Prima corsa d’autunno     22-09-2008  

Ieri c’era la Terry Fox Run, ma era domenica e abbiamo fatto colazione lenti lenti, ci siamo preparati e ancora eravamo in anticipo, ho stampato l’indirizzo del posto dove c’era la gara e mi sono accorta che non c’era l’indirizzo ma solo questa indicazione: stadio atletico dell’Aja, allora ho cercato su google map dove fosse questo stadio e ho visto che era in una certa strada che abbiamo raggiunto esattamente a metà, ma lo stadio non si vedeva, abbiamo chiesto ai passanti ma nessuno lo sapeva, cioè dicevano: in questa strada, così siamo andati a sinistra, e alla fine sono comparse le transenne e i volontari con le giacchette fosforescenti, ed era un po’ curioso perché era un quartiere di periferia e a quell’ora era deserto, intanto però eravamo in ritardo, e quando stavamo al tavolo per l’iscrizione, ci siamo accorti che eravamo senza soldi, e insomma tutta quella levataccia per nulla!, però frugando tra le pieghe della borsa ho trovato la cifra che ci occorreva, e via!, l’iscrizione era fatta, ma abbiamo segnato Lo alla gara sbagliata, a quella dei due chilometri anziché dei cinque.
Stanno per partire, ha detto la signorina della cassa.
Non la faccio questa gara, corrono quelli di dieci anni e chi non corre mai, ha bisbigliato Lo.
Invece poi l’ha fatta.
Siamo entrati dentro allo stadio e c’è stato il bang, Lo ha continuato a camminare con un atteggiamento un po’ da fighetto per chi non lo conosce bene, ma era per nascondere l’imbarazzo, è arrivato al via e lì ha attaccato a correre quando non c’era più nessuno, nemmeno i bambini più piccoli. Mi sono spostata di cinquanta metri perché mi piace guardare i corridori quando stanno per arrivare, l’espressione che hanno, ognuno ne ha una diversa, quando invece superano il traguardo diventano di nuovo uguali.
Lo si è piazzato al quarto posto, a pochi secondi dal primo.
Bravo! Li hai ripresi tutti!
Aveva una striscia di sudore che gli partiva dalla tempia e gli attraversava la guancia, ma i capelli erano asciutti.
Non mi sono stancato per niente, ha risposto lui.
Ho tentato di consolarlo, ma non mi voleva sentire. L’importante è partecipare, gli ho detto alla fine.
L’importante è partecipare e provare a vincere con quelli come te o meglio di te, mi ha corretto lui. ‘Sta cosa è stata una vergogna.
Poi ha visto i suoi amici, che avevano partecipato alla gara giusta, ed è andato a chiacchierare con loro.
Io, invece, ho incontrato la direttrice delle medie che armeggiava con una macchina fotografica.
Buongiorno, le ho detto.
Buongiorno mi ha risposto lei.
Ho fatto qualche commento sul tempo, in inglese riescono particolarmente bene, lei ha aggiunto qualche altro dettaglio sul sole fantastico che splende sull’olanda da un paio di giorni, poi ha sollevato la macchina fotografica, e ha detto con un gran sorriso: ho fotografato l’arrivo di Lo! Domani espongo la foto nella bacheca.
Io avrei voluto spiegare che non era il caso di esporla, la foto, invece sono stata zitta, ma siccome lei continuava a sorridere, alla fine mi è uscito un: ah, bene! quasi entusiasta, ma solo perché ho parlato in inglese.

foto presa da qui

Categorie: Questioni di famiglia

[ 6 commento(i) ]

6 Responses to “Prima corsa d’autunno”

  1. Vera dice:

    gara sbagliata, giornata rovinata ;-)

  2. Alessandra dice:

    :-) Hai sintetizzato in quattro parole come è andata a finire.

  3. Giorgia dice:

    Almeno era per una buona causa ;-) Saluti al corridore

  4. Alessandra dice:

    :-) anche se quest’anno la gente era molta di meno, forse per il sole spaccapietre e ha preferito andare al mare.

  5. Vera dice:

    non avevo visto la foto. Bellissimo Lo ! :-)

  6. Alessandra dice:

    Avrei voluto metterne una della gara, ma Emme ha fotografato tutt’altro. Ho cercato tra le vecchie, ma aveva a ognuna la fascetta con il numero e questa invece non era competitiva. in teoria :-)
    In effetti ce ne era una che mi piaceva che ha il titolo di “Run”,
    ma: 1) erano due giocatori della salernitana a correre. 2) é stata scattata vicino Spoleto.

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