Quando avevo cinque anni mandai giù per sbaglio una pallina di metallo contenuta in un fischietto e mia nonna mi portò al ps insieme a un fischietto intero. I medici del ps spaccarono il fischietto intero, con mia grande tristezza, si passarono la pallina, e dissero che non era nulla, dato che l’avevo ingoiata senza problemi.
Ieri notte Lo, mentre mangiava dei biscotti, si è inghiottito un pezzo del filo di metallo dell’apparecchio. Il filo sarà stato lungo forse un centimetro, ma quanto era appuntito?
Naturalmente non ho pensato nemmeno per un momento di portarlo in ospedale, ché mi avrebbero riso in faccia, ho aspettato stamattina e tra le otto e le nove ho chiamato per un’ora il centro odontotecnico e la dentista. Sul centro non avevo grandi aspettative, ché anche se sono in un rapporto di due a uno con i pazienti più la segretaria rispondono al telefono a seconda dell’umore, del caffè più o meno bollente, del tempo.
Speravo nella dentista, però. Ha lavorato dieci anni in Italia, adora parlare italiano. Speravo che quando avrebbe riconosciuto la mia voce alla segreteria, la sollevasse quella accidenti di cornetta e mi parlasse per un paio di minuti.
E invece niente. Così ho chiamato un mio amico odontotecnico, in Italia, che mi ha risposto subito, ma non conoscendo l’apparecchio più di tanto non mi poteva dire. Finalmente verso le dieci hanno risposto pure loro, quelli del centro, e sono riuscita ad ottenere un appuntamento: “se era proprio urgente…” Certo che lo era: avrei voluto sapere qualcosa di più sullo spessore del metallo, la lunghezza del pezzo che aveva inghiottito, inoltre l’apparecchio non era più stabile.
Quando sono arrivata un’ora dopo, c’era solo una donna distesa sulla poltrona reclinabile e un odontotecnico, uno dei due capi sui quaranta, che lavorava sull’apparecchio della cliente e il computer, non fanno nessuna azione senza annotarla sul computer, e altri cinque odontotecniche, oltre i cinquanta, che si muovevano tra i computer, il bancone della segretaria, la stanza dove hanno gli attrezzi e gli apparecchi, l’altra sala con quattro poltrone reclinabili vuote, senza fare nulla.
Nella sala d’aspetto: nessuno, o meglio solo noi, Lo e io, a seguire il movimento dato che non ci sono pareti, ma muretti. Sembravano le formiche che portano i semi al formicaio: invece di andare dritte, si fermano, curvano, tornano indietro, impiegando un tempo quadruplo a causa di tutte quelle pause e incertezze. Certo, con questo metodo di lavoro le formiche e le odontotecniche non si stressano, a me invece vengono certi nervi…
Poi una di loro fa distendere Lo sulla poltrona, legge la scheda sul computer, dove la segretaria ha scritto il motivo della visita, e si mette ad armeggiare sulla bocca di Lo.
Scusi, dico.
Come se non avessi parlato.
Mi avvicino e insisto: scusi, ieri sera si è ingoiato un pezzo di filo metallico…
Non è niente.
Nemmeno si gira.
Ma non potrebbe fargli male dentro?
No.
E’ un robot, penso. Sotto i vestiti nasconde una cerniera e la sera quando si mette a riposo, si tira giù la lampo e si disfa della maschera da donna.
Dopo quando usciamo Lo mi dice: certo che sono tutte uguali.
Chi?
Le odontotecniche. Sembrano uscite da una fabbrica, ma da una quelle fabbriche che produce robe vecchie, che non comprerà mai nessuno.
Ah, così già va meglio.
Categorie: sanità dutch
[ 2 commento(i) ]
il 10-10-2008 alle 12:56
Ciao Alessandra
ma alla fine sono riusciti a risolvere il problema?
Io a volte ricevo i pazienti anche alla Domenica,se tutti lavorano come scrivi sicuramente sono poco professionali.
Hanno bisogno di un’Odontotecnico che pensi più al paziente che al computer,io ci sono,pronto per far vedere come si lavora,comunque anche da noi la maggior parte dei Dentisti lavora con i piedi,pensano solo al “DIO” soldo trascurando il lato umano del paziente,speriamo bene ciao.
il 10-10-2008 alle 14:12
Ciao Michele, l’apparecchio ce lo hanno fatto ricomprare, per fortuna che abbiamo l’assicurazione. Poi mi sono presa un pezzo di filo di quello che avevano tolto, che é pieghevole e quindi non dovrebbe essere pericoloso, credo. Oggi fabio vedeva la dentista e s’informava un po’
un saluto a Rita e alle tigelle!