei luoghi più impensati, non posso prescindere dal mio taccuino degli appunti.
ancora, uso una scaletta per stabilire il succedersi degli avvenimenti in uno snodo particolarmente complicato. e poi magari non la seguo
posso considerarmi una soluzione di compromesso?
il 13-01-2009 alle 12:23
diciamo che fai una partenza da manuale, prosegui in modo caotico, ti riagganci alla scaletta. Be’, certo che è una soluzione di compromesso
Io però ho una convinzione: che se mi vengono in mente idee e nessi quando non posso scriverli, se me li ricordo significa che c’è una certa possibilità che funzioneranno, se li dimentico vuol dire che erano sballati. Per lo meno ogni volta che li ho trascritti, non me li ricordavo prima di aprire il quaderno, e poi non li ho usati.
Il fatto è che nel modo di costruire le storie non ci sono regole, ognuno può fare come gli pare, ognuno è dio.
il 14-01-2009 alle 0:04
ed è questo il bello dello scrivere