Il bianco e il nero     29-09-2008  

Ho due vicini che sono l’uno l’opposto dell’altra e quando li incontro m’influenzano un poco l’umore.
Lei, la mia vicina di sinistra, occupa la casa di Paola-Paola da fine agosto, è americana, nata in California ma cresciuta a New York, bionda alta magra e carina, ha tre figli piccoli, maschi!, cambia Paese ogni due anni !, ride e sorride spesso, e se ti vede da lontano ti saluta sbracciandosi.
Venerdì un fattorino ha suonato il mio campanello e aveva tra le braccia un mazzo di fiori. Gigantesco. Ce ne erano di tutti i generi, eccetto i tulipani, e senza erbette riempitive. Erano per lei, per la mia vicina (e per chi altrimenti?).
Più tardi glieli ho portati.
Ah, sono i miei?
(E qui già mi veniva da ridere.)
Sì!
Ah, sarà un pensiero del mio fidanzato! i mariti mica li regalano dei mazzi così belli.
Non li regalano proprio! ho corretto io.
(E qui non mi veniva da ridere più).
Il tuo fidanzato, mamma? Ha domandato il figlio più piccolo.
Ma no, ma no, sarà la mia amica. Chi si prenderebbe tua madre? E poi Io l’amore già ce l’ho!
Mamma fa sempre gli scherzi, ha continuato il bambino e si è perduto in qualche ragionamento incomprensibile.
Poi lei ha aggiunto qualche altra sciocchezza, ed era divertente non tanto per il contenuto quanto per il modo in cui l’aveva detta, abbiamo riso ancora un po’, si è impicciata tentando di aprire il biglietto d’accompagnamento, un secondo figlio ha cominciato a tirarle la camicia con un ritornello lagnoso, una finestra ha sbattuto, il telefono ha squillato, povera me mi faccio pena!, ha strillacchiato con un tono con cui intendeva altro.

Il vicino di destra è austriaco, brizzolato, cammina con un passo né lento né veloce, non ha figli o se li ha studiano altrove, ma questa è la regola per gli expat di W., porta a spasso un cane che non è vecchio ma che si comporta come lo fosse. Quando c’incrociamo al parco, con i nostri cani, mette su un sorriso che sarebbe meglio non lo mettesse, e io quando lo vedo che fa quel sorriso lì, mi viene un disturbo dentro perché non ci sono parole per farglielo passare, per lo meno io non ce l’ho. Poco fa, avevo la cana sciolta e si era messa a saltargli intorno, a lui e al suo cane, alla fine sono riuscita a recuperarla, le ho agganciato il guinzaglio, gli ho detto: scusa, è ancora piccola e a volte non si contiene, e lui ha sollevato un braccio e le ha fatto una carezza leggera leggera, e ha composto un altro dei suoi tristissimi sorrisi, e io avrei voluto non esserci.
Forse si dovrebbero conoscere, lui e lei, ma hanno percorsi incompatibili.

Categorie: Roba d'Olanda

[ 1 commento(i) ]

One Response to “Il bianco e il nero”

  1. Vera dice:

    Mi piacciono queste tue cronache di vicinanza …

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