Buon 2010 a tutti!
Categorie: Pare che sia andata
[ 0 commento(i) ]
Non conoscevo Antonio Ferrigno di persona, però lui mi scrisse per un po’ dopo essere capitato sul blog. Da come scriveva pareva un tipo molto tranquillo, con ottime capacità deduttive. Mi ricordo che rimasi talmente sorpresa per le cose che era riuscito a indovinare su di me che andai a cercare notizie su di lui in rete, trovai qualche suo articolo che aveva a che fare con la teoria della relatività, se non ricordo male, e una foto.
Mi dispiace molto che gli sia capitato quello che gli è capitato.
Categorie: Roba d'Olanda
[ 0 commento(i) ]
A quanto pare la neve non voleva lasciarmi andare e il mio viaggio per Roma è durato quasi ventiquattro ore.
Però la Transavia si è comportata meglio di una Ryanair (che dopo aver soppresso i voli si è limitata a rimborsare il costo del biglietto senza alternative) perché quando dopo sei ore di ritardo ha deciso che non si volava più, ha organizzato dei pullman e ci ha portato in un albergone con dei letti bianchissimi e bellissimi nella periferia di Rotterdam e ci ha fatto partire il giorno dopo. Oddio, il tutto è stato molto faticoso perché gli olandesi quando sbattono contro un imprevisto si comportano un po’ come le formiche che trovano un corpo estraneo nel formicaio. (Fan dell’Olanda: non vi arrabbiate per questa similitudine. Prima di tutto è vera e poi è Natale).
Se ci ho messo un po’ per arrivare, per recuperare ho impiegato molto, molto di più e oggi ero quasi normale quando sono andata a Piazza del Popolo per il sit-in di Libera Rete in Libero Stato. A quanto pare Maroni ha ammorbidito le sue posizioni, ma intanto ha avuto un colloquio con il responsabile europeo di Facebook.
E che si saranno detti?
Maroni: sono preoccupato, preoccupatissimo. Questa rete non mi piace, non mi piace affatto.
Responsabile europeo FB: ma guarda che Facebook è un ottimo strumento di controllo!
Maroni: Ma come? E i gruppi contro Berlusconi?
Responsabile europeo FB: Ora ti spiego come funziona. Si parte da questo principio: fa delle domande alle persone presentandole come un gioco, stuzzica un po’ il loro ego e ti diranno tutto e anche di più…
Maroni: uhm…
Categorie: Fatti italiani
[ 2 commento(i) ]
Stamattina un olandese mi ha domandato: “sei triste per Berlusconi?”
Triste a me? Per Berlusconi?
“No comment” gli ho risposto.
Lui si è messo a ridere, poi è tornato serio.
“Tutti gli italiani sono tristi per Berlusconi.” Ha detto.
“Non tutti, molti.”
“Molti è come tutti.”
E questa considerazione mi ha inebetita e sono stata lì a fissare la neve e a farci scricchiolare sopra le scarpe.
“Tutti parleranno di quello che è accaduto per un bel po’ di tempo. E questo è male.”
Poi ha finito di ripulire il parabrezza dalla neve ed è partito.
E sarei rimasta a far scricchiolare le scarpe all’infinito, se la cana non mi avesse portato via.
Categorie: Chiacchiere
[ 1 commento(i) ]
La prima
Sono passati più o meno sei anni da quando ho aperto il blog e non ho mai avuto problemi con i commenti, a parte un fan di Radio Maria che di notte si ubriacava e veniva a lanciarmi i suoi anatemi e a qualche incursione offensiva da parte di quelli convinti di vivere nel Paese di Bengodi che, secondo loro, sarebbe l’Olanda.
Da un paio di mesi in qua la situazione è cambiata e sono cominciati ad arrivare commenti di stampo fascista.
Vabbè, nessuno stupore per questo. Ciò che mi stupisce è che questi esseri, che non c’hanno una mazza da fare e, immagino, un fegato che scoppia, lasciano una traccia. Ma è una traccia sbagliata che conduce a qualcuno che non c’entra affatto. Usano nick altrui, e/o pezzi di post altrui che poi stravolgono in negativo. In questo modo insultano da una parte e incolpano dall’altra. Oppure non hanno fantasia per trovarsi un nick o scrivere un commento da soli e così copiano.
Così, per un po’ ho deciso di mettere i commenti in moderazione.
La seconda
Mi sono andata a guardare le previsioni del tempo e ho visto che da sabato comincerà a nevicare. E io domenica parto per Roma. Questo non doveva succedere, ecco.
Categorie: Pensierini
[ 4 commento(i) ]
Ieri in rete ho letto un paio di articoli e innumerevoli commenti che mi hanno dato il voltastomaco. Il capo che sale sul predellino senza paura, il suo sguardo sperduto o stupito, la folla e il sangue, il corpo e il sangue, la sindone e la pietà.
Belle penne, grandi sensibilità. Ma la letteratura non è un piatto che va consumato freddo?
Intanto hackers pro-Berlusconi s’introducevano su Facebook, il Consiglio dei Ministri si prepara a scendere in campo. Loro consumano a due temperature, una contrassegnata con il puntino rosso, l’altra con quello blu. E faranno in fretta, ché tra un po’ è Natale.
Categorie: Contro il potere che
[ 0 commento(i) ]
Davvero ci si può indignare o stupire per dei gruppi nati su facebook in appoggio a Massimo Tartaglia? Da quando la base dovrebbe essere migliore di chi la rappresenta?
Agli indignati e agli stupiti ricordo che poco prima che fosse colpito il capo del governo aveva parlato in questi termini.
E però io credo che esistano tante persone così e spero che la base, alla lunga, si dimostri migliore.
Un pensiero per i genitori di Massimo Tartaglia, per i medici che l’avevano in cura, per lui che non sa quello che ha fatto.
Categorie: Contro il potere che
[ 0 commento(i) ]
Non ho mai scritto storie ispirandomi a persone a me vicine. Su persone lontane, sì. Anche se dopo che é avvenuto il processo di trasformazione da persona a personaggio, quest’ultimo conserva poche caratterische dell’originale. Tant’è che se io andassi a rivelare al tipo/alla tipa: quello/quella sei tu, mi risponderebbe: “ma questo non sono io!”
Le persone si preoccupano se scrivi su di loro. A me invece piacerebbe che qualcuno scrivesse un racconto su di me. Pure se mi presentasse come un personaggio negativo, anzi diciamo che mi piacerebbe solo in questo caso. Ma forse non mi preoccuperebbe perché conosco i meccanismi che portano alla nascita di un personaggio.
Una sola volta ho scritto di qualcuno a me vicino. Il soggetto che m’ispirò era mia figlio Lo, allora undicenne, e ne venne fuori un racconto (Il ventiquattresimo uovo che poi fu pubblicato su una rivista, che ora non c’è più, il Maltese Narrazioni). Riuscii a portarlo sulla carta forse perchè aveva undici anni. Che è una bella età, a vederla da fuori. Sei un po’ bambino e un po’ adolescente. Sei un po’ ingenuo e un po’ scaltro. Potenzialmente potresti diventare un mucchio di cose. Naturalmente quando lesse il racconto mi disse: “ma questo non sono io!”
Nel romanzo che sto rivedendo il personaggio principale è ricavato da una persona che ho conosciuto da lontano e ci sono alcuni dei personaggi minori ispirati a persone che ho conosciuto da lontano e superficialmente molto tempo fa. Una di queste persone non l’ho mai incontrata. Mi è stata raccontata. Chissà come se la passa in questo momento.
Categorie: dello scrivere
[ 4 commento(i) ]
Da un po’ ho preso l’abitudine di fare la macedonia e così ieri, al Super, stavo per prendere le fragole, quando la mia mano si è fermata a cinque centimetri dalla confezione di plastica.
“250 grammi di fragole: due euro e cinquanta!” Mi sono detta.
“E poi bisogna buttarne sempre almeno un paio.”
“Già!”
Così ho deciso di non comprarle.
“La macedonia d’inverno si fa con la frutta d’inverno” ho osservato, compiaciuta della decisione e pure dell’osservazione.
Mentre proseguivo il giro, fissavo le banane verdi, i mandarini mosci nel carrello.
“Questa macedonia non avrà sapore.”
“Comunque indietro non ci torno!
“Ma che la faccio a fare?”mi sono domandata dopo un po’.
E mi sono risposta: “oltre a costare parecchio, quelle fragole erano più bianche che rosse e questo significa che erano insapori, perciò è solo una questione psicologica, legata al colore.
“Però un po’ di rosso ci sta bene nella macedonia”.
E qui mi sono data ragione, anche se mi sono ripetuta: “indietro non ci torno!”
Stavo per arrivare alla cassa, quando davanti al reparto dei surgelati ho avuto la folgorazione: le compro surgelate!
E ho scoperto che l’Albert (il diminuitivo del Super da cui vado) surgela le fragole. C’era una scatolina a 99 centesimi per duecento grammi. L’ho presa subito, con lo sguardo furbo di chi fa l’affare.
“Senza contare che saranno state raccolte quando era il loro tempo e quindi avranno un sapore!”
“Giusto”.
Così, ormai soddisfatta, ho smesso di dialogare con me stessa e sono tornata a casa. A casa ho versato le fragole nello scolapasta. Erano una dozzina, credo. Molto rosse.
“Nei duecento grammi a99 centesimi c’era compreso pure il ghiaccio.”
“Però non ce ne è nemmeno una marcia”.
Dopo un paio d’ore ne ho assaggiata una. E mi sono ricordata di un discorso che faceva una tipa italiana, durante una cena, domenica sera. Il discorso era questo: “Io quando vengo qui a trovare mio marito non mangio mai la carne. Perché nella carne per ricavarci di più ci mettono di tutto. Nei petti di pollo, per esempio. Ho letto un articolo che diceva che nel pollo ci iniettano un mucchio di roba, persino gli scarti del maiale”.
E io, quando la tipa faceva questo discorso, avevo ripensato a quel grasso che esce dalla carne dell’Albert che compro quando ho finito la scorta di quella presa da Ven.
Poi assaggiavo la seconda fragola.
“Sa troppo di fragola.” Mi dicevo.
“Sì, troppo.”
“Pare di mangiare una fragola di una volta ma molto più saporita.”
“Quando qualcosa sembra troppo quello che dovrebbe essere, allora è falsa”
“Ho sognato una pecora elettrica!”
“Ma che c’entra con le fragole?”
“C’entra eccome!”
Categorie: Chiacchiere, Roba d'Olanda
[ 2 commento(i) ]
Oggi al Dam, dove alle 15 eravamo circa duecento e un’ora dopo più del doppio.
 
foto scattate da Fabio Caramelli
Altre foto qui e qui
Categorie: Contro il potere che
[ 2 commento(i) ]
|