In quattro giorni ho visto     23-10-2008  

Mentre con l’aereo volavamo sopra le alpi, nella fila a fianco alla mia, un uomo ha sbarrato gli occhi, la pelle del suo viso si è fatta verdastra e pareva morto. La sua compagna ha provato a rianimarlo con la respirazione a bocca a bocca, ma era troppo agitata e si è dimenticata di tappargli il naso, poi gli hanno dato l’ossigeno e all’atterraggio è arrivato all’uscita con le sue gambe, anche perché la barella non ci passava nel corridoio e lui ha detto che ce la faceva anche da solo. Quando era morto sembrava avesse sessant’anni, quando si è alzato dal sedile ne aveva quaranta. Prima di andarsene si è girato e ha chiesto scusa, quando l’autoambulanza è partita, ci hanno dato il permesso di alzarci e qualcuno ha borbottato che s’intuiva che era una brava persona quel tipo lì, ma che la donna che stava con lui era una stronza e in effetti prima che l’uomo stesse male, lei si era fatta notare proprio per questa caratteristica. Un ragazzo ha commentato: agli stronzi non capita mai nulla. Io, invece, penso il contrario. Ché ho visto la faccia dell’uomo che sembrava morto, ma ho visto anche quella di lei che lo pensava morto, e alla fine non sono mica tanto sicura che lei stesse meglio di lui.

Un vecchio di ottantasette anni doveva uscire da un parcheggio con la sua auto, (un’auto che per descriverla ci vorrebbero almeno trenta righe, dalla fodera ghepardata, da cui non riuscivo a staccare gli occhi, agli oggettini che penzolavano dallo specchietto retrovisore) io ero in un’altra macchina che impediva un po’ l’uscita alla sua, allora gli ho detto: un attimo che vado avanti, e lui mi ha risposto che non ce ne era bisogno e mi ha raccontato la storia della sua vita attraverso le macchine che ha guidato in cinque minuti. Intanto faceva riscaldare il motore, un motore che faceva un fracasso infernale e poi è andato via con una sgommata che ancora non mi posso riprendere dalla sorpresa.

E poi sono andata in un giardino a Testaccio, mi era venuta la voglia di sedermi su una panchina come fanno i protagonisti di Prima che la storia finisca. Una pensata tra il romantico e il naif, lo so, ma non me ne importa nulla, e poi non credo (anche se quanto segue non mi salva) che se l’avessi avuto sempre a disposizione quel giardino di Testaccio e avessi scritto un romanzo con una scena ambientata lì, sarei andata a cercare la panchina. Comunque. Non faceva freddo come nella mia storia, però c’era il sole, anche se era un sole tiepido e inquietante, e a un certo punto proprio di fronte a me si è venuto a sedere un tipo magro, alto, nero che poteva anche essere Akan, ha slacciato uno zainetto e ha tirato fuori un confezione di tavernello rosso. Anche Akan avrebbe tirato fuori il tavernello al posto della coca cola se non avesse incontrato chi ha incontrato?

Alla fine mi sono stufata di fare la roma-naif e sono andata a vedermi un film e quando è finito il film sono andata alla toilette e alla toilette c’era una vecchia signora con collane e orecchini e anelli che tintinnava tutta che mi ha abbordato così: oggi c’abbiamo il problema delle razze! E mi si è incollata addosso fino alla fermata dell’autobus malgrado a tratti camminassi veloce. Diciamo che funzionava così: lei sputava fuori una fila di frasi che pareva di ascoltare Emilio Fede e io acceleravo il passo, poi stava zitta per un minuto, mi faceva pena e rallentavo, allora lei riprendeva fiato e continuava a rifilarmi perle televisive, e io di nuovo m’incazzavo e volevo seminarla.

Un ambasciatore e il suo autista. L’ambasciatore ha avuto la precedenza rispetto agli altri pazienti per un piccolo intervento , l’ho sentito con le mie orecchie: l’ambasciatore deve essere il primo, l’autista è rimasto ad aspettarlo in macchina. L’ambasciatore era vestito con maglietta e pantaloni molto sgualciti e aveva tra le mani un cappello con un bordo di pelliccia spelacchiata che piegava e spiegava di continuo, l’autista indossava un completo nero, ben stirato. Così mi sono detta – per spegnere l’irritazione che saliva -: ma allora non è solo in Olanda che gli ambasciatori vanno in giro coi vestiti stropicciati, allora è una caratteristica degli ambasciatori!

Ah, e poi vedo le amiche. E da ieri sono cominciate le visite mediche che sarebbe impossibile o complicato farmi lassù nell’efficiente Nord.

Categorie: Fatti italiani

[ 8 commento(i) ]

8 Responses to “In quattro giorni ho visto”

  1. rabb-it dice:

    Dovremmo spiegarlo meglio a chi pensa che dalle altre parti la sanità sia sempre meglio che da noi.

    Oddio pecche ce ne sono e belle grandi, ma se degli accertamenti clinici diventano così complicati che è meglio tornare in Italia per farli, forse forse non è che l’altrove sia sempre meglio.

    Scusa il papiro, e in bocca al lupo per tutto.

    (certo che un coniglio che dice in bocca al lupo al prossimo… :-D ok io seria mai)

  2. alessandra dice:

    i seri sono noiosi :-)

  3. rabb-it dice:

    Alessandra, mi scuso. l’ho fatto anche di la, ma passo anche qui.
    Non avrei dovuto tirare in ballo un tuo post dove era evidentemente fuori contesto, e lo sapevo visto che ho anche scritto che ero OT… me imbecille.

    Una cosa, non andartene per colpa delle mie dita veloci.
    Vado…le rocche mi aspettano.

    Rabb-it

  4. mayoral dice:

    ciao, passo con colpevole ritardo da queste parti e ti trovo sempre in ottima *forma*…purtroppo non riesco a capire se poi il romanzo è uscito o non ancora, e, se sì, mi fiondo in libreria…in bocca al lupo comunque.

  5. Alessandra dice:

    Rabb it: a me non devi nessuna scusa. E tutte queste scuse…mica hai insultato qualcuno, no? E poi se uno vuole proprio seguire l’etichetta blogheresca, è generalmente accettato l’o.t. quando si premette: scusa per l’.o.t. E se uno non rientra nella categoria del “generalmente” e si inalbera per l’o.t. può sempre moderare i commenti e approvare quelli che ritiene pertinenti.
    Personalmente a me gli o.t. piacciono. Quando ci sono li preferisco a una serie di commenti: oh quanto hai ragione. Chisseneimporta del tema. Mica siamo a scuola :-)

  6. Alessandra dice:

    Ciao Mayo! Un mesetto fa pensavo: oh ma Mayoral non passa più? :-)
    Il romanzo doveva uscire a giugno, poi per cause non dipendenti da me uscirà a gennaio, credo e spero :-) Te lo farò sapere!
    In bocca al lupo anche a te per tutto!

  7. rabb-it dice:

    Per sorridere sugli OT

    http://andracass.splinder.com/post/16894549/Il+Mago+di+OT

    ^_^

    Alla prossima.

  8. mayoral dice:

    Guarda, come sai, quando mi viene voglia di leggere qualcosa di scritto bene passo di qui…ma in questa società impostata sul corri, mordi e fuggi..il tempo per godere del bello è ridotto ai minimi termini…ora aspetto il nuovo libro certo di non restar deluso… Ciao ;-)

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