Il signor Uh     25-09-2008  

Il signor Uh è pallido, leggermente soprappeso. E’ appena stato dal barbiere e ha una testa liscia e profumata, ma questa sera soffia un vento freddo, a raffiche, e il signor Uh è a disagio.
Questo ventaccio, pensa il signor Uh, mi ruba il profumo e lo infila dentro le narici delle persone, per questo motivo mi guardano. Allora si allontana un po’ dalla fermata dell’autobus, sta aspettando il 43 che lo riporti a casa, e ricorda quando un groviglio di riccioli neri gli proteggeva la testa, gli riscaldava il collo e gli dava la sensazione di stare in compagnia.
Una volta eravamo tanti, ora sono rimasto solo. Meglio solo che male accompagnato, sillaba nel pensiero.
Il signor Uh ha la passione per i proverbi e le frasi che spiegano tutto. Ha un quaderno con la copertina rigida blu dove trascrive quelle che lo colpiscono e ogni notte, prima di addormentarsi, lo sfoglia e le ripete ad alta voce. Ogni anno ne riempie uno e nel ripiano dell’armadio nella camera da letto c’è una torre di nove quaderni. Sia quelli terminati che quelli nuovi hanno la stessa copertina e le pagine sono un poco ingiallite. Il signor Uh ne comprò due pacchi da dieci in un grande magazzino a un prezzo conveniente molto tempo fa, talmente tanto tempo fa che se ci ripensa gli pare un’altra vita.
Certe volte, il sabato pomeriggio, se non ha questioni importanti da risolvere, il signor Uh prende un quaderno nuovo, va in un quartiere vicino o lontano a quello dove vive e si fa il giro delle cartolerie.
Avete un quaderno come questo? Domanda al venditore.
Quando iniziò la ricerca, il signor Uh telefonava ai cartolai e chiedeva: avete un quaderno a righe sottili, praticamente invisibili, con la copertina blu notte e un’etichetta rettangolare sulla prima pagina? E quelli rispondevano: sì, l’abbiamo! E il signor Uh saliva sull’autobus, consultava la mappa, e raggiungeva il negozio. Ma sempre, sempre! rimaneva deluso, e s’irritava e discuteva con i cartolai.
Come si può fare questo lavoro se non si conoscono i nomi dei colori! diceva stizzito. Una volta uno di questi esseri abominevoli che frodano le persone, dopo aver cercato di convincerlo ad acquistare tre quaderni con la copertina blu notte ma con le righe troppo marcate e senza etichetta rettangolare sulla prima pagina, afferrò quello che il signor Uh aveva in mano e si mise a sfogliarlo e a leggerne le frasi.
Ah, ti piacciono i proverbi, commentò dopo che il signor Uh l’ebbe ripreso.
Se ti interessa ho un libro di proverbi in offerta.
Che gente volgare esiste al mondo, pensò il signor Uh in quell’occasione.
Un suo collega, a cui ha confidato in parte il suo cruccio, gli ha detto: dovresti cercarlo su internet. Lì si trova l’incredibile.
Ma il signor Uh non lo sa usare internet e sta valutando se sia il caso di seguire un corso o meno, e ne pesa i vantaggi e gli svantaggi durante l’intero tragitto in autobus. Quando scende, trenta minuti dopo, il vento è scomparso e lui ha quasi deciso.

Categorie: Appunti sul Signor Uh

[ 2 commento(i) ]

2 Responses to “Il signor Uh”

  1. lasirenetta dice:

    Per ora ti dico solo ciao. Non sono sparita, ma ho avuto una serie di problemi di connessione, ho cambiato pc, ho superato un’estate difficile e mi preparo ad affrontare un inverno faticoso e rischioso.
    Ma sono qui, e adesso, piano piano, mi metto a leggere tutto quello che mi sono persa in questi mesi… e lo faccio, come al mio solito, partendo da luglio (era lì che mi ero fermata?).
    baci

  2. Alessandra dice:

    Ciao Sire! Mi fa tanto piacere risentirti :-) Ogni tanto ti pensavo e ti immaginavo a fare immersioni, a mangiare gelati e a lavorare a temperature infernali. Spero che le tue cose si sistemino al meglio.
    a presto e un abbraccio.

Leave a Reply