Lunedì nel giardino che c’è al centro della piazza avevano disteso un telo di plastica azzurro, martedì avevano montato delle assi e due casette di legno.
Mi sa che ci fanno una pista di pattinaggio, ho detto a Lo mentre passavamo di lì.
Che state facendo? ho domandato a uno che sembrava il capo.
Lo saprai il giorno di Natale!
Che fate? ho chiesto a uno magrolino, con la pelle olivastra.
Non lo possiamo dire.
Che cosa state costruendo? ho detto a un altro con lo stesso colore di pelle ma con una corporatura più robusta.
Segreto!
Il quarto l’ho selezionato guardando attentamente quelli che battevano i chiodi, trasportavano paletti di metallo e altri oggetti di cui ignoro i nomi. E mi sono rivolta a quello che mi sembrava che avesse la faccia da mezzocapo.
Che cosa sarà questo?
Una pista di pattinaggio sul ghiaccio. Mi ha risposto accendendosi una sigaretta.
Ma il 25 il ghiaccio non si era ancora indurito e il giorno dopo pioveva e ieri pomeriggio sul tardi la pioggia era cessata, ma il ghiaccio era pieno di crepe, di tagli, sembrava una ragnatela, e gruppetti di ragazzi stavano appoggiati alle transenne a guardare e il capo e il mezzocapo erano sulla pista con un martello con il manico lungo a dare dei colpetti alla superficie e a scuotere la testa, desolati.
Finalmente oggi la pista era solida e tutti stavano lì, a pattinare, a schiantarsi, a ridere e a urlare, ognuno secondo le proprie modalità.
Peccato, proprio oggi che non c’era Lo. Mi sono diretta al recinto dell’area cani, ho aperto il cancelletto, ho sganciato il guinzaglio alla cana e le ho sussurrato: corri! E lei ha spiccato la corsa, velocissima, come fa sempre. Poi si è schiantata sulla terra, proprio vicino a una pozzanghera. E dopo pochi istanti ho visto una fiammella attraversare l’aria e cadere nell’acqua.
Oh no, il cane, no, è pericolosooo. Ha urlato una voce finto preoccupata.
Imbecilli! Veramente ho usato un’ espressione più colorita di questa.
Poi ne è partita un’altra e un’altra. Per fortuna le miccette cadevano nelle pozzanghere o lontano da lei che si era messa a correre non più a cerchio come fa di solito, ma cambiando direzione di continuo. L’ho richiamata ed è venuta subito, le ho agganciato il guinzaglio, sono corsa al cancelletto, volevo guardarli in faccia, questi tipi con sciarpe e berrettini di lana, ma purtroppo sono fuggiti giù per le scale della metro.
Categorie: Fatti italiani
[ 5 commento(i) ]
il 29-12-2008 alle 10:44
mi aspettavo una fantastica descrizione gastronomica …
e buon 2009 !
il 29-12-2008 alle 23:16
no, per carità
chissà i bagni che starai facendo!
un bellissimo 2009 anche per te! Sarà l’anno dello spostamento, giusto?
il 30-12-2008 alle 15:39
Oggi io e Lula siamo andate a pattinare sulla pista che hanno montato qui vicino. Sempre troppo piccola per i miei gusti, ma ci alleniamo per quelle serie dell’alto adige… A presto
il 31-12-2008 alle 11:41
a presto!
il 06-01-2009 alle 17:20